WALL STREET IN ROSSO, TIRA UN PO’ IL FIATO

12 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia

Partenza negativa per il mercato azionario americano (controlla la performance in tempo reale), che si prende una pausa dopo i rialzi di ieri, che hanno consentito allo Standard & Poor’s 500 di raggiungere i massimi di sette mesi, e sopratutto dopo il poderoso rally degli ultimi tre mesi.

Tra i singoli settori, si fanno particolarmente pesanti i cali di energetici e commodity, tra i titoli che piu’ avevano guadagnato nelle scorse sedute sulla scorta del rincaro delle materie prime, che invece oggi cedono terreno.

“Abbiamo guadagnato tantissimo in un lasso di tempo molto ristretto”, commenta Tom Wirth, senior investment officer di Chemung Canal Trust. “Un ritracciamento di questo tipo non fara’ altro che portare piu’ soldi in questi mercati”.

Dai minimi di 12 anni toccati a inizio marzo, l’S&P 500 ha messo a segno un rialzo poderoso del 40%, dopo che la Federal Reserve ha speso $12800 miliardi per mettere fine alla prima recessione globale dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

“Il mercato ora ha bisogno di tirare un po’ il fiato, sia quello azionario che del credito”, dice Laurence Fink, presidente e AD di BlackRock Inc. L’acquisizione da parte di BlackRock della divisione di investimento di Barclays Plc, annunciata ufficialmente oggi, ne fara’ il maggiore momney manager al mondo: avra’ infatti in gestione $2700 miliardi.

Speranzoso di ricevere qualche segnale incoraggiante, il mercato attende con ansia l’aggiornamento relativo alla fiducia dei consumatori elaborato dall’Universita’ del Michigan per il mese di giugno. Attese alle 15:55 italiane, le cifre saranno importanti per capire lo stato di salute degli Stati Uniti, perche’ le spese rappresentano piu’ di due terzi dell’attivita’ economica del Paese. Nel frattempo non influiscono i dati sui prezzi all’importazione, che in maggio hanno evidenziato un progresso lievemente inferiore alle attese.

Oltre ai dati macro, quest’oggi a favorire i listini potrebbe essere, paradossalmente, l’andamento positivo del mercato obbligazionario, con i prezzi che guadagnano terreno per la seconda seduta consecutiva. I rendimenti dei Treasuries continuano a scendere, con il tasso sul benchmark decennale che cede 2 punti base al 3.84% dopo essersi issato sino a oltre il 4% nei giorni scorsi.

In attesa del summit dei ministri delle Finanze dei Paesi del G-8, previsto in Italia, il ministro del Giappone, Kaoru Yosano, ha detto a Bloomberg News che nutre “fiducia assoluta” nei titoli del debito americani. Le dichiarazioni hanno sospinto al rialzo il dollaro, con l’euro che e’ scivolato sotto quota $1.40.

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Al prossimo incontro fissato per la fine del mese, e’ improbabile che la Federal Reserve decida di aumentare gli acquisti di Treasury e strumenti finanziari legati ai mutui, come i Cds. Tuttavia, stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, potrebbe intraprendere altre misure per contrastare la corsa dei rendimenti, mentre dal fronte macro giungono segnali di un miglioramento dell’economia.

Nel frattempo, come anticipato dalle indiscrezioni trapelate dei giorni scorsi, le vendite al dettaglio e la produzione industriale in Cina hanno ottenuto un risultato decisamente convincente, facendo segnare un rialzo del 15% e del 9% rispettivamente.

Guardando alle prestazioni dei singoli titoli, Chevron Corp., Alcoa e Freeport-McMoRan Copper & Gold ritracciano sulla scia del deprezzamento del petrolio, del rame e dell’alluminio. National Semiconductor scviola di oltre l’1% dopo aver reso noto che il mercato dei chip per computer non sta recuperando terreno come invece sperato.

Sugli altri mercati, ricapitolando, nel comparto energetico i futures con consegna luglio cedono $1.66 a $71.02 al barile. Sul valutario, l’euro scivola nei confronti del dollaro, attestandosi a quota 1.3969. Arretra anche l’oro, a $937.90 (-$24.10) l’oncia. Rimbalzano invece i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.8450% dal 3.8620% di giovedi’.