Wall Street in rialzo dopo che Obama svende la Casa Bianca ai repubblicani

7 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Bel balzo del mercato azionario americano, con i trader che reagiscono facendo acquisti in borsa al compromesso raggiunto tra Obama e repubblicani sul prolungamento dei tagli fiscali dell’era Bush.

L’accordo e’ pero’ solo preliminare, con Obama che e’ sceso a patti con l’opposizione senza l’approvazione dei democratici al Congresso. Il compromesso prevede che l’aumento delle tasse per i piu’ facoltosi slitti di due anni. Obama ha cosi’ deluso i democratici, mostrando di usare due pesi e due misure: prolungate di 13 mesi le indennita’ ai disoccupati.

Dopo aver toccato nuovi massimi greggio, rame e oro retrocedono, mentre il dollaro cancella le perdite sull’euro. Il Dow Jones riduce i guadagni: il paniere avanza di oltre 55 punti dopo una seduta contrastata in cui il Nasdaq, al contrario degli altri due indici principali di borsa, si e’ messo in luce. Oggi tra le prove singole, saltano all’occhio i rialzi di Caterpillar (+2.5%), General Electric (+2%) e Home Depot (+1%) che spingano all’insu’ le blue-chip.

Tra i i settori, acquistati in particolare industriali, tlc e tecnologici. L’S&P 500 sale sui massimi dell’anno, mentre il Nasdaq continua ad aggiornare i record annuali. L’indice di volatilita’ Vix e’ sceso sotto i 18 punti, ma l’incertezza rimane abbastanza alta, anche perche’ i timori per un contagio della crisi del debito sovrano europeo non se non sono andati dalle sale operative.

Dopo una seduta interlocutoria, oggi il mercato azionario ha intenzione di ampliare i guadagni visti in dicembre. Insieme ai listini in mattinata scambiavano in rialzo anche petrolio, oro e altre commodity, prima di inchiodarsi a causa della rimonta del dollaro. Tra i singoli titoli, Citigroup accelera sulla scia della notizia secondo cui il governo ha raggiunto un accordo per vendere la quota restante nella banca. Bene anche Google, favorito dai commenti degli analisti.

Bene le borse europee, Londra ha guadagnato lo 0.7%, Parigi l’1.7%, Francoforte lo 0.68%, Milano lo 0.87% e Madrid lo 0.28%. Il merito degli acquisti e’ da ascrivere al clima più tranquillo che si respira nel mercato dei titoli di stato. Lo spread tra Btp-Bund viaggia a 167 punti dai 164 di ieri, quello della Spagna a 237 dai 234 di ieri, quello del Portogallo a 315 da 312.

Da segnalare comunque che il Bund decennale tedesco viaggia con un rendimento compreso tra il 2,88% e il 2,90%. In un mese, nonostante la Germania sia considerata il paese finanziariamente piu’ sicuro, il rendimento del Bund e’ salito di ben 65 punti base. Inoltre, per la prima volta in un anno, il rendimento dei titoli di stato tedeschi a lunga scadenza sta per superare l’equivalente americano. Da ciò si può arrivare a evincere che la Germania è a rischio, forse anche più degli Usa.

Si spiega così forse la decisione della cancelliera Merkel di osteggiare la proposta di Tremonti e Juncker relativa all’emissione di Eurobond.

Restano comunque sullo sfondo i timori per la crisi debitoria della zona euro, oltre alla preoccupazione per un’imminente stretta monetaria in Cina. Secondo il quotidiano China Securities Journal la Banca centrale cinese avrebbe preso la consuetudine di alzare i tassi immediatamente prima della diffusione dei dati sui prezzi al consumo, in agenda per lunedì.

Occhi puntati oggi – oltre che sull’Ecofin – anche sull’Irlanda, con il governo di Brian Cowen che oggi tenterà di far approvare il bilancio 2011. In caso di fumata nera si innescherebbe una reazione a catena di eventi negativi, primo fra tutti il mancato avvio del pacchetto di salvataggio a favore del paese deciso dall’Unione europea.

Secondo Peter Dixon, strategist di Commerzbank ha senso che a questo punto dell’anno si veda qualche acquisto a New York, a prescindere dalle notizie economiche. I rialzi possono infatti essere attribuiti anche ad una serie di prese di posizioni in vista della fine dell’anno. “Nel complesso i numeri trimestrali per il 2011 sembra che saranno favorevoli e gli investitori agiscono di conseguenza, preparati ad un altro anno di buona crescita degli utili”.

Ieri nella serata americana il presidente Barack Obama ha offerto i dettagli di un compromesso preliminare stretto con l’opposizione riguardante il prolungamento delle agevolazioni fiscali a tutti gli americani nei prossimi due anni, concesso in cambio dell’ottenimento del rinnovo dei sussidi di disoccupazione a milioni di persone.

Si puo’ parlare di “resa” di Obama, che dopo la vittoria repubblicana al Congresso delle elezioni di poche settimane fa, si e’ trovato in un certo senso costretto a dare l’ok agli incentivi fiscali che erano stati promossi dal suo predecessore Bush. Tale resa sul fronte fiscale “alleggerisce il peso che grava sulle spalle della politica monetaria, da cui ci si attende una funzione di stimolo della ripresa dell’economia”, afferma in un’intervista a Bloomberg David Forrester, currency economist di Barclays Capital, precisando che in Europa “c’e’ disaccordo tra gli esponenti di politica monetaria, il che sta aumentando l’incertezza”.

I volumi sono per sopra la media (NYSE 590 milioni, Nasdaq 880 milioni di titoli passati di mano), con i titoli in rialzo che sono in numero maggiore rispetto a quelli in ribasso (1818/1107 sul NYSE, 1640/922 sul Nasdaq) e con i nuovi massimi che si confrontano con i nuovi minimi in rapporto di 413 a 6 sul NYSE e 352 a 18 sul Nasdaq.

Tra i settori, si distinguono in rialzo: Copper Miners-COPX +2.1%, France-EWQ +1.6%, Chile-ECH +1.2%, Austria-EWO +1.1%, Internet-FDN +1.1%, Europe-IEV +1.0%, Australia-EWA +1.1%, Holland-EWN +1.1%, Steel-SLX +1.0%, Semis-SMH 1.0%. In ribasso: Palladium-PALL -3.9%, Jr. Gold Miners-GDXJ -2.5%, Gold Miners-GDX -1.9%, Silver/Miners-SLV/SIL -1.8%, 20+ yr Treasuries-TLT -1.7%, Platinum-PPLT -1.5%, Grains-JJG -1.3%, Sugar-SGG -1.3%, Gold-GLD -1.3%, Livestock-COW -1.1%, South Africa-EZA -1.1%, Airlines-FAA -1.0%, Cotton-BAL -1.0%, Natural Gas-UNG -1.0%, Coal-KOL 1.0%.