Wall Street negativa, torna paura tapering

2 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura col segno meno per Wall Street sulla scia del balzo superiore alle attese dell’indice Pmi manifatturiero salito ai massimi dall’aprile 2011. Gli investitori leggono questo dato come un segnale che la Fed già nel mese di dicembre potrebbe annunciare un rallentamento dell’acquisto di bond e mutui mensili che ad oggi ammonta a 85 miliardi di dollari al mese. Non solo. Ad allungare un’ombra sulla seduta odierna ci ha pensato l’avvio debole della stagione degli acquisti natalizi, inaugurata lo scorso fine settimana con il Black Friday.

A fine seduta, il Dow Jones perde lo 0,48% a 16.009 punti, il Nasdaq cede lo 0,37% a 4.045 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,27% a 1.801 punti. Il petrolio ha terminato la seduta in positivo: il contratto con scadenza a gennaio e’ avanzato di 1,1 dollaro, l’1,2%, a 93,82 dollari il barile. L’oro a febbraio e’ sceso di 28,50 dollari, il 2,3%, a 1.221,90 dollari il barile, ai minimi da inizio luglio. Nel frattempo, i titoli di Stato americani procedono negativi con rendimenti in aumento al 2,79% per il benchmark decennale e al 3,85% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro scende a 1,3540 dollari e il biglietto verde avanza a 103,06 yen.

Sale intanto ai massimi dall’aprile 2011, l’indice Pmi manifatturiero degli Stati Uniti, curato da Markit, che ha raggiunto a 54,7 punti alla fine di novembre dai 54,3 punti della stima preliminare. “Pensiamo che questi dati rappresentino un punto di svolta nel ritmo di acquisti di obbligazioni da parte della Fed, che potrebbe prendere una decisione sul tapering già nella riunione di dicembre, anche se per avere un’idea più precisa si dovranno attendere i dati sulla disoccupazione di novembre, che saranno riportati venerdì”, hanno detto gli analisti di RDQ in una nota ai clienti.

Segnali di rafforzamento dell’economia americana sono arrivati oggi anche dalle spese per costruzioni, cresciute in misura piu’ sostenuta degli ultimi quattro anni e mezzo principalmente grazie alle opere pubbliche. A ottobre, il dato comunicato dal Dipartimento del Commercio e’ salito dello 0,8% annuo a 908,4 miliardi di dollari, ai massimi da maggio 2009. Gli analisti si aspettavano +0,4%. A settembre era stato invece registrato un calo dello 0,3%. Le spese del settore pubblico hanno riportato un balzo del 3,9% a ottobre, compensando la contrazione del settore privato (-0,5%).

Nel settore retail Macy’s ha perso l’1,5%, Nordstrom lo 0,7% e J. C. Penney l’1,8%. Nel fine settimana dopo il Thanksgiving le spese da parte dei consumatori statunitensi nei negozi sono calate del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2012. 3M ha perso oltre il 4% dopo che Morgan Stanley ha tagliato il suo rating da “equal-weight” ad “underweight”.

Intanto, ancora fresco di premio Nobel per l’economia, Robert Shiller ha lanciato un nuovo allarme sulle possibili bolle speculative che minacciano le piazze finanziarie. E soprattutto Wall Street. L’economista americano non e’ nuovo a simili moniti: il suo avvertimento piu’ noto giunse quando predisse gli eccessi nel mercato immobiliare prima della grande crisi del 2008. Le preoccupazioni questa volta le ha espresse in due interviste concesse nel corso del fine settimana, al giornale tedesco Der Spiegel e alla rivista americana Barron’s. “Il boom nel mercato azionario statunitense e’ cio’ che mi preoccupa di piu’. Anche perche’ la nostra economia e’ ancora debole e vulnerabile”, ha detto a Der Spiegel.