WALL STREET PIEGATA DA PAULSON E BEST BUY

12 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Terza seduta consecutiva in rosso a Wall Street. L’annuncio del governo sulla modifica del piano di salvataggio da $700 miliardi e il warning di Best Buy su un rallentamento “sismico” della spesa dei consumatori hanno funto da volano alle vendite, intensificatesi nelle ultime ore di scambi. Il Dow Jones ha perso il 4.73% a 8282, l’S&P500 il 5.19% a 852, il Nasdaq e’ arretrato del 5.17% a 1499. Il calo della domanda a livello globale ha spinto ulteriormente al ribasso le commodities, con il petrolio scivolato ai nuovi minimi di 20 mesi, sotto i $56 al barile.

Intervenuto in confernza stampa a Washington, il Segretario al Tesoro Usa Henry Paulson ha dichiarato che il governo americano iniettera’ capitali nelle banche in difficolta’ in cambio di azioni privilegiate e non come illustrato in precedenza rilevando gli asset “tossici” che continuano a gravare sulle condizioni finanziarie degli istituti. Tale cambiamento inatteso del piano ha avuto un effetto negativo sull’umore degli investitori, che speravano in un maggiore impegno delle autorita’ governative nella promozione di un sistema economico piu’ stabile.

Nessun segnale di ripresa dal fronte societario. Gli ultimi aggiornamenti aziendali hanno comfermato la fase di rallentamento della spesa dei consumatori, alimentando nuove tensioni sull’andamento dei profitti in un periodo particolare dell’anno, corrispondente con la corsa agli acquisti tipica delle festivita’ di fine anno. Gli analisti prevedono che la prossima stagione natazilizia si rilevera’ particolarmente deludente in termini di vendite, pribabilmente la peggiore dal 2000, subito dopo lo scoppio della bolla Internet.

Best Buy, la catena retail specializzata nell’hi-tech, e’ stata costretta a tagliare le stime sui prossimi risultati fiscali a causa di un ambiente macro estremamente difficile, “il peggiore a cui abbiamo mai assitito” hanno dichiarato i vertici del gruppo. Il titolo e’ arretrato dell’8% circa. Nei giorni scorsi la rivale Circuit City aveva richiesto l’ingresso nel processo di amministrazione controllata (Chapter 11), a richio bancarotta. L’annuncio ha contribuito a trascianre al ribasso i Big del comparto tecnologico ed informatico. Giu’ Apple, Microsoft, pesante anche il gigante Internet Google, per la prima volta sotto la soglia psicologica dei $300 dall’ottobre 2005.

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Proseguono i guai per gli istituti finanziari. Prudential Financial ha ridotto del 50% il pagamento del dividendo trimestrale; Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup hanno chiuso la seduta con ribassi superiori ai 10 punti percentuali. In pesante calo anche il gigante delle carte di credito American Express, in difficolta’ nelle posizioni di liquidita’ tanto da avanzare una richiesta di prestito per $3.5 miliardi al governo americano.

Tra le societa’ che hanno diffuso la trimestrale, la catena retail Macy’s ha riportato una perdita inferiore alle attese ma il titolo non e’ riuscito a sfuggire al sell-off generale lasciando sul terreno piu’ di 10 punti percentuali. Male la societa’ cinese produttrice di pannelli fotovoltaici Ja Solar il cui titolo e’ arretrato di quasi il 30%. Dopo la chiusura saranno le aziende hi-tech Applied Material e Computer Sciences a comunciare gli ultimi numeri fiscali.

Tutti i componenti del Dow Jones hanno chiuso in pesante perdita, fatta eccezione per General Motors, avanzato del 7% circa. I leader democratici hanno iniziato ad esprimere pareri favorevoli sull’utilizzo di parte dei fondi del piano per rilanciare il comparto, messo in ginocchio dal calo delle vendite.

Sugli altri mercati, in calo il petrolio. I futures con consegna dicembre sono arretrati a quota $56.16 al barile, in ribasso di $3.17 (-5.3%). Si rumoreggia di un nuovo taglio alla produizione da parte dell’OPEC nel meeting di dicembre che si terra’ in Algeria. I dati sulle scorte settimanali saranno diffusi giovedi’ per via della ricorrenza del Veterans Day. Sul valutario, ancora in calo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2475. Vendite sull’oro: i futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno perso $14.50 a $718.30 l’oncia. In progresso i Titoli di Stato Usa. Il rendimento sul Treasury a 10 annie’ sceso al 3.6550%.

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