WALL STREET RECUPERA INTERAMENTE LE PERDITE

14 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo il brutto avvio determinato dai dati macro poco favorevoli e da alcune notizie societarie scoraggianti per il mercato del credito, gli indici azionari hanno recuperato terreno spingendosi sulla linea di parita’. Al giro di boa il Dow Jones e’ piatto a 13424, l’S&P500 perde lo 0.07% a 1482, il Nasdaq lo 0.11% a 2598.

Ad alimentare le vendite nelle contrattazioni del pre-mercato era stata la notizia sulla societa’ inglese di mutui ipotecari Northern Rock, costretta a richiedere un finanziamento d’emergenza alla Bank of England. Il gruppo, il terzo in Gran Bretagna nel comparto dei mutui, con assets pari a $35 miliardi, a causa dell’incremento dei tassi d’interesse ha dovuto tagliare anche le stime sui risultati fiscali e il titolo e’ crollato -26%.

Il fatto ha risollevato i timori sul comparto del credito soprattutto considernado che ad oggi si tratta del piu’ grosso salvataggio di emergenza degli ultimi 30 anni da parte della Bank of England per una crisi di liquidita’. La notizia e’ arrivata come una doccia fredda per i mercati, dopo una settimana positiva caratterizzata da buone news dalle aziende americane e dalla speranza di un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed martedi’ prossimo. L’indice S&P500 aveva registrato un progresso del 2% nelle ultime quattro sedute spinto da questo mix di scenari ottimistici.

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Gli operatori restano fiduciosi sul varo di una politica monetaria “accomodante” da parte della Fed. Il problema sta nel fatto che la Banca Centrale americana fino a questo momento ha offerto solo segnali contrastanti. Da un lato intende mantenere un buon livello di liquidita’, dall’altro continua a ritenenrsi preoccupata dall’inflazione ed imputa la causa dell’attuale situazione alle cattive politiche adottate nella concessione dei prestiti.

I dati giunti in mattinata dal fronte macro si sono rivelati contrastati. Preoccupa gli operatori il contenuto rialzo delle vendite al dettaglio, pari a +0.3% contro lo 0.5% atteso, peraltro originato dalla forza nel comparto dell’auto. Esclusa tale componente infatti l’indicatore e’ risultato in ribasso dello 0.4%. Positiva la lettura dei prezzi all’importazione, scesi per la prima volta da gennaio. Leggermente inferiore alle attese il dato sulla produzione industriale di agosto, meglio la fiducia Michigan salita inaspettatamente piu’ delle previsioni.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio arretra dai nuovi massimi registrati ieri. I futures con consegna ottobre sono ora in ribasso di 21 centesimi a quota $79.88 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in flessione rispetto al dollaro a 1.3850. Avanza l’oro: i futures con consegna dicembre vengono scambiati a $722.60 all’oncia, in rialzo di $4.70. Recuperano infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.4780%.