WALL STREET NERVOSA: I CONSUMI NON CONVINCONO

12 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari cadono vittima di qualche presa di profitto nell’ultima seduta di una settimana interlocutoria, che ha visto comunque l’S&P 500 toccare ieri i massimi di 17 mesi. Il Dow, che ha oscillato tra il territorio negativo e positivo per tutta la giornata, ha chiuso in progresso dello 0.12% a 10624.62. Il Nasdaq e’ arretrato di un marginale 0.03% a 2367.66 punti, mentre l’indice allargato ha lasciato sul campo lo 0.02% in area 1149.99.

Gli investitori hanno digerito una dose di dati macro che hanno evidenziato una situazione incerta per quanto riguarda l’andamento dei consumi contrastanti. Le vendite al dettaglio sono inaspettatamente cresciute il mese scorso, con gli americani che hanno sfidato la neve per andare a fare shopping, ma la fiducia dei consumatori, a sorpresa, e’ diminuita.

Tra le blue chip si mettono in bella mostra American Express (+1.6%), Home Depot (+1%) e Merck (+0.75%), mentre Pfizer (-1.2%) e Travelers (-0.9%) figurano in fondo al paniere del Dow. La lettera si e’ abbattuta anche su Disney e Boeing.

Pesa inoltre il ritracciamento dei finanziari che venivano da dieci sedute positive consecutive: penalizzate da qualche presa di beneficio dopo i forti rialzi dei giorni scorsi, le azioni della banca Citigroup e del gruppo assicurativo AIG chiudono in ribasso del 5% e 2.9% rispettivamente.

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Il governo ha reso noto in mattinata che le vendite al dettaglio hanno registrato una variazione positiva dello 0.3% in febbraio, nonostante il calo dei ricavi derivanti dal settore automobilistico e il maltempo che si e’ abbattuto sulla costa orientale degli Stati Uniti. Esclusa la compente delle auto, le cifre hanno fatto un balzo dello 0.8%.

Nel frattempo l’indice fornito da Reuters e dall’Universita’ del Michigan sulla fiducia dei consumatori e’ calato a quota 72.5 a meta’ marzo dal 73.6 della fine di febbraio. In questo caso gli economisti si aspettavano in media un aumento in area 74.

Le scorte di magazzino sono rimaste invariate in gennaio dopo aver subito un calo rivisto dello 0.3% in dicembre. Le stime erano per un incremento dello 0.1% nel primo mese dell’anno.

La prossima settimana a polarizzare l’attenzione degli investitori sara’ l’incontro della Fed, che dovrebbe offrire qualche segnale sulle modalita’ dell’exit strategy e sui tempi e intensita’ di una eventuale stretta monetaria. Il mercato e’ ansioso di sapere se nel comunicato della Banca Centrale sara’ ancora presente la frase “per un periodo prolungato”.

In ambito di conti fiscali, tra le catene di abbigliamento, guadagna il 4.2% Aeropostale grazie a conti e prospettive positive per il futuro. Le indicazioni sul primo trimestre riviste al rialzo spingono all’insu’ anche il gruppo di fertilizzanti Potash (+7.1%). Volano al +13.6% i titoli della societa’ petrolifera texana ATP Oil & Gas nel giorno della trimestrale. La conglomerata industriale United Technologies cede lo 0.7% dopo aver confermato l’outlook sui profitti del 2010.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio, arrivate a toccare quota $83, si sgonfiano nella seconda parte di seduta. I futures con consegna aprile cedono 87 centesimi, pari al -1%, attestandosi a quota $81.24 al barile. L’Agenzia internazionale dell’energia ha migliorato le stime sulla domanda. Sul valutario la moneta unica viaggia a quota $1.3756 (+0.56%). L’oro perde i guadagni della mattinata fermandosi in area $1101.70 l’oncia, perdendo $6.50 (-0.6%). In progresso i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.71 (-10 punti base).