WALL STREET: LA SETTIMANA PEGGIORE DA MARZO 2009

7 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Si chiude un’altra seduta turbolenta e tinta di rosso per l’azionario statunitense. La volatilita’ e’ stata ai massimi assoluti di periodo, con i listini in preda a oscillazioni selvagge e speculazioni, un mercato bipolare pericoloso e certamente non adatto a vedove e orfani.

Il Dow Jones ha ceduto l’1.33% a 10380.06 punti e il Nasdaq il 2.33% a quota 2265.64. L’S&P 500 ha lasciato sul campo l’1.53% in area 1110.85, registrando l’ottava piu’ nera da marzo 2009 (-6.4%). Nelle ultime quattro sedute l’indice delle blue chip ha bruciato 772 punti e ha archiviato la peggiore settimana dal marzo 2009 (-5.7%), pari a -629.55 punti. Si e’ trattato inoltre della peggiore settimana durante il mese di maggio della storia del paniere delle blue chip. Per il paniere composito S&P500 i cali settimanali sono stati pari a -8.0%.

Nella mattinata il paniere delle blue chip ha fatto registrare un ribasso di 279 punti, ma dopo che a New York si sono diffuse voci – assolutamente non confermate – di un possibile intervento della BCE per calmare il mercato dei debiti sovrani europei sottoposto anche oggi a pesanti attacchi speculativi (PREZZI DEI CDS ITALIA PER GLI ABBONATI A INSIDER) si e’ verificato un immediato recupero degli indici, con la velocita’ gia’ vista nella seduta di giovedi’. Ma al rapido passaggio in territorio positivo di Dow, S&P 500 e Nasdaq, nel giro di pochi minuti ha fatto seguito un’altra ondata di vendite e ulteriori cali.

Piazza Affari ha chiuso in forte ribasso una giornata all’insegna delle volatilita’, ancora dominata dalle preoccupazioni relative al caso Grecia e alla tenuta dell’euro. L’indice Ftse Mib perde il 3,27% a 18.846 punti, mentre l’All Share scende del 3,16%. In grande difficolta’ ancora il comparto bancario, tranne Ubi, male assicurativi, gli energetici e i cementi (tutti i dettagli qui).

Il rumor fatto circolare nelle sale trading di New York si riferiva al fatto che la BCE starebbe pensando di provvedere fondi alle banche europee con fondi di emergenza a tassi di assoluto favore. Giovedi’ Mohamed El-Erian, Ceo di Pimco, aveva dichiarato: “O l’UE si decide a prestare soldi ad Atene ad un tasso allo 0% oppure la Grecia dovra’ ristrutturare il debito”.

La giornata a Wall Street e’ stata caratterizzata da un grande nervosismo, all’indomani del panico che ha fatto letteralmente precipitare il Dow di quasi 1000 punti.

Seduta sull’ottovolante dunque: la partenza e’ stata negativa, poi gli indici sono tornati a salire, poi di nuovo a scendere fino a toccare i minimi intraday (quando il Nasdaq e’ arrivato a perdere il 3%). Dopo due ore dall’avvio delle contrattazioni si e’ assistito ad un tentativo di recupero, poi vanificato nel pomeriggio. L’indice di volatilita’ si e’ attestato a quota 40, praticamente il doppio rispetto alla settimana scorsa (+88%). Nella sola seduta di oggi il rialzo e’ stato del 27%.

Ieri e’ stata una delle sedute piu’ volatili della storia di New York, causata forse da un ordine sbagliato – si parla di un errore commesso da una macchina e non da un essere umano – su cui la Sec sta indagando, gli operatori sembrano aver trovato un po’ di ottimismo, bypassando nel breve le pressioni che restano sul fronte greco e il rischio contagio.

Positivo e’ stato il rapporto sul lavoro nel mese di aprile, migliore delle attese anche se il tasso di disoccupazione e’ cresciuto al 9.9%.

Se e’ vero che l’euro sembra volersi rafforzare dopo il voto del Bundestag, la Camera bassa del Parlamento tedesco, che ha approvato il pacchetto triennale di aiuti alla Grecia da 22.4 miliardi di euro (anche l’Italia e il Portogallo lo hanno fatto), vanno registrati nuovi record per il premio di rendimento dei titoli di stato di Atene: lo spread rispetto al decennale tedesco e’ arrivato fino a 1000 punti.

Intanto il commissario Ue Olli Rehn ha avvertito che un fallimento della Grecia avrebbe conseguenze paragonabili a quelle del fallimento di Lehman Brothers “se non peggiori”.

Sul fronte societario si fa sentire il pesante calo di Apple dopo le accuse arrivate da Nokia, su una presunta violazione dei diritti di autore in alcuni dei modelli di punta della societa’ di Cupertino. I titoli dell’azienda fondata da Steve Jobs hanno lasciato sul campo il 4.5% circa.

Gli occhi erano puntati inoltre sull’assemblea annuale degli azionisti di Goldman Sachs. L’attenzione ha ruotato intorno alla figura del numero uno Lloyd Blankfein dopo le accuse di frode mosse dalla Sec. Nonostante sia sceso in campo persino l’azionista Warren Buffett per difendere l’operato della Piovra della finanza, l’immagine dell’istituto stesso sembra essersi incrinata e molti dei presenti hanno fatto sentire la loro voce. Molte le ipotesi sul campo sulla figura di Blankfein, inclusa la separazione delle cariche di AD e presidente.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio tornano a perder quota. I futures con consegna giugno subiscono un calo di $2 attestandosi a quota $75.11 al barile. In settimana hanno bruciato il 13% del loro valore. Sul valutario la moneta unica viaggia a $1.2730. L’oro recupera $13.10 in area $1210 circa, chiudendo sui massimi di cinque settimane. Il rendimento sul benchmark decennale del Tesoro Usa si attesta al 3.4290% dal 3.3980% di ieri (+3.1 punti base). Per i prezzi dei Treasuries si e’ trattato della migliore settimana da agosto.