WALL STREET POCO MOSSA, NON RIESCE IL RIMBALZO

8 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Seduta volatile e nervosa per Wall Street, che riesce appena a risollevarsi dalla linea di parita’ dopo averla attraversata piu’ volte nell’arco della giornata. Fallisce dunque il tentativo di rimbalzo dopo il tonfo della giornata precedente che aveva visto gli indici arretrare di oltre il 2%. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.18% a 8178, l’S&P500 ha ceduto lo 0.17% a 879, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.06% a 1747.

Vuoi sapere cosa comprano e vendono gli Insider di Wall Street? Prova ad abbonarti a INSIDER: costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul link INSIDER

Il Fondo Monetario Internazionale ha migliorato le stime sulla crescita economica globale (+2.5% da +1.9%), evidenziando la stabilizzazione del sistema finanziario in parallelo ad un rallentamento della fase di contrazione negli Stati Uniti e in Giappone.

Tuttavia, a limitare il rialzo giornaliero degli indici e’ stata la debolezza del comparto energetico che ha risentito del sesto calo consecutivo del petrolio, arretrato di $2.69 a $60.14 (futures con scadenza agosto).

“Non c’e’ veramente nulla al momento che possa spingere gli investitori a rientrare sull’azionario” ha dichiarato Kurt Karl, chief U.S. economist di Swiss Re. “Nulla di cui essere veramente eccitati”. Il mercato sembra aver gia’ digerito l’ultima tornata di news economiche negative (occupazione e attivita’ manifatturiera), gli indici Dow Jones ed S&P500 sono in calo del 7% circa dai massimi toccati lo scorso 12 giugno.

L’attenzione e’ ora puntata dunque sulla stagione degli utili trimestrali. Le attese degli analisti non sono delle migliori ed indicano un calo medio di circa il 30% dei profitti per le aziende facenti parte dell’S&P500 negli ultimi tre mesi di attivita’. Come di consueto, Alcoa sara’ il primo componente del Dow Jones a diffondere i risultati fiscali, disponibili subito dopo la chiusura delle borse.

Tra gli altri titoli dell’indice industriale, i migliori rialzi sono stati registrati dalle societa’ di prodotti di largo consumo Johnson & Johnson e Procter & Gamble, mentre ad accusare le maggiori perdite sono stati Bank of America, Verizon ed Intel, con General Electric maglia nera.

Dalla prima giornata del summit a L’Aquila e’ emerso che gli otto capi dei piu’ grossi Paesi industrializzati hanno convenuto sul fatto che l’economia e’ in fase di stabilizzazione, ma che e’ ancora troppo presto per ridurre gli sforzi relativi ai massicci piani di stimolo per la crescita operati nei mesi scorsi

Sugli altri mercati, sul valutario euro in calo nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.3870. In calo l’oro. I contratti con scadenza agosto sono arretrati di $19.80 a $909.30. Positivi infine i Titoli di Stato. Il rendimento sui Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.2890% dal 3.46% di martedi’, in seguito ad un’asta andata a buon fine.