Wall Street in rosso, risale dai minimi grazie al Beige Book

14 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude in rosso ma gli indici si sono risollevati dai minimi visti durante la seduta. A questo aiuta il rimbalzo del petrolio, il maggiore dal giugno 2012, nonostante molti analisti si aspettano una discesa dei prezzi a quota 40 dollari al barile. Nel finale, Dow – 1,06% a 17.427 punti, il Nasdaq -0,48% a 4.639 punti mentre lo S&P 500 perde lo 0,59% a 2.011.

Inoltre dal Beige Book della Federal Reserve e’ emerso che l’economia americana – chiamata dalla Banca Mondiale “il solo motore” della crescita globale – e’ cresciuta a fine 2014, attutendo il colpo dato agli investitori dal deludente dato delle vendite al dettaglio a dicembre. Quest’ultimo dato, insieme al taglio delle stime di crescita mondiale da parte dell’istituto di Washington, hanno comunque fatto venire meno le attese per una stretta monetaria in Usa nel primo semestre del 2015.

Negli Stati Uniti si guarda alla stagione delle trimestrali, con le banche sotto i riflettori (JPMorgan Chase e Wells Fargo sono state le prime due a pubblicare i conti).

Venendo ai dati macro: nel mese di dicembre, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono calate dello 0,9%, ben oltre la flessione dello 0,2% attesa dagli analisti. Si tratta della peggiore performance su base mensile dal gennaio di un anno fa. Escludendo le vendite di benzina, gli acquisti sono calati dello 0,4% mentre al netto del comparto auto, notoriamente volatile, la flessione e’ stata dello 0,4%. Per l’intero 2014, le vendite al dettaglio sono aumentate del 4%, in leggera decelerazione rispetto al +4,1% registrato per il 2013. Si tratta allo stesso tempo del minor incremento dalla fine della recessione nel 2009.

Immediata la reazione sul mercato del reddito fisso: continua la corsa degli investitori verso asset considerati sicuri. Mentre l’azionario scivola, i prezzi dei Treasury proseguono al rialzo. E cosi’ il rendimento del decennale e’ sceso all’1,812% dall’1,890% di ieri. Quello del trentennale dal canto suo e’ calato fino al 2,375%, rompendo al ribasso il minimo intraday record (pari al 2,439%) toccato nel luglio 2012. Il Tesoro americano ha venduto titoli con questa scadenza con rendimenti al 2,43%, minimi di sempre.

Timori soprattutto per il balzo della volatilità, con l’indice relativo allo S&P 500, il Chicago Board Options Exchange Volatility Index volato ieri al di sopra della soglia di 20 punti. Questo, a fronte dei tassi decennali sui Treasuries, che sono scivolati al minimo in 20 mesi.

Il VIX per l’appunto (indice della volatilità conosciuto anche come indice della paura, che misura la domanda per proteggersi contro le perdite dell’azionario Usa) ha oscillato più del 10% in tre sessioni dallo scorso 31 dicembre, un fenomeno che si era verificato solo nel 16% dei giorni, durante il 2014. E ieri è salito +4,9% a 20,56 punti.

Sotto i riflettori nella giornata odierna il bilancio di JP Morgan, che ha inaugurato la stagione degli utili societari dei colossi di Wall Street.

Il sentiment dei mercati rimane sotto pressione, complice il continuo tonfo dei prezzi del petrolio. I commodities, i futures sul petrolio guadagnano il 2% a 49,16 dollari.