WALL STREET: NOTIZIE CONTRASTATE, INDICI PIATTI

9 Dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di seduta in leggero rialzo per gli indici americani, nonostante le deludenti notizie communicate nell’after hour di giovedi’ dal colosso dei chip Intel. Il Dow Jones e’ in rialzo dello 0.05% a 10755, l’S&P500 arretra dello 0.04% a 1256, il Nasdaq segna +0.04% a 2247. In apertura i listini beneficiano anche del calo del petrolio (ora a $60.50), dopo che nelle contrattazioni elettroniche era salito sopra i $61 al barile.

L’attenzione degli operatori e’ principalmente focalizzata sul settore hi-tech, in seguito all’aggiornamento infratrimestrale offerto da Intel nella giornata di ieri. Il n.1 al mondo per la preoduzione di semiconduttori, itulizzati nel 90% dei personal computer a livello mondiale, ha comunicato che i ricavi previsti per il prossimo trimestre si collocheranno a dun livello pari a $10.4 miliardi, al di sotto della cifra stimata dagli analsiti (10.6 mld).

Sotto osservazione anche il titolo del colosso informatico IBM, danneggiato in mattinata dal downgrade di UBS da Buy a Neutral, in base a considerazioni sull’attuale valutazione dell’azione.

I titoli tecnologici continueranno a destare interesse per l’arco dell’iontera seduta in occasione di una conferenza globale sul settore organizzata dalla banca d’affari Lehman Brothers. Tra le compagnie che vi parteciperanno ci sra’ anche Motorola.

Buone notizie sono arrivate dal fronte macroeconomico. Nel mese di dicembre, il dato preliminare sulla fiducia Michigan ha mostrato un aumento dell’indicatore a quota 88.7 dal precedente 81.6. Le attese dgli economisti erano per un valore di 85 punti

Per quanto riguarda il dato sulle scorte di magazzino, nel mese di ottobre e’ cresiuto dello 0.2%, contro le attese di un incremento dello 0.5%. Le vendite sono aumentate dell’1.2%.

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Sugli altri mercati sono in ribasso i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 4.50%. L’oro avanza di $5.50 a $528.20 all’oncia e l’euro viene scambiato a quota 1.1826 contro il dollaro.