Wall Street, partenza cauta

23 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Partenza all’insegna della cautela a Wall Street, all’indomani della miglior seduta dal sette luglio scorso.

In assenza di dati macroeconomici di rilievo l’attenzione degli operatori e’ concentrata su alcune buone trimestrali che pero’ non bastano per sostenere il mercato. Si guarda alla pubblicazione degli stress test cui sono state sottoposte 91 banche di 27 paesi in Europa.

Quanto ai conti, ieri sera Microsoft ha registrato ricavi record. Ford avanza dopo buoni risultati e indicazioni incoraggianti su tutto l’anno. Risultati in crescita anche per Kimberly Clark. Guadagna terreno il colosso delle tlc Verizon, nonostante abbia registrato una perdita trimestrale ($0.07 da un utile per azione di $0.52 dello stesso periodo dell’anno scorso). Balzo in avanti anche per E-Trade, grazie al primo utile trimestrale in tre anni. McDonald’s scivola sebbene abbia messo a segno utili e ricavi superiori a quelli dell’anno scorso. Tonfo a doppia cifra per Amazon, la cui crescita trimestrale degli utili ($0.45 da $0.30 non e’ bastata al consensus).

Si mette in mostra Quicksilver Resources. La societa’ energetica vende la sua parte in Quicksilver Gas Services a Crestwood Midstream Partners II per $773 milioni, che verranno utilizzati per ridurre il proprio debito.

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L’euro nel frattempo si e’ riportato sopra quota $1.29 grazie anche al dato sull’Ifo tedesco migliore delle stime, ai massimi di trre anni in luglio. Si rafforza anche la sterlina sostenuta da una positiva lettura del Pil inglese del secondo trimestre: +1.1% contro attese di +0.6%. Si tratta del maggior incremento trimestrale dai primi tre mesi del 2006.

Si torna a parlare di Ungheria. Standard & Poor’s ha rivisto l’outlook da stabile a negativo, confermando il giudizio BBB-/A-3. Moody’s dal canto suo ha avvisato che una bocciatura potrebbe arrivare.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna settembre cedono lo 0.69% a $78.75 (ieri hanno corso del 3.6% a $79.30). Il derivato con scadenza analoga dell’oro guadagna $1.90 a quota $1197.50 l’oncia. Sul valutario l’euro torna a cedere lo 0.66% nei confronti della valuta Usa a $1.2808. In rialzo i prezzi dei Treasury: il rendimento sul benchmark decennale scende al 2.9370% rispetto al 2.97% osservato prima dell’apertura. Ieri si era attestato al 2.9320%.