WALL STREET: IL NASDAQ SI SPEGNE NEL FINALE

15 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura contrastata per le borse USA, con il Nasdaq che chiude in rosso annullando nel finale i rialzi della mattinata, quando era arrivato a guadagnare fino anche al 2,89%.

Termina invece in territorio positivo il Dow Jones che, sulla scia delle buone prestazioni dei titoli del comparto finanziario, di AT&T e di Disney, riesce a riconquistare l’importante soglia psicologica dei 10.000 punti, persa dopo la pesante flessione di mercoledi’.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.940,71 (-1,59%), il Dow Jones ha chiuso a 10.031,28 (+0,58%), l’S&P 500 a 1.173,56 (+0,59%) e il Russell 2000 a 452,16 (-0,34%).

Il tabellone elettronico non e’ riuscito dunque a concludere la seduta col segno piu’, cosa che in mattinata sembrava scontata, vista anche l’euforia con cui il mercato aveva accolto le previsioni sugli utili di Nokia.

Questa mattina il gigante finlandese dei telefoni cellulari aveva annunciato un utile per azione per il primo trimestre in linea con le stime, nonostante la contrazione dei volumi di vendita.

Un annuncio che, dopo aver contribuito a dare vigore alle borse europee, aveva contagiato positivamente anche Wall Street.

“L’annuncio di Nokia e’ un segnale positivo per tutto il mercato – ha commentato Adrian Brass, money manager di Investec Asset Management – dimostra infatti che societa’ solide con un management forte possono produrre buoni risultati anche in momenti di debolezza del mercato”.

Nel pomeriggio pero’, l’ondata rialzista sul tabellone elettronico si e’ andata affievolendo, spenta in parte dalle preoccupazioni per i risultati trimestrali di Oracle (attesi per dopo la chiusura), in parte per l’esaurirsi del rimbalzo seguito alla flessione di mercoledi’, come spiega Arthur Cashin, capo delle operazioni sul floor del Nyse per UBS PaineWebber.

“Un rimbalzo come questo avrebbe bisogno di maggiori volumi per essere credibile”, commentava Cashin, a circa un’ora dalla campanella di chiusura.

A sostenere il Nasdaq non sono servite nemmeno le notizie positive giunte dal Giappone, notizie che invece hanno fatto la fortuna del Dow, ieri affossato proprio dalle voci di un imminente bancarotta di tre delle principali banche del Sol Levante.

Questa mattina il ministro delle Finanze di Tokio, Kiichi Miyazawa, ha proposto la costituzione di un fondo d’investimento con denaro pubblico per sostenere le istituzioni finanziarie in crisi.

Una proposta che e’ servita ad allontanare, almeno in parte, le preoccupazioni per lo stato di salute delle banche nipponiche e a dare vigore ai titoli del settore finanziario trattati a Wall Street.

“Senza il rialzo del Nikkei, probabilmente oggi non avremmo assistito a una ripresa del Dow”, ha commentato David Briggs, responsabile degli investimenti di Federated Investors Inc.

“Quando Wall Street e’ giu’ – aggiunge Briggs – il calo si ripercuote inevitabilmente sul Giappone, ma alle volte succede anche il contrario”.

Il Nasdaq e’ rimasto insensibile anche di fronte al rinvigorirsi delle speranze per un intervento aggressivo della Federal Reserve sui tassi interesse, con un taglio di 75 punti base.

Dopo che i dati macroeconomici della mattinata avevavo fornito rassicurazioni ai mercati sullo stato di salute dell’economia USA, e in particolare sull’andamento delle pressioni inflazionistiche, la maggior parte degli analisti era tornata a sostenere la propsettiva di un taglio dei Fed Funds dello 0,75%.

Questa mattina il dipartimento del Lavoro Usa ha reso noto che i prezzi dei beni importati negli Stati Uniti in febbraio hanno registrato un rialzo dell’1,7% (incluso il settore petrolifero), mentre quelli dei beni esportati sono invece scesi dello 0,2%.

Buone notizie anche dagli indici della Fed di Philadelphia, che segnalano per il mese di marzo una contrazione economica contenuta e un tasso di rallentamento inferiore a febbraio.

L’attivita’ manifatturiera della regione, cosi’ come rappresentata dall’indice, ha raggiunto un livello di -23,5 punti in marzo. Si tratta di un miglioramento netto rispetto al mese precedente, in cui l’indice aveva raggiunto quota -30,5 punti.

