WALL STREET: L’ENNESIMO RIDICOLO RIALZO DI QUESTA GRANDE RECESSIONE

27 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street ha chiuso in leggero rialzo una giornata tutta in rosso rovesciando perdite pesanti dopo un forte rimbalzo assolutamente speculativo di petrolio e gas naturale, che erano in netto calo, mentre nello stesso tempo i Treasuries calavano di prezzo e il dollaro scendeva. Alla fine il Dow Jones ha terminato a +0.39% a quota 9580.63 (l’ottavo rialzo consecutivo per il DJIA, record da aprile 2007), lo S&P500 e’ salito di +0.28% a 1030,98 e il Nasdaq ha chiuso in crescita di +0.16% a 2027,73. I volumi sono di oltre il 20% inferiori alla media.

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Grazie all’intervento della speculazione piu’ smaccata, lo S&P 500 e’ riuscito a ribaltare la piu’ forte perdita delle ultime due settimane chiudendo alla fine in su per il terzo giorno di fila. Un rialzo ridicolo. Infatti il petrolio a fine seduta ha chiuso (vedi sotto) in crescita dell’1.5% mentre nel momento di sell piu’ intensi il greggio registrava una perdita del 2.2%. Il gas naturale e’ schizzato del 4% in meno di 30 minuti (fonte Bloomberg) cancellando una buona parte del calo precedente pari a -7.5%.

Le mani forti che manipolano Wall Street sono ben individuabili. Sul fronte dei singoli titoli, Exxon Mobil e Chevron, i due maggiori fornitori di benzina degli Stati Uniti, erano in calo sul Nyse di oltre l’1.5% quando il prezzo del greggio ad un certo punto e’ sprofondato verso quota $70 al Nymex (New York Mercantile Exchangee) e al Cme (Chicago Mercantile Exchange). Ma poi le due blue chips energetiche del Dow Jones si sono riprese, in seguito a un’improvvisa ondata di buy sui future del petrolio partiti da chiare mani legate alla speculazione al CME e al Nymex (questo e’ certamente uno dei piu’ chiari esempi di come sia facile manipolare i mercati finanziari con poche centinaia di milioni di dollari messi sul tavolo al momento giusto giocando su merci e opzioni).

I sell si erano abbattuti all’inizio di seduta soprattutto sul settore finanziario, dopo che l’agenzia americana di assicurazione sui depositi, la FDIC, ha reso noto che il numero delle banche alle prese con seri problemi di bilancio e’ salito sui massimi di 15 anni, alimentando tra gli osservatori piu’ disincantati il rumor secondo cui il rally di circa +55% messo a segno dallo Standard & Poor’s 500, partito dai minimi di marzo di quota 666 e arrivato fino ai 1030 di oggi, e’ frutto di una borsa ormai totalmente “truccata” ad uso e consumo delle grandi banche e del sistema finanziario nel suo complesso, senza alcun riguardo ne’ alle famiglie ne’ alle imprese, coinvolte gravemente nell’attuale Grande Recessione.

Senza contare altri fattori negativi di cui Wall Street sembra non voler tenere affatto conto, quali la disoccupazione in continua crescita verso il 10%, il credito totalmente bloccato per individui e aziende, il calo dei consumi e infine la situazione esplosiva per decine di milioni di carte di credito personali, dopo che i “credit limit” sono stati ridotti nel complesso di oltre 3 trilioni di dollari e i tassi d’interesse sulle credit cards sono diventati “da usura”, in media del 22% ma in certi casi fino al 31%.

Sul fronte dei rialzi “manipolati”, spicca Citigroup, che e’ salita di +9.07% in seguito alle notizie secondo cui il supergestore di hedge-fund John Paulson ha acquistato una quota del 2% nel travagliato colosso bancario. Un caso scuola e’ quello di una delle societa’ che hanno causato il collasso finanziario dello scorso ottobre (societa’ poi nazionalizzata dal governo americano con un salvataggio costato ai contribuenti centinaia di miliardi di dollari) cioe’ AIG, American International Group: il titolo e’ schizzato +27%, portando al rialzo tutti i finanziari, in base al semplice rumor

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che la compagnia assicurativa potrebbe trarre beneficio – non scherziamo – dal rinnovato buon rapporto con l’ex chief executive officer Maurice Greenberg, cioe’ quello stesso personaggio che aveva guidato la societa’ per 40 anni e in buona sostanza messo le basi per il “buco” kolossal di oltre $180 miliardi. Siamo dunque alla follia, si e’ perso il buon senso a Wall Street.

Su altri fronti in luce anche Boeing (+8.36%), che ha annunciato la data del primo lancio dell’aereo 787 Dreamliner, previsto entro la fine dell’anno. Dopo aver reso noto che alzera’ il dividendo trimestrale, la societa’ di abbigliamento Guess si e’ resa protagonista di un’ottima prova(+10.79%).

Il PIL nel secondo trimestre e’ stato lasciato invariato al -1%, a fronte delle previsioni per una revisione al ribasso all’1.5%. Tuttavia questo non e’ bastato a soddisfare a pieno gli investitori, preoccupati per le persistenti difficolta’ della situazione occupazionale, che hanno inevitabilmente un impatto sui consumi.

Se da un lato le spese al consumo sono state leggermente riviste al ribasso, mostrando una flessione dell’1%, molti investitori sono infatti consci del fatto che le condizioni per quanto riguarda il trend dei consumi rimangono ancora molto difficili, almeno se si guarda alla situazione lavorativa.

A questo proposito, le nuove richieste di sussidio settimanali sono calate rispetto alla scorsa settimana, anche se in misura inferiore rispetto a quanto non ci si attendesse, rimanendo comunque su livelli alquanto preoccupanti. Stesso discorso vale per le richieste continuative, che pur essendo scese restano sempre allarmanti.

In ambito di notizie societarie, sotto i riflettori Microsoft, che ha annunciato che ridurra’ il prezzo della sua console di videogiochi di punta, Xbox 360 Elite, di $100 a $299.99, a partire da venerdi’ prossimo. Inoltre, la Xbox 360 Pro costera’ $50 in meno, ovvero $249.99.

L’annuncio giunge una settimana dopo che la rivale Sony ha deciso di tagliare il prezzo della sua PlayStation 3 di $100, annunciando al contempo il lancio, a settembre, di un nuovo modello sottile. Restando nel settore hi-tech, Apple si prepara all’introduzione dell’iPhone in Cina, stando a quanto riportato dal Wall Street Journal.

Notizie poco esaltanti sono invece arrivate dal fronte delle trimestrali. Dopo la delusione suscitata dai conti di Toll Brothers, una blue chip del settore edilizio e costruzioni, che e’ scivolata in territorio negativo dopo che ha riportato una perdita trimestrale piu’ ampia del previsto, il produttore di chip per la televisione su Internet e per i lettori Blu-ray Sigma Designs Inc. ha annunciato un utile in linea con le attese. I titoli hanno ceduto fino a un massimo di circa 10 punti percentuali, per poi riprendere sul finale.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio ha chiuso in rialzo dopo aver scambiato durante la seduta in forte calo fino a quasi quota $70. I futures con consegna settembre sono saliti di $1.28 a $72.71 al barile. Sul valutario euro in lieve progresso nei confronti del dollaro a quota $1.4352. Avanza l’oro a $945.50 l’oncia (+$1.20). In netto calo il prezzo dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.4620% dal 3.4380% di ieri.