Wall Street in calo per la terza seduta di fila

23 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Ancora una seduta in rosso, la terza di fila, per la Borsa Usa con gli investitori che continuano a digerire una pioggia di trimestrali. A nulla sono servite le notizie sul fronte del lavoro: le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese sui minimi del 1973. In particolare, la scorsa settimana le richieste sono scese di 26mila unità a quota 255mila. Il dato reso noto dal dipartimento del Lavoro è nettamente migliore delle attese degli analisti che si attendevano un ribasso più modesto a quota 278.000.

Nelle finale: Dow -0,67% a 17.832 punti, lo S&P 500 perde lo 0,57% 2.102 punti mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,50% a 5.146 punti

Sempre dal fronte macro, l’indice dell’attività economica nazionale misurato dalla Fed di Chicago si è attestato a +0,08 punti a giugno a fronte del -0,08% del mese di maggio. La media mobile dei tre mesi è migliorata a -0,01 da -0,07. In particolare da segnalare il miglioramento degli indici relativi alla produzione industriale e quelli relativi all’occupazione.

Dal fronte societario invece, il titolo della General Motors sale (+4%) dopo una trimestrale in cui gli utili sono balzati in un anno a 1,1 miliardi di dollari da 200 milioni grazie all’andamento del mercato nordamericano.

Caterpillar (-3,6%) invece ha deluso sul fronte sia dei profitti sia dei ricavi. Il colosso americano dei macchinari pesanti ha cosi’ abbassato le previsioni sulle vendite dell’intero anno.

l colosso del fast-food McDonald’s (-0,5%) ha invece registrato conti in calo ma meno delle previsioni. Tuttavia le vendite nel mercato piu’ importante, quello Usa, sono scese piu’ delle stime.

Meglio è andata a Dow Chemical che ha riportato profitti in rialzo a 91 centesimi nel secondo trimestre, facendo meglio delle attese. Da parte sua la compagnia farmaceutica Eli Lilly ha alzato l’outlook per l’esercizio fiscale annuale.

Le materie prime non riescono a uscire dalla fase ribassista. Dopo che ieri il Bloomberg commodities price index, che replica un paniere delle risorse di base più utilizzate al mondo, è sceso a 95,5, ossia ai minimi da marzo del 2002, i futures sul petrolio Wti fanno +0,28% a 49,33 dollari al barile. I contratti sul Brent cedono -0,2% a 56,02 dollari. L’oro guadagna lo 0,85% a 1.103,53 dollari l’oncia. L’argento segna un +0,94% a 14,95 dollari l’oncia.

Sul valutario, l’euro guadagna lo 0,53% a 1,0987 dollari. Il dollaro vale 123,78 yen. In confronto alla sterlina la moneta unica fa +0,22% a 0,7015, sul franco svizzero cede -0,06% a 1,0483.

Nonostante segni di continuo miglioramento del mercato del lavoro americano, i Treasury si muovono in rialzo. Le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese sui minimi del 1973, un ulteriore indicazione del fatto che la Federal Reserve inizierà ad alzare i tassi di interesse quest’anno. Eppure molti operatori di borsa non si aspettano una stretta già a settembre. Il decennale vede rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – salire sui massimi di due settimane al 2,329% dal 2,322% di ieri. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,0356%

(DaC-MT)