WALL STREET PRIMA RESISTE, POI SBANDA SUL FINALE

20 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Nonostante la prova di forza dimostrata nel corso della giornata, Wall Street ha chuso in rosso una seduta che si e’ distinta per l’elevato livello di volatilita’.

Dopo una serie di capovolgimenti di fronte dei listini azionari, le preoccupazioni sulla spirale terroristica alla fine hanno avuto la meglio, mettendo in secondo piano le buone notizie economiche e societarie e inducendo gli operatori a limitare i rischi.

Il Dow Jones ha ceduto lo 0,73% a 9619, l’S&P500 e’ arretrato dello 0,84% a 1033 e il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 0,93% a 1881 punti.

La seduta e’ stata pesantemente condizionata dagli attentati di Istanbul, che hanno riacceso le preoccupazioni del mercato sulla ripresa del terrorismo internazionale.

Ha solo in parte contribuito a limitare le perdite la nuova tornata di dati economici. Le richieste di sussidi di disoccupazione la settimana scorsa sono calate di 15.000 unita’, a quota 355.000 (gli economisti attendevano un valore di 365.000). Il Leading Indicator (o Superindice) il dato che anticipa lo stato dell’attivita’ economica americana, a ottobre e’ cresciuto dello 0.4% contro il +0,2 stimato dal mercato. E il Philadelphia Fed, l’indice sull’attivita’ manifatturiera dell’area di Philadelphia, a novembre e’ calato a 25,9 punti, un livello migliore di quello previsto dagli analisti.

Buone notizie sono arrivate anche dal fronte societario: nel quarto trimestre fiscale Hewlett-Packard ha registrato un rialzo del fatturato del 10% su base annua (vedi sotto), battendo le attese del mercato sugli utili e alzando le previsioni sulle vendite del prossimo trimestre.

E ancora dall’hi-tech, la Semiconductor Industry Association ha annunciato che il book-to-bill ratio, il rapporto tra ordinativi e fatturato delle societa’ di chip americane, a ottobre e’ salito a quota 1 dagli 0,96 punti di settembre (dato rivisto).

Tra i singoli titoli, Hp e’ arretrata del 2,7% nonostante le buone notizie relative al balzo in avanti dei ricavi, mentre Intel – nonostante sia ottimista sul mercato dei chip nel prossimo futuro – ha lasciato sul terreno il 2,1%. Sempre tra le aziende in ribasso, spiccano quelle finanziarie, guidate da Hsbc (-2,1%) l’istituto di credito britannico i cui uffici di Istanbul sono stati devastati dall’ attacco terroristico di oggi. Sulla su scia, male si sono comportate Citigroup (-0,3%) e JP Morgan (-0,3%), colpite anche dallo scandalo dei fondi di investimento che da settimane scuote la finanza statunitense.

Deboli le società farmaceutiche, segnate dal calo di Schering-Plough, la quale è divenuta oggetto di una indagine della Sec, l’Authority di Borsa statunitense, sulla controllata Polish. Sull’onda di Schering-Plough (-4,6%) male sono andate anche Pfizer, regredita del 2,1% e Merck, in calo del 2,1%.

Sugli altri mercati, hanno chiuso in netto rialzo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni, benchmark della categoria, e’ sceso al 4,154% contro il 4,247% della chiusura di mercoledi’. Il dollaro ha ceduto terreno sia nei confronti dell’euro che dello yen. Il cambio con le due valute nel tardo pomeriggio a New York e’ rispettivamente a quota 1.1910 e 108.93.

In progresso invece l’oro, con il prezzo spot salito a $394,40 all’oncia (+$1,40). E in lieve calo, infine, il petrolio: il future con scadenza dicembre ha chiuso a $32,86 al barile (- 6 centesimi). (in Target News e Titoli Caldi troverete decine di notizie e analisi sulle azioni Usa piu’ interessanti su cui investire: per gli abbonati a INSIDER).