WALL STREET IN BUON RIALZO, COLPO DI RENI FINALE

16 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street ha proseguito sulla via dei rialzi, spinta dalle buone trimestrali nel comparto tecnologico e dai robusti dati macro. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.56% a 11120, l’S&P500 lo 0.73% a 1289, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.80% a 2294. Gli investitori non sembrano aver risentito del recupero del greggio, che ha messo fino ad una serie di ribassi durata quattro sessioni consecutive.

Nell’after hour di mercoledi’ il colosso informatico (HPQ) e la nota societa’ di chip (AMAT) hanno riportato risultati trimestrali superiori alle attese degli analisti. HPQ e’ arrivato a guadagnare piu’ del 9%, segnando un nuovo massimo di 5 anni, AMAT, invece, e’ arretrato di circa 2 punti percentuali, nonostante gli ottimi risultati, in seguito ai commenti negativi della banca d’affari Goldman Sachs. Dopo la chiusura delle borse sono attesi i numeri di Dell. Contenuta la variazione del titolo al suono della campanella.

Nel comparto retail, in calo Target, danneggiata dai giudizi di alcuni analisti relativi al calo dei margini operativi che hanno oscurato la trimestrale superiore alle attese; in rialzo, invece, JC Penny, forte del balzo del 65% dell’utile netto.

Tra le altre notizie societarie, spicca il calo della radio satelliatre XM Satellite Radio, che nel quarto trimestre ha riportato una perdita superiore a quella pronosticata dagli analisti. Il titolo ha ceduto poco meno del 5%.

Numerosi gli aggiornamenti economici rilasciati in giornata. Con buona pace di quanti gridano all’immediato scoppio della bolla immobiliare, il mercato delle case ha continuato ad offrire segnali di forza. Nel mese di gennaio i nuovi cantieri edili hanno registrato un balzo del 14.5% a quota 2.276 milioni di unita’. Il consensus degli economisti era per un aumento piu’ contenuto pari a 2.023 mln.

Continua il buon momento del mercato del lavoro. Nella settimana cvonclusasi lo scorso 11 febbraio, le nuove richieste per sussidi di disoccupazione sono cresciute a 297 mila unita’ (consensus 285 mila), attestandosi, ancora una volta, sotto l’importante soglia delle 300 mila unita’.

In espansione anche l’attivita’ manifatturiera nell’area di Philadelphia. Il relativo indicie e’ rimbalzato a 15.4 punti, dopo essere crollato a gennaio a quota 3.3, battendo le stime che erano per un valore di 9.2 punti.

Alcune preoccupazioni le ha sollevate, pero’, il dato di gennaio sui prezzi all’importazione, in rialzo dell’1.3% (consensus 1%), a causa dell’incremento dei prezzi dei prodotti petroliferi provenienti dall’estero. L’indicatore ha intensificato i timori di un possibile incremento delle pressioni inflazionistiche che potrebbe portare la Federa Reserve ad alzare i tassi d’interesse.

Proprio mercoledi’, nell’intervento al Congresso, il neo presidente della Banca Centrale Usa, ben Bernanke, ha ribadito che per contenere l’inflazione potrebbero essere necessari ulteriori rialzi del costo del denaro.

Nel comparto energetico, e’ tornato a guadagnare terreno il petrolio, reduce da una serie di quattro sedute consecutive di ribassi. I contratti futures con scadenza marzo sono avanzati di 81 centesimi a quota $58.46 al barile. A determinare il rialoz dell’oro nero sarebbero state le voci di un possibile taglio alla produzione da parte dell’OPEC.

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Sugli altri mercati, in recupero l’oro. I futures con scadenza aprile hanno registrato un aumento di $6.10 a $548.80 all’oncia. Stabile l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York, il cambio e’ a quota 1.1891. In lieve rialzo infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.596% dal 4.610% di mercoledi’.