Wall Street: S&P +26% in 2013, Dow Jones raddoppia in 5 anni

22 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura in territorio positivo per Wall Street, con il Dow Jones e lo S&P 500 a livelli record. Il Dow Jones sale dello 0,33% a 16.062,78 punti, il Nasdaq avanza dello 0,57% a 3.991,65 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,5%, attestandosi a quota 1.805 punti. Sul mercato dei titoli di stato, i rendimenti dei Treasuries decennali sono scambiati in calo -0,45% al 2,77%.

Il Dow Jones valeva 8.000 punti il giorno dell’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca. Ieri ha chiuso sopra quota 16.000 per la prima volta nella storia.

Nelle sale operative prevale un approccio attendista, in attesa di conoscere le nuove mosse della Fed. Convincono i dati sul mercato lavoro – dopo la pubblicazione alla vigilia delle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione, scese a 323.000 unità, al minimo dalla fine di settembre; ora bisognerà vedere come questo influenzerà le decisioni della Federal Reserve.

“Per la prima volta dopo tanto tempo, i dati confortanti arrivati dal fronte macro sono stati accolti in modo positivo – ha commentato Louis de Fels, gestore dei fondi presso Raymond James Financial, con sede a Parigi – Il mercato appare più solido al momento, e non è solo per il QE”.

Lo S&P 500 è sceso comunque questa settimana -0,1% ed è orientato a chiudere la settimana in ribasso per la prima volta dallo scorso 4 ottobre.

Occhio al target a quota 18.000 punti, che è stato superato per la prima volta in assoluto lo scorso 18 ottobre. L’indice di riferimento dell’azionario americano ha segnato un balzo dall’inizio del 2013 pari a +26%; si tratta della migliore performance su base annua, in un decennio. Lo scorso 15 novembre, è stato rilevato che l’indice è scambiato a un valore pari a 17 volte circa gli utili riportati dalle aziende che ne fanno parte: è la valutazione più alta dal maggio del 2010.

Il Dow Jones è salito +0,3% negli ultimi quattro giorni, e si appresta a chiudere la sua settima settimana in rialzo, riportando il guadagno più lungo dal gennaio del 2011.

David Tepper, manager he gestisce Appaloosa Management LP, ritiene che i mercati azionari non siano gonfiati, in quanto gli Stati Uniti, l’Europa e la Cina poggiano su “basi solide”.

Circola però un grafico (vedi a fianco) che fa temere per un capitombolo degli indici di Wall Street. Viene messo a confronto l’andamento tra l’S&P 500 negli Anni 20 all’alba della Grande Depressione e oggi. Le somiglianze sono impressionanti.

Tra le storie societarie di rilievo nella seduta odierna, United Airlines, salita oltre +2%, dopo che Goldman Sachs ha alzato il rating da “neutral” a “buy”.

Intel -4% dopo che il colosso dei chip ha reso noto che fatturato e utili operativi saranno piatti nel 2014, causa la debolezza della performance della divisione di personal computer.

Foot Locker +3,6%; la società retail di scarpe sportive numero uno negli Stati Uniti ha riportato nel terzo trimestre un utile per azione di 68 centesimi, superando le attese degli analisti di 2 centesimi.

Sul valutario, l’euro sale +0,36% a $1,3528, dollaro/yen -0,10% a JPY 101,05; euro/franco svizzero -0,12% a CHF 1,2291 euro/yen +0,25% a JPY 136,70.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,51% a $94,95 al barile, oro +0,27% a $1.246,90.