Wall Street in ribasso, pioggia di vendite sull’ hi-tech

8 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Chiusura all’insegna delle vendite per Wall Street, dopo che gli ultimi dati positivi sul mercato del lavoro hanno aumentato le chance che la Federal Reserve possa alzare i tassi di interesse già dalla riunione di settembre. Le principali società finanziarie di Wall Street si aspettano una stretta monetaria a partire proprio da quel mese, seguita da un’altra a inizio 2016. Sono le stime raccolte da Reuters.

La discesa di oggi arriva dopo tre settimane consecutive di perdite per il Dow Jones e due settimane in calo per S&P e Nasdaq. A pesare è soNel finale: Dow -0,46% a 17.767 punti, Nasdaq -0,92% a 5.022 punti mentre lo S&P 500 -0,66% a 2.079 punti.

Sul valutario il dollaro ritraccia dopo che è uscita un’indiscrezione – per la verità poi smentita dal diretto interessato – secondo cui il presidente Barack Obama ha espresso preoccupazioni circa la forza del biglietto verde che viene da un rally ormai lungo un anno.

A condizionare l’umore degli investitori americani sono inoltre le importazioni cinesi a maggio hanno registrato su base annuale un tonfo del 17,6%, alimentando le preoccupazioni di un rallentamento della seconda maggiore economia al mondo; il mercato dei bond resta volatile.

A livello societario, il titolo Apple sotto osservazione nel giorno in cui inizia la conferenza degli sviluppatori. Gli analisti si aspettano dettagli sul servizio di musica in streaming del gruppo. McDonald’s festeggia vendite globali migliori delle attese a maggio: la contrazione dello 0,3% e’ migliore di quella prevista dal mercato (-0,9%). JP Morgan poco mossa dopo che nel fine settimana Sunday Times ha scritto che la banca sta conducendo trattative preliminari per un’acquisizione da 9 miliardi di dollari.

Dal fronte macroeconomico, l’agenda americana oggi e’ vuota ma gia’ si guarda alle vendite al dettaglio di giovedi’: aiuteranno a capire se i consumatori hanno ripreso a spendere, cosa che suggerirebbe una ripresa dell’economia Usa dopo un primo trimestre in contrazione.

Treasury in rialzo si risollevano dalla peggiore settimana dal giugno 2013. Per il momento gli investitori sembrano volere approfittare del recente sell-off ignorando il fatto che sul fronte della Grecia non ci siano particolari sviluppi: il presidente americano Barack Obama dal G7 ha espressamente chiesto ad Atene di fare “scelte difficili” e’ ha spiegato che con la flessibilita’ sia della Grecia sia dei creditori una soluzione sara’ trovata. Il decennale Usa vede rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – in ribasso al 2,3878% dal 2,402% di venerdi’. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,0152%. Questo l’andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimento in flessione allo 0,6928% Titoli a 5 anni, rendimento in calo all’1,7138% Titoli a 30 anni, rendimento fermo al 3,1095%

L’euro guadagna +0,31% a $1,1145. Dollaro/yen -0,26% a JPY 125,28. Euro/franco svizzero +0,27% a CHF 1,0461. Euro/sterlina +0,47% a 0,7308. Euro/yen +0,03% a JPY 139,60.

Tra le materie prime, i futures sul greggio Wti a luglio hanno chiuso la seduta a New York in calo dell’1,67%, 99 centesimi, a 58,14 dollari al barile. A far scendere il petrolio sono state le notizie arrivate dalla Cina, principale importatore di greggio al mondo, che ha diminuito la domanda. Ma a mettere sotto pressione il greggio ci sono anche le preoccupazioni per la decisione dell’Opec di continuare a mantenere la produzione invariata potrebbe aumentare l’eccesso di scorte. La Cina ha diminuito i suoi acquisti di greggio di un quarto a maggio rispetto ai quanto fatto ad aprile. I contratti analoghi sul Brent fanno -0,39% a 63,06 dollari al barile. L’oro +0,54% a 1.174,40 dollari l’oncia, mentre l’argento +0,38% a a 16,05 dollari.

(DaC-mt)