WALL STREET IN ROSSO, DURO COLPO AI FINANZIARI

17 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Seduta negativa per gli indici americani, anche oggi particolarmente volatili, in grado di recuperare terreno a meta’ giornata, per poi accelerare nuovamente al ribasso e chiudere in rosso. Il Dow Jones ha ceduto il 2.63% a 8273, l’S&P500 il 2.50% a 850, il Nasdaq e’ arretrato del 2.29% a 1482. La conferma dell’ingresso dell’economia giapponese in recessione e il cattivo momento che continua a caratterizzare il comparto finanziario hanno intensificato i timori su un inasprimento della crisi a livello globale.

Nell’ultimo mese la produzione industriale e’ risultata in rialzo ad un tasso nettamente superiore alle attese, ma l’attivita’ manifatturiera nell’area di New York ha registrato un nuovo calo record, il peggiore dal 2001 (anno di inizio dell’elaboraizone del dato), principalmente a causa della forte contrazione degli ordini e delle vendite. “La serie di cattivi dati economici non finisce qui” ha affermato Bill Stone, responsabile degli investimenti di PNC Wealth Management. “Gli utili sono in continua discesa. Neanche da questo fronte si avranno degli aiuti per un bel po’ di tempo ancora”

Un segnale che conferma l’ancora difficile momento del comparto finanziario e’ rappresentato dalla riduzione dei posti di lavoro annunciata dal colosso Citigroup: nel prossimo trimestre saranno eliminate 53 mila posizioni all’interno dell’azienda e ridotte le spese del 20%. Il titolo ha chiuso con un ribasso del 6.8%. L’indice S&P500 e’ in ribasso di circa il 41% dall’inizio dell’anno, appesantito dalle perdite e dalle svalutazioni degli istituti finanziari ammontate a $996 miliardi a livello globale. Il listino “benchmark” dell’azionario statunitense e’ posizionato a concludere l’anno con la piu’ forte perdita dal 1931.

A dettare un certo nervosismo tra gli operatori e’ anche l’incertezza circa gli sviluppi all’interno del mercato dell’auto, per cui non e’ ancora chiaro se saranno stanziati o meno i fondi governativi per il rilancio dell’industria. Il presidente eletto Barack Obama ha intanto riconfermato l’importanza di attuare un piano di salvataggio per il settore. General Motors, che guadagnava piu’ del 15% ad un certo punto della seduta, ha archiviato la sessione in progresso dell’1.5%. Il gruppo di Detroit e’ in trattative con il governo tedesco riguardanti la propria posizione in Opel. L’azienda ha anche ceduto l’ultima quota d’investimento in Suzuki per un controvalore di $230 milioni.

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Tra le altre notizie societarie, pesante il colosso dell’alluminio Alcoa, danneggiato dal downgrade emesso dagli analisti di UBS. Il gigante retail Target ha diffuso una trimestrale in linea con le attese ma ha sospeso il piano di riacquisto di azioni proprie. In ribasso la societa’ retail di articoli per la casa Lowe’s dopo aver riportato un calo del 24% dei profitti nell’ultimo trimestre. In buon rialzo il gruppo energetico ConocoPhillips: Berkshire Hathaway (la societa’ di Warren Buffet) ha reso noto un incremento dell’esposizione sull’azienda.

Da evidenziare che in mattinata gli operatori si erano dimostrati in qualche modo delusi da quanto emerso dall’incontro dei leader del G-20 tenutosi lo scorso weekend a Washington. Dal meeting e’ emersa la volonta’ dei partecipanti a stimolare la domanda, stabilizzare il sistema finanziario e garantire risorse necessarie al Fondo Monetario Internazionale per aiutare i Paesi in difficolta’ a superare la crisi. Scetticismo pero’ tra gli economisti. Gli strategist di UBS notano infatti che “il comunicato altro non e’ che una recitazione delle iniziative passate, accompagnato da ovvi commenti”.

Sugli altri mercati, in ribasso il petrolio. I futures con consegna dicembre sono arretrati ai minimi di 22 mesi a quota $54.95 al barile, in ribasso di $2.09. Sul valutario, in rialzo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2660. Invariato l’oro: i futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno ceduto $0.50 a $742.00 l’oncia. In progresso i Titoli di Stato Usa. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6840% dal 3.75% di venerdi’.

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