WALL STREET: INDICI IN RIALZO SU CALO PETROLIO

4 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Marco Bonelli, Managing Director di Raymond James, e’ molto conosciuto tra gli investitori istituzionali e i trader italiani. I suoi commenti quotidiani di meta’ seduta sull’andamento della Borsa Usa (comprese le indicazioni di trading operativo e le posizioni rialziste) non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La sessione di oggi si e’ aperta pressoche’ invariata. Lexmark (LXK) ha abbassato le stime di oltre il 50% per il prossimo trimestre.

Al momento, l’indice Dow Jones e’ in rialzo di 26 punti a 10561, Nasdaq e’ in denaro di 10 punti a 2166 e l’S&P500 sta guadagnando 2 punti a 1229.
Positive le performances dei settori biotecnologia e servizi per la telecomunicazione; in ribasso invece energia e software.
L’indice VIX si trova al livello di 12.15. L’indice ”advance/decline” sta facendo registrare una lettura di +400. I volumi sul NYSE sono di 707 milioni di titoli scambiati.

L’indice Dow Jones ha chiuso a quota 10535.48, nel mezzo della “trading range” compresa tra 10400 e 10700. Rimaniamo dunque in attesa di vedere se il mercato sara’ in grado di uscire dall’attuale “trading range”, chiudendo al di sopra di 10700.

TRADING OPERATIVO:

Questa mattina, LDIS sta guadagnando l’1.8%, mentre SWIR e’ in rialzo dello 0.5%.

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WSI nella rubrica Titoli Caldi, una delle 10 sezioni in tempo reale
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DA QUI ALLA CHIUSURA:

Domani mattina, sara’ pubblicato il dato macro sull’indice ISM non-manifatturiero.

POSIZIONI RIALZISTE:

AU (APERTA IL 7/4 A $35.12; CHIUSA IL 12-9 A $39.10; PERF +11.33%)

LDIS (APERTA IL 12/9 A $6.99; ATTUALE $7.07; PERF +1.14%)

JDSU (APERTA IL 12/9 A $1.63; CHIUSA IL 23/9 A $1.83; PERF +12.27%)

EBAY (APERTA IL 12/9 A $37.84; CHIUSA IL 14/9 A $38.40; PERF +1.48%)

SWIR (APERT AIL 28/9 A $11.04; ATTUALE $10.84; PERF –1.82%)

BORSA: INDICI USA IN CAUTO RIALZO CON PETROLIO/ANSA

Il prezzo del petrolio, oggi in decisa flessione (a New York ha toccato un minimo di 63 dollari al barile, il 3,8% in meno rispetto a ieri), sta sostenendo l’ andamento della Borsa statunitense, anche se il rialzo è modesto, a conferma che lo stallo in cui da mesi si trova il mercato azionario è tutt’ altro che superato.

Fra l’ altro, a comprimere la spinta del listino verso l’ alto sono i timori legati al fatto che il rialzo dei prezzi delle materie prime (a sua volta dovuto al caro-greggio) si ripercuoterà inevitabilmente sui conti di molte aziende, sopratutto di quelle che operano nel settore ‘consumer’, cioé producono generi di vasto consumo.

Va da sé poi che la frenata odierna del prezzo del greggio ha pesato sui titoli ‘oil’, con ovvie ripercussioni sugli indici generali di riferimento della Borsa. Sempre oggi peraltro si è avuta la conferma che l’ economia statunitense continua a viaggiare con il vento in poppa, prova ne sia che gli ordini alle fabbriche ad agosto sono cresciuti del 2,5%, contro il +2,0% atteso dagli economisti. Il dato in ogni caso è precedente al disastro provocato da Katrina, che però secondo autorevoli osservatori – in primo luogo la Federal Reserve – non dovrebbe ripercuotersi più di tanto sull’ andamento congiunturale.

Se lo scenario macroeconomico è più che mai positivo e la corsa del prezzo del petrolio dà qualche segnale di stanchezza resta da chiedersi perché la Borsa continui ad essere apatica, con il solo indice S&P 500 positivo, di appena circa un punto e mezzo percentuale, da inizio anno. Oggi i timori connessi al surriscaldamento dei prezzi delle materie prime stanno determinando una flessione di alcuni fra i titoli più scambiati.

E’ il caso di Procter & Gamble, la multinazionale che produce una vasta tipologia di generi di consumo, -80 cents a 58,51 dollari. Un analista di Citigroup Investment Research ha rivisto al ribasso la valutazione su questo titolo, passata a ‘hold’, cioé tenere, dalla precedente ‘buy’.

Male anche Clorox, il maggiore produttore statunitense di candeggina, che ha tagliato le previsioni per l’ esercizio 2006, comunicando che a causa del rialzo dei prezzi delle materie prime sarà costretto a ritoccare verso l’ alto i prezzi. Il titolo arretra così di 80 cents, a 53,78 dollari. In caduta libera sono poi le azioni Lexmark, il secondo produttore statunitense di stampanti, che lascia sul terreno addirittura il 26% a 45,15 dollari, dopo aver reso noto che nel terzo e nel quarto trimestre non saranno rispettate le precedenti previsioni in termini di utili e fatturato.

Fra i titoli negativi, si segnalano appunto anche i petroliferi, con Exxon Mobil che cede 1,1 dollari, a 61,39 dollari e Chevron in ribasso di 1,11 dollari (a 63,34). Sul versante dei rialzi, innanzitutto Sun Microsystems, uno dei maggiori produttori di server per computer, +7,4% a 4,5 dollari, in vista dell’ avvio di una collaborazione stretta con il primo motore di ricerca Internet, cioé Google, che sarà annunciata oggi. A sua volta Google perde invece 56 cents, a 318,12 dollari.

Nel comparto dell’ abbigliamento Reebok International beneficia del fatto che gli organi competenti non hanno chiesto ulteriori informazioni circa il ‘merger’ con la tedesca Adidas annunciato nello scorso agosto e destinato a far nascere un nuovo colosso nelle calzature sportive. Il titolo così guadagna 1,12 dollari, a 57,59.

Attorno alle 18.30 ora italiana l’ indice Dow Jones guadagna lo 0,21% a 10.557,57 punti, il Nasdaq composite lo 0,48% a 2.165,78 e lo S&P 500 lo 0,16% a 1.228,68.