Wall Street negativa, nonostante i toni da colomba della Fed

18 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – All’indomani di un’altra seduta record per l’S&P 500, Wall Street chiude all’insegna della prudenza, nonostante dai verbali della banca centrale americana non sia emersa nessuna fretta di alzare i tassi di interesse. I future sui Fed-funds mostrano una probabilità di una stretta il prossimo giugno al 18% contro il 21% precedente alla diffusione del documento e il 14% di un mese fa.

Nel finale: il Dow segna un calo dello 0,10% a 18.030 punti, il Nasdaq sale dello 0,14% a 4.906 punti mentre lo S&P 500 flette dello 0,02% a 2.100 punti.

Gli investitori sembrano concentrati su una questione piu’ imminente, le trattative tra la Grecia e i suoi creditori. La vicenda e’ minotorata non solo dal dipartimento americano del Tesoro – il cui segretario oggi ha telefonato al collega greco Yanis Varoufakis affinche’ Atene lavori con l’Europa e il Fondo monetario internazionale. Anche la Fed cita “l’incertezza finanziaria in Grecia” tra i rischi esteri che potrebbero tenere a freno il motore degli Usa.

A condizionare la seduta, una serie di dati macro deludenti: i nuovi cantieri per il mese di gennaio sono scesi del 2% rispetto a dicembre contro attese per un -1,7%; i permessi edilizi il mese scorso sono calati dello 0,7% contro un consensus per un +1,1%, l’indice dei prezzi alla produzione per il mese di gennaio sono calati dello 0,8% ma gli analisti si aspettavano un -0,4%. In particolare, la componente core di quest’ultimo dato è inaspettatamente scesa (-0,1%) per la prima volta da settembre, un ulteriore segno di indebolimento dell’inflazione in Usa.

Sale meno delle attese a gennaio la produzione industriale americana, segnando un incremento dello 0,2% dopo il -0,3% del mese precedente. Il dato risulta inferiore alle stime degli analisti che erano per un +0,4%. Su base annua si è evidenziato un aumento del 4,8%.
Tra i titoli Exxon Mobil in ribasso dopo che Berkshire Hathaway di Warren Buffett ha deciso di uscire dal capitale del colosso, in cui aveva investito $3,7 miliardi. Tra altre storie societarie, Boston Scientific +11% dopo aver annunciato il pagamento di $600 milioni a Johnson&Johnson per porre fine a un contenzioso relativo alla sua acquisizione di Guidant Corp per $27,5 miliardi, avvenuta quasi dieci anni fa.

Wall Street rimane tuttavia indietro rispetto a molti mercati azionari dei paesi avanzati. Lo S&P ha messo sì a segno un rally +5,3% dall’inizio di febbraio, ma ha sofferto il peggior mese in un anno a gennaio; di conseguenza il rialzo nel 2015 è di appena +2%.

A livello societario, il titolo Virgin America (+7,42%) riprende quota dopo avere perso il 21% da inizio anno. La compagnia aerea, che ha fatto il suo debutto in borsa lo scorso novembre, ha messo a segno il suo maggiore profitto trimestrale grazie al calo dei prezzi del carburante. Hilton Worldwide (-1,4%) ha invece deluso le stime degli analisti sul fronte degli utili trimestrali mentre i ricavi hanno superato il consensus. L’outlook tuttavia e’ poco incoraggiante. Starwood Hotels & Resorts Worldwide (-0,6%), che ieri ha annunciato le dimissioni “consensuali” del suo amministratore delegato Frits van Paasschen, ha depositato presso la Sec un documento dal quale emerge che la fuoriuscita del manager e’ pari a 7,2 milioni di dollari a cui si aggiungono 312.500 dollari per aiutare il gruppo alberghiero a trovare un suo sostituto.

I Treasury rimbalzano dopo che ieri erano stati ancora una volta oggetto di sell-off. l decennale vede rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – in calo al 2,1186%. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,0203%.

Sul valutario, l’euro -0,36% a $1,137; dollaro/yen +0,10% a $119,32; euro/franco svizzero +0,15% a CHF 1,071; euro/yen -0,28% a JPY 135,65.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio segnano un calo -2,02% a New York a $52,45 al barile; Brent -2,24% a $61,13. Oro -0,17% a $1.206,50, argento +0,53% a $16,47.