Wall Street positiva, accelera dopo dati macro

1 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo un avvio positivo, accelera il passo la Borsa Usa: a un’ora circa dall’avvio delle contrattazioni, il Dow segna un aumento dello dell’1,11%i, il Nasdaq guadagna l’1,4% mentre lo S&P 500 cresce dell’1,17%.

Intanto i gestori cercano di capire come posizionarsi per la seconda parte dell’anno che inizia oggi: il secondo trimestre si e’ chiuso in rialzo, ma non giugno. Sulla performance del mese hanno pesato i timori per un taglio del piano di acquisti di Treasury e bond ipotecari da parte della Federal Reserve. La seduta in Giappone – conclusasi al migliore livello di oltre un mese – potrebbe offrire spunti. Da giugno gli investitori, mantenendo un occhio ai livelli di volatilita’ estrema, hanno un approccio piu’ aggressivo e meno cauto nei confronti del settore dei ciclici.

Ricapitolando la fotografia dell’azionario, il Dow Jones ha registrato da inizio anno un +14% (il migliore semestre dal 1999), con tutti i rialzi dovuti alla performance dei primi 5 mesi. Infatti, l’indice delle 30 blue chip ha ceduto l’1,4% a giugno ma ha archiviato il secondo trimestre in aumento del 2,3% e la settimana scorsa in rialzo dello 0,74%. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,9% nell’ultima ottava, ha perso l’1,5% a giugno e nel periodo aprile-giugno e’ salito del 2,4%. Da inizio anno il bilancio e’ pari a +12,63%, il migliore semestre dal 1998. Il Nasdaq ha archiviato la settimana scorsa in rialzo dell’1,37%, il mese di giugno in calo dell’1,52%, il periodo aprile-giugno in aumento del 4,15%. Da gennaio la performance e’ di un +12,71%.

Il rialzo del valore dei metalli sta contribuendo a sostenere i titoli dei gruppi attivi nel mercato delle materie prime. Lo yen si e’ indebolito dopo la pubblicazione dei dati sulla fiducia delle aziende manifatturiere giapponesi. L’indice e’ salito per la prima volta da settembre 2011.

Sul fronte macro, l’indice Pmi manifatturiero misurato da Markit e’ sceso in giugno a 51,9 punti da 52,3 punti in maggio. Per l’indice si tratta del livello piu’ basso dallo scorso ottobre. Ogni dato sopra quota 50 punti indica una fase di espansione delle attivita’ economiche.

Nello stesso mese, sale più delle attese l’indice Ism manifatturiero, ovvero l’indice che misura l’attività manifatturiera degli Stati Uniti, che raggiunge 50,9 punti dai 49 di maggio. Il dato è stato lievemente migliore delle attese, con gli analisti che avevano previsto un rialzo a 50,5 punti.

In linea con le previsioni del mercato, invece, le spese per costruzioni che, a maggio, sono salite dello 0,5% dopo il +0,4% di aprile.

Dopo avere archiviato il peggiore semestre dalla fine del 2010, i Treasury iniziano il terzo trimestre all’insegna delle vendite. I timori di una stretta al piano di acquisto di bond da parte della Federal Reserve persistono, anche se il peggio per i titoli di stato americani sembra finito. Il decennale rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – avanza al 2,529%. Il rendimento dei titoli a tre mesi sale a quota 0,041%

Questo l’andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni: rendimenti in aumento allo 0,363% Titoli a 5 anni: rendimenti in salita all’1,429% Titoli a 30 anni: rendimenti in rialzo al 3,534%

A livello di titoli, riflettori su Apple che, con una mossa destinata ad alimentare le speculazioni sull’arrivo di un nuovo prodotto da portare al polso, ha presentato richiesta in Giappone per ottenere i diritti sul marchio iWatch. Come riporta il Wall Street Journal, la domanda, presentata il 3 giugno e resa pubblica solo successivamente, e’ stata classificata in categorie di prodotto che riguardano computer e apparecchi da polso.

In ambito valutario, l’euro +0,36% a $1,3055; dollaro/yen +0,48% a JPY 99,60; euro/franco svizzero +0,34% a CHF 1,2335. Gli analisti di Mps Capital Services affermano, riguardo al rapporto euro/dollaro, che per i prossimi giorni i supporti si collocano a 1,2985 ed area 1,28, con le resistenze a 1,31-1,32 e 1,34.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,60% a $97,14 al barile, oro +1,55% a $1.242,70.