WALL STREET: NASDAQ APRE A 4 PUNTI DA QUOTA 5000

7 Marzo 2000, di Redazione Wall Street Italia

Partenza in positivo, martedi’, per le borse americane dopo lo scivolone di lunedi’ per il Dow e la leggera flessione del Nasdaq in chiusura.

L’ondata di realizzi di profitto nel broad market sembra essersi ridotta, e sulla notizia dell’acquisizione di Network Solutions da parte di Verisign per $21 mld il settore high-tech parte alla grande. (vedi storia WSI).

La sessione di martedi’ sara’ cruciale per capire se la pausa accusata lunedi’ daii titoli high-tech e’ un evento temporaneo o se invece e’ il segnale che il settore tecnologico si e’ sopravvalutato oltre misura.

Lunedi’ il Nasdaq ha chiuso con una flessione dello 0,2% dopo aver toccato i massimi intraday di 4970. Secondo alcuni analisti, la soglia psicologica dei 5000 punti potrebbe essere lo scoglio finale per l’inizio di una recessione. Ma la corsa e’ ancora aperta e i segnali tecnici non sono univoci. Come gia’ detto, molto dipendera’ dalla sessione di oggi.

I timori sul continuo aumento dei tassi di interesse, intanto, rimangono. Il rendimento del titolo decennale del Tesoro Usa, che si muove in direzione opposta al prezzo, si trova in rialzo al 6,38%, dal 6,36% registrato lunedi’ pomeriggio.

Sulla borsa pesano ancora le parole del Chairman della Federal Reserve, Alan Greenspan, che nel giorno del suo 74esimo compleanno lunedi’ ha ribadito la sua preoccupazione per l’eccesso di produttivita’ negli Usa e per l’eccesso di apprezzamento del mercato azionaro americano.

Le prospettive sulla politica monetaria Usa risultano ancora piu’ complesse martedi’ mattina dopo la comunicazione dei dati sulla produttivita’ americana nel quarto trimestre del 1999.

Il Dipartimento al Lavoro Usa ha detto che la produttivita’ Usa nel 4Q e’ cresciuta del 6,4% – il tasso di crescita piu’ alto degli ultimi sette anni e ben al di sopra della stima preliminare del governo Usa, che aveva previsto una crescita del 5%. La cifra ha fatto scendere il costo unitario del lavoro del 2,5% – il declino piu’ pronunciato degli ultimi sette anni.

L’aumento della produttivita’, in linea con le aspettative di Wall Street, conferma quindi un quadro di inflazione contenuta nonostante la forte crescita economica. Questo significa che la Fed potrebbe non ricorrere a una serie cospicua di rialzi dei tassi per combattere pressioni inflazionistiche.