WALL STREET IN PANNE, LA FED TAGLIERA’ 25 O 50 BP?

17 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Sessione volatile a Wall Street caratterizzata da bassi volumi di scambi, con gli operatori gia’ orientati alla decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse, in calendario martedi’ alle 20:15 ora italiana. Il Dow Jones e’ arretrato dello 0.30% a 13402, l’S&P500 dello 0.52% a 1476, il Nasdaq ha ceduto lo 0.79% a 2581.


Anche oggi a catalizzare maggiormente l’attenzione degli investitori e’ stato il comparto finanziario. I problemi della banca britannica Northern Rock hanno infatti risvegliato i timori sul comparto del credito e sull’impatto che la crisi del settore finanziario potra’ avere sull’intera economia.

Northern Rock ha richiesto un finanziamento d’emergenza alla Bank of England. Nonostante le rassicurazioni delle autorita’ competenti, migliaia di clienti del gruppo finanziario si sono precipitati a ritirare i propri risparmi e chiudere i conti. Il titolo e’ arrivato a segnare una perdita del 40%, anche sull”onda del rumor che siano stati ritirati $4 miliardi. E’ la prima volta in oltre 30 anni che ci sono scene di panico agli sportelli di una banca in Gran Bretagna.

Inevitabile la reazione del mercato, con i titoli bancari in maggiore calo anche a causa del nervosismo legato alla pubblicazione dei risultati fiscali di alcune grosse banche d’investimento. Goldman Sachs (GS), Morgan Stanley (MS), Bear Stearns (BSC) e Lehman Brothers (LEH) hanno tutti trattato in ribasso. Anche American Express (AXP), Citigroup (C) e JP Morgan (JPM) (componenti del Dow Jones) sono stati colpiti dalle vendite.

L’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, intervenuto alla TV americana, ha dichiarato che al momento non e’ ancora chiaro se le turbolenze nel mercato finanziario avranno un impatto duraturo sull’economia generale. In un’intervista al programma della Cbs “60 Minutes”, Greenspan ha detto che le previsioni per l’economia degli Stati Uniti sono piuttosto “grame” (pretty gloomy) e che “il riemergere dell’inflazione” e’ il problema piu’ serio che la Fed dovra’ fronteggiare in futuro. Quasi a significare che il suo successore Bernanke dovra’ stare attento a giocare troppo al ribasso con la leva dei tassi.


Sul tema leggere l’opinione:
LA FED TRA DUE FUOCHI NEL RIBASSO DEI TASSI

Il clima generale che si continua a respirare sui mercati e’ comunque ancora caratterizzato da incertezza e nervosismo. C’e’ grande attesa per l’incontro del FOMC relativo alla decisione sui tassi d’interesse, che comincera’ a Washington alle 15:00 ora italiana per terminare alle 20:15. Le previsioni del consensus degli analisti sono per un taglio del costo del denaro di 25 punti base, il che porterebbe al 5.00% il tasso sui fed funds. Sono comunque in molti a credere in un’operazione della Banca Centrale piu’ aggressiva, sperando in un abbassamento dei tassi dello 0.50%.

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Negativi i segnali giunti prima dell’apertura dal fronte macroeconomico. L’indice Empire State Index, che monitora l’andamento dell’attivita’ manifatturiera nell’area di New York, ad agosto e’ sceso a livelli inferiori rispetto a quelli previsti dagli analisti.

Nel comparto tecnologico, ordini di vendita sul titolo del colosso informatico Microsoft (MSFT) dopo che l’Unione Europea ha confermato la condanna per abuso di posizione dominante e la relativa multa di 497 milioni di euro. L’azione ha perso l’1.20% circa.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico nuovo record del petrolio. I futures con consegna ottobre hanno chiuso con un rialzo giornaliero di $1.47 a $80.57 dopo essere saliti ad un nuovo massimo storico di $80.70 al barile.

Sul valutario, euro sempre sui massimi ma in lieve flessione nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3865. In progresso l’oro: i futures con consegna dicembre hanno chiuso a quota $723.80 all’oncia, in rialzo di $6.00 ma nell’intraday hanno toccato i $728, cioe’ il massimo degli ultimi 16 mesi. In calo infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.47%.