Wall Street tonica nel finale: S&P 500 riaggancia 2.100 punti

2 Novembre 2015, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Prima seduta di novembre all’insegna degli acquisti per Wall Street grazie soprattutto al buon andamento dell’health-care e dell’energetico. Gli investitori infatti credono che le aziende del settore possano continuare a crescere sul lungo termine. Il rialzo di lunedi’ arriva dopo una importante crescita delle azioni nelle ultime settimane spinte in alto da trimestrali solide da parte delle principali aziende.

Ottima anche la performance dell’S&P 500 che per la prima volta dallo scorso agosto ha superato quota 2.100 punti. Nel finale, il Dow ha guadagnato lo 0,94% a 17.829 punti, lo S&P 500 è salito dell’1,18% a 2.104 punti mentre il Nasdaq ha messo a segno un aumento dell’1,45% a 5.107 punti.

La corsa dei listini arriva nonostante l’attività manifatturiera Usa, misurata dall’Ism, il mese scorso sia cresciuta al passo piu’ lento dal 2013. Il dato e’ sceso a 50,1 punti ma si e’ comunque mantenuto sopra la soglia fatidica dei 50 punti che indica una fase di espansione dell’attivita’ economica. Gli investitori Usa sembrano ignorare l’attività manifatturiera in Cina, migliorata a ottobre rispetto a settembre ma comunque in contrazione per l’ottavo mese di fila motivo per cui i listini asiatici hanno sofferto.

Il tutto si verifica dopo un ottobre in cui l’azionario americano ha messo a segno la migliore performance in quattro anni nonostante il decimo mese dell’anno sia tradizionalmente caratterizzato da vendite. L’appuntamento cruciale della nuova settimana sara’ il rapporto sull’occupazione di ottobre, in arrivo venerdì.

Esso servirà a capire se la Federal Reserve inizierà ad alzare i tassi per la prima volta dal 2006 nella riunione di dicembre. Nei prossimi giorni qualche spunto su questo fronte potrebbe arrivare dai discorsi pubblici di vari membri della banca centrale Usa a cominciare da Janet Yellen: il governatore testimonierà al Congresso mercoledì. Dal fronte societario, c’é fermento da M&A: Visa, i cui utili trimestrali hanno deluso, ha annunciato l’acquisto dell’ex controllata Visa Europe. La britannica Shire compra la statunitense Dyax.

Segnali positivi sono arrivati oggi anche dal fronte macro. L’indice Pmi manifatturiero curato da Markit è salito in ottobre a 54,1 punti da 53,1 in settembre. Si tratta della migliore performance da aprile. Ogni dato sopra 50 punti indica una fase di espansione delle attivita’ economiche.

I Treasury iniziano novembre così come si era chiuso il bilancio di ottobre: in calo. Per il decennale, il mese scorso è terminato con la peggiore perdita mensile (in termini di prezzo) dallo scorso giugno. A pesare è il nervosismo legato a un possibile rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nella riunione di dicembre. Il decennale vede rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – salire al 2,1745% dal 2,151% di venerdi’. Aveva chiuso il 2014 al 2,173%. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,0839%.

Dal punto di vista societario, la conglomerata americana General Electric (+0,24%) ha completato l’acquisizione delle attività energetiche della francese Alstom. Il marchio di prodotti di bellezza Estee Lauder ha annunciato una trimestrale migliore del previsto nonostante l’impatto negativo di un dollaro forte. L’azienda ha anche annunciato l’aumento del dividendo del 25% a 30 centesimi per azione. La vecchia Hewlett-Packard non esiste più: da oggi in borsa sono quotate le due aziende frutto dello scorporo pianificato. Si tratta di HP Inc, focalizzata su pc e stampanti, e di Hewlett-Packard Enterprise, specializzata in server, servizi e software. Ferrari torna a correre (+0,9% a 50,89 dollari) ma resta sotto il prezzo di collocamento pari a 52 dollari.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio risente delle preoccupazioni legate a un rallentamento della Cina: il contratto a dicembre segna un -1,37% a 45,95 dollari al barile.

(MT)