In attesa della seduta di martedi’ prossimo, quando si riunira’ il Federal Open Market Committee (FOMC), l’organo della banca centrale USA che decide in materia di politica monetaria, la giornata di domani si presenta ricca di dati macroeconomici.

Alle 14.30 (le 8.30 ora di New York) saranno comunicati l’indice dei prezzi alla produzione e la produzione industriale in febbraio, mentre alle 16.00 (le 10.00 ora di New York) sara’ reso noto l’indicatore preliminare della fiducia dei consumatori rilevato dall’Universita’ del Michigan.

Domani e’ inoltre giornata di ‘triple witching’, la scadenza contemporanea di futures, opzioni e opzioni sui futures.

Sui listini in generale hanno mostrato una tendenza al rialzo il settore telecomunicazioni, infrastrutture per le telecomunicazioni, biotecnologico, utility, brokeraggio, edilizia, trasporto aereo, bancario.

In calo invece il settore oro, ferroviario, giocattoli, bevande analcoliche, aerospaziale, farmaceutico, controllo inquinamento, alimentare, tabacco, estrazione petrolifera, beni di largo consumo.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1) Dairy Mart Convenience (DMC – Amex) – +58%;
2) US Unwired (UNWR – Nasdaq) – +29,35%;
3) RF Monolithics (RFMI – Nasdaq) – +28,38%;
4) SeeBeyond Technology (SBYN – Nasdaq) – +26,62%;
5) IRIDEX Corp (IRIX – Nasdaq) – +24,24%

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1) Vitech America (VTCH – Nasdaq) – -67%;
2) MIND C.T.I. (MNDO – Nasdaq) – -55%;
3) Avistar Communications (AVSR – Nasdaq) – -52,86%;
4) TeleTech Holdings (TTEC – Nasdaq) – -35,40%;
5) Friede Goldman Halter (FGH – Nyse) – -32,01%;

Tra i principali titoli in movimento in giornata a Wall Street:

Nel settore telefonico:

Il gigante telefonico BellSouth (BLS – Nyse) sta portando avanti trattative per l’acquisto di Sprint (FON – Nyse), il terzo operatore di telefonia a lunga distanza degli Stati Uniti. Lo riporta oggi il Washington Post. Il titolo BellSouth ha perso quasi l’1,5%, mentre il titolo Sprint ha guadagnato oltre il 6%.

Nel setttore telecomunicazioni:

Il colosso finlandese Nokia (NOK – Nyse) ha fatto sapere di attendersi per il primo trimestre margini superiori a quanto precedentemente anticipato e utili in linea con le attese del mercato. Il titolo ha guadagnato quasi il 14,25%.
(Vedi Utili: Nokia prevede primo trimestre in linea)

Nel settore software:

Gli investitori hanno gli occhi puntati sul colosso del software Oracle (ORCL – Nasdaq) che diffondera’ i dati di bilancio relativi al primo trimestre dell’anno questa sera. Il titolo ha perso oltre il 7,75%.
(Vedi Software: Oracle sotto i riflettori)

Nel settore trading online:

Charles Schwab (SCH – Nyse), il piu’ grande broker online degli Stati Uniti, ha fatto sapere oggi che la media degli scambi giornalieri effettuati tramite la sua piattaforma e’ scesa del 13% in febbraio rispetto al mese precedente. La diminuzione di traffico ha portato la societa’ a ridurre il proprio organico a 25.500 dipendenti, tagliando 850 posti di lavoro negli ultimi due mesi. Mercoledi’ la banca d’affari Bear Stearns ha ridotto le previsioni sugli utili del primo trimestre di Schwab del 15%, a 10 centesimi per azione. Il titolo ha guadagnato oltre il 4%.

Nel settore semiconduttori:

Applied Materials (AMAT – Nasdaq) ha reso noto oggi di prepararsi a licenziare 1.000 dipendenti, la maggior parte dei quali facenti capo agli stabilimenti di Austin (Texas) e Santa Clara (California). La societa’ giustifica il taglio di organico con le difficolta’ create dal rallentamento dell’economia USA. Il titolo ha perso oltre il 4,5%.

Texas Instruments (TXN – Nyse) ha annunciato in mattinata la chiusura del suo stabilimento di Santa Cruz (California) e il conseguente licenziamento di 600 dipendenti. La chiusura avverra’ entro il 2001. Il titolo ha guadagnato oltre lo 0,5%.