WALL STREET: INARRESTABILE DOW JONES, NUOVO RECORD

di Redazione Wall Street Italia
18 Aprile 2007 22:00

Nuovo massimo storico per il Dow Jones salito fino a quota 12838 durante l’arco delle contrattazioni per poi chiudere in rialzo dello 0.24% a 12803. Chiusura in progresso dello 0.07% a 1472 per l’indice S&P500, il tecnologico Nasdaq non e’ riuscito ad avanzare a causa delle contrastate trimestrali societarie di alcune grosse aziende del comparto, arretrando dello 0.26% a 2510.

A sostenere l’indice industriale sono state le brillanti performance del colosso aerospaziale Boeing ([[BA]]), avanzato di oltre il 3.5% grazie ad un recente ordinativo di 30 modelli della linea 787, del colosso finanziario JP Morgan ([[JPM]]) e di Intel ([[INTC]]), spinti dagli incoraggianti numeri trimestrali, e di Caterpillar ([[CAT]]) che ha beneficiato dell’upgrade di Wachovia.

In particolare, JPM e’ avanzato del 4.5% dopo aver nettamente battuto le attese degli analisti sulla trimestrale e dopo che la societa’ ha annunciato un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie ed incrementato del 12% il dividendo annuale. Gia’ nella seduta precedente sia il colosso delle bibite Coca Cola ([[KO]]) che quello farmaceutico Johnson & Johnson ([[JNJ]]) avevano diffuso risultati superiori al consensus.

Tra le bluechip a soffrire maggiormente e’ stato il colosso informatico IBM ([[IBM]]) che nonostante la trimestrale in linea con le stime ha dovuto fare i conti con la serie di downgrade lanciata da numerose banche d’affari a causa di alcune preoccupazioni relative alla spesa nel comparto nei prossimi mesi.

L’assenza di dati macroeconomici ha avuto l’effetto di imprimere maggiore enfasi sugli sviluppi societari e sulla stagione degli utili in particolare. A polarizzare maggiormente l’attenzione degli operatori sono state le contrastate trimestrali diffuse da alcune importanti societa’ hi-tech.

In caduta libera il colosso media online Yahoo! ([[YHOO]]) che ha riportato un calo dell’11% dei profitti nei primi tre mesi dell’anno, deludendo le attese degli analisti, che avevano pronosticato un recupero dei risultati fiscali grazie al lancio del nuovo sistema di ricerca online Panama che, stando ai numeri, non sembra aver ancora dato, per il momento, i risultati sperati. Dura la risposta del pubblico: il titolo ha chiuso con un ribasso di oltre l’11%.

In chiaroscuro la trimestrale del colosso dei cellulari Motorola ([[MOT]]): i profitti si sono attestati a livelli migliori del consensus ma l’outlook emesso per il periodo che si concludera’ a giugno e’ risultato inferiore alle attese. Il titolo e’ comunque riuscito ad avanzare del 2% circa.

I settori che hanno realizzato le migliori performance sono stati quelli finaziario (sostenuto dalla formidabile trimestrale di JP Morgan), e dei semiconduttori; in maggiore calo i comparti Internet e servizi petroliferi.

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Con riferimento al comparto energetico, il petrolio ha chiuso poco distante dai $63 al barile. I futures con consegna maggio sono avanzati di appena 3 centesimi a $63.13. I dati sulle scorte settimanali hanno evidenziato un inatteso calo delle riserve di greggio (visita la sezione Target News per i dettagli).

Sul valutario, l’euro e’ salito ad un soffio da quota $1.36 nei confronti del dollaro (a sua volta crollato ai minimi di 26 anni rispetto alla sterlina inglese). Tra i metalli, in lieve rialzo l’oro: i futures con consegna giugno sono avanzati di $0.80 a $693.30 all’oncia. In rialzo i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.6540%.