Wall Street rallenta, domani mercati Usa chiusi. Alert recessione da ordini fabbriche

2 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Si prospetta una seduta incerta per l’azionario Usa dopo la pubblicazione del report occupazionale Usa. Dopo un avvio lievemente positivo, il Dow Jones è piatto con +0,04% a 17,764,61 punti. Il Nasdaq cede -0,13% a 5.006,40, lo S&P 500 è piatto con +0,04% a 2.078,33. Su base settimanale, lo S&P 500 è però in calo -0,9%. In ogni modo l’azionario americano va verso la seconda settimana di cali di fila.

Da segnalare che la pubblicazione del report occupazionale Usa di giugno – che di norma avviene ogni primo venerdì del mese – è stata anticipata in quanto domani i mercati rimarranno chiusi, in occasione della Festa d’Indipendenza del 4 luglio.

Il calo del tasso di disoccupazione, scivolato a giugno al minimo in sette anni, ovvero al 5,3%, si spiega principalmente con la forte riduzione della partecipazione alla forza lavoro, che è scesa al minimo in 38 anni, ovvero dal 1977. I salari sono rimasti fermi e nei due mesi precedenti, maggio e aprile, sono stati creati posti di lavoro inferiori rispetto a quelli che erano stati precedentemente annunciati.

Ad alimentare i dubbi, la pubblicazione delle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione su base settimanale che sono balzate +10.000 a 281.000, al massimo in cinque settimane. Il Dow Jones sale nei primi minuti di contrattazioni +0,1%, il Nasdaq +0,3%, lo S&P +0,2%.

In un contesto in cui “Bad news is good news”, i mercati hanno reagito all’inizio in modo positivo, con i futures che hanno incrementato i rialzi. Questo, perchè le preoccupazioni su un mercato del lavoro ancora non solido o sostenibile come la Fed desidera alimentano le speculazioni sulla possibilità che la stessa Fed decida di non affrettarsi a rialzare i tassi, per la prima volta dal 2006.

I dati deboli potrebbero infatti indurre il Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed – a rimandare il ciclo di rialzo dei tassi a dopo settembre.

D’altronde un segnale inquietante è arrivato dalla pubblicazione degli ordinativi alle fabbriche, che hanno deluso le attese in dieci degli ultimi 11 mesi. Il dato, su base aggiustata, è scivolato su base annua -6,3%, ma senza gli aggiustamenti è crollato -8%, al ritmo più forte dalla crisi finanziaria del 2008.

Subito dopo la pubblicazione dei dati sul lavoro, i tassi sui Treasuries a 10 anni sono scesi al 2,409%, così come sul valutario il dollaro ha ritracciato, consentendo all’euro di accelerare al rialzo e superare la soglia di $1,11. Al momento +0,40% a $1,1097; dollaro/yen -0,10% a JPY 123,05. Euro/yen +0,30% a JPY 136,56, euro/sterlina +0,39% a GBP 0,71. Euro/franco svizzero -0,08% a CHF 1,0475.

Tra i titoli sotto i riflettori Health Net oltre +10,6% dopo la decisione di Centene di acquistare la società pagando contanti e azioni per un valore di $6,8 miliardi.

Tesla +2,39%, dopo che la società ha annunciato di aver consegnato 11.507 sedan Model S nel secondo trimestre, +52% su base annua.

Xoom +21,79% dopo che la società di pagamenti digitali ha ricevuto un’offerta di buyout da PayPal.

Tra le commodities, futures sul petrolio +1,16% a $57,62; Brent +1,13% a $62,71. Oro -0,43% a 1.164,30. Argento +0,38% a $15,63.

(DaC-Lna)