Wall Street: S&P tocca record, ma rallenta nel finale

24 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) -Wall Street chiude in rialzo la prima seduta della settimana, ma sotto i massimi intra-day. A fine seduta il Dow Jones avanza dello 0,66% (+106 punti) a 16.209 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,69% a 4.293 punti e lo S&P 500 sale dell’0,64% a 1.848 punti sotto i record di giornata toccati a 1858,71 punti e contro il record storico del 15 gennaio scorso a 1.848,38 punti.

Il petrolio ha chiuso la seduta in rialzo: il contratto ad aprile è aumentato di 62 centesimi, lo 0,6%, a 102,82 dollari il barile dopo aver superato quota 103 dollari nel corso della seduta. Nel frattempo, i titoli di Stato americani chiudono negativi con rendimenti in aumento al 2,75% per il benchmark decennale e al 3,71% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro cala a 1,3740 dollari mentre il biglietto verde perde terreno a 102,5 yen.

Alla base di tanto ottimismo, l’idea che la battuta d’arresto registrata dall’economia americana nel mese di gennaio sia stata il risultato delle cattive condizioni climatiche, ma che la ripresa resta intatta. “Wall Street continuerà a crescere nel corso dell’anno” ha detto Drew Wilson, analista di Fenimore Asset Management. “Credo che la politica di tapering della Fed non avrà nessun effetto negativo sull’economia reale. Sono inoltre convinto che la ripresa statunitense sia reale e sarà abbastanza forte da superare la paura della riduzione degli stimoli della Fed”. Dopo aver raggiunto il record storico lo scorso 15 gennaio, l’S & P 500 è crollato fino al 5,8%sulla preoccupazione di nuovi sui tagli negli acquisti mensili di bond della Fed. Rispetto ai minimi di febbraio, l’indice è rimbalzato del 5,4%, riportando in nero il bilancio di questo inizio d’anno.

Una spinta positiva arriva anche dalla ripresa del mercato delle fusioni e acquisizioni: RF Micro Devices ha raggiunto un accordo con TriQuint Semiconductor per circa 1,6 miliardi mentre Men’s Wearhouse ha alzato l’offerta cash per la rivale Jos.A.Bank Clothiers. “Vedere un’attività di M&A è un buon segnale per una persistente crescita del mercato, ma abbiamo cominciato a ridurre le nostre partecipazioni domestiche a favore dei mercati internazionali che sembrano più a buon mercato”, spiega Paul Radeke, vice presidente di KDV Wealth Management.

Prima dell’avvio del mercato è stata diffusa la lettura dell’attività nazionale economica nel Distretto FED di Chicago, che ha evidenziato un peggioramento nel mese di gennaio. Gli investitori già guardano con attenzione a giovedì prossimo quando il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen terrà un’audizione in tema di politica monetaria davanti alla commissione bancaria del Senato, alla luce della maggiore voglia di politica monetaria restrittiva emersa nei Verbali del FOMC. Non manca qualche preoccupazione per lo stato di salute dell’economia americana dopo le ultime statistiche negative, in particolare i sussidi alla disoccupazione e il Philly Fed che tuttavia sono stati messi in secondo piano dall”ottima lettura del PMI manifatturiero americano, balzato ai massimi degli ultimi 4 anni.

Anche se leggermente sopra le stime, l’indice delle attivita’ di business calcolato dalla Fed di Dallas e’ calato a 0,3 punti da 3,8 in gennaio, scendendo così ai minimi di 9 mesi. Il mese ha invece fatto registrare un miglioramento per quanto riguarda la sola produzione manifatturiera, che ha visto il sotto-indice salire a 10,8 punti da 7,1 il mese precedente.

Sullo sfondo continua a dominare l’incertezza geopolitica dopo che il presidente ucraino Viktor Yanukovich è destituito in scia ai sanguinosi scontri nel paese. Nel frattempo in Europa si registrano segnali di debolezza in una giornata un po’ fiacca in attesa di alcuni importanti eventi in settimana, come la diffusione del Pil Usa di venerdì e il discorso del governatore della Fed. Positiva la riunione del G20 di Sydney tenutasi nel fine settimana, durante la quale i leader delle venti economie più grandi al mondo hanno finalmente deciso di fissare un obiettivo numerico, dicendo addio alle solite generiche raccomandazioni, puntando ad un aumento del Pil pari al 2% nei prossimi due anni. Sono state messe da parte, intanto, le perdite delle Borse asiatiche, dove si fanno sentir i timori di una bolla del credito.

In ambito macro, il prossimo appuntamento chiave della settimana vedrà martedì la pubblicazione dell’indice Case-Shiller sui prezzi delle case e di quello sulla fiducia dei consumatori.

Da punto di vista dell’analisi tecnica, gli esperti di Teleborsa avvertono che “l’analisi di medio periodo conferma la tendenza positiva del Dow Jones Industrial, mentre se si analizza il grafico a breve, viene evidenziato un indebolimento delle quotazioni al test della resistenza 16.158,3. Primo supporto visto a 16.044,4. Tecnicamente, si attende nel breve periodo, un’evoluzione in senso negativo della curva verso il bottom visto a 15.985,6”.

Sul versante societario, Netflix e ComCast hanno firmato un accordo che mette fine alla disputa che era costata tanta frustrazione, negli Stati Uniti, agli utenti del servizio di videostreaming negli ultimi mesi a causa dei problemi di connessione. In una nota congiunta le due società hanno annunciato “un accordo che permetterà agli abbonati di Comcast” – il principale internet provider americano – “di godere della massima qualità nello streaming dei video di Netflix per gli anni a venire”. BlackBerry metterà il suo sistema di messaggeria istantanea BBM a disposizione degli utilizzatori di Windows Phone di Microsoft e della piattaforma Nokia X che sarà lanciata prossimamente. MasterCard acquisterà C-Sam, fornitore di tecnologie per transazioni elettroniche. General Electric intende intensificare la ricerca focalizzandosi su progetti energetici per cui ha destinato un’ulteriore tranche di 10 miliardi di dollari da qui al 2020.

Sul valutario, euro +0,01% a $1,3739; dollaro/yen -0,15% a JPY 102,37; euro/franco svizzero +0,15% a CHF 1,2208. Euro/yen -0,15% a JPY 140,63.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio -0,15% a $102,05, il prezzo dell’oro +0,90% a quota $1.335,50 l’oncia.