WALL STREET: IL DOW JONES CHIUDE SOPRA I 10.000

11 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Giornata molto positiva per le borse americane, che hanno ripreso con decisione la via dei rialzi spinte dai dati incoraggianti sulle vendite retail, dal buon andamento dell’hi-tech e dal rinnovato ottimismo sull’economia e sull’azionario Usa.

Il Dow Jones (+0.87%) finalmente ha chiuso sopra la soglia dei 10.000 punti: non accadeva dal 25 maggio del 2002. La migliore performance, tuttavia, l’ha registrata il Nasdaq, che ha messo a segno un progresso dell’1.98% a quota 1942. L’S&P500, infine, e’ avanzato dell’1.15% a 1071.

La ventata di buonumore e’ arrivata prima dell’avvio degli scambi, con le cifre di novembre sulle vendite al dettaglio. Il dato e’ cresciuto dello 0.9% contro il +0.7% atteso in media dagli analisti; particolarmente sostenute risultano le vendite di motoveicoli (+2.6%), cresciute al tasso piu’ elevato degli ultimi otto mesi.

Un’ulteriore spinta l’ha fornita nel pomeriggio la Federal Reserve: nelle minute sull’incontro del Fomc, la Banca Centrale Usa ha confermato che l’economia e’ in miglioramento e che le pressioni inflazionistiche non costituiscono una minaccia. I tassi d’interesse, quindi, possono continuare a restare bassi.

Intanto cresce la fiducia degli operatori sulle prospettive del mercato azionario. Abby Joseph Cohen, guru notoriamente ‘bullish’ di Goldman Sachs, ha alzato le stime sugli utili per azione dell’S&P500 e ha stabilito il target dell’indice per la fine del 2004 a quota 1250.

Hanno solo leggermente impensierito gli investitori le novita’ dal mercato del lavoro. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione la settimana scorsa sono salite di 13.000 unita’ a quota 378.000. Gli economisti si aspettavano un valore di 359.000.

Delle trenta societa’ che compongono il Dow Jones, oggi 26 hanno chiuso in attivo. Guida la lista dei migliori Home Depot: il colosso degli articoli per la casa ha incrementato per $1 miliardo il piano di riacquisto di azione proprie. In buon progresso anche Altria (ai massimi di 52 settimane), McDonald’s, J.P. Morgan, Intel e Boeing. La maglia nera spetta a Procter & Gamble, che ha ceduto terreno nonostante abbia confermato le previsioni sui risultati del 2003.

A livello di settori, gli ordini di acquisto si sono indirizzati soprattutto sui titoli tecnologici, spinti dalle stime incoraggianti sulle vendite dei PC. La societa’ di ricerca IDC prevede che le vendite globali di personal computer nel 2003 cresceranno dell’11% (contro la precedente stima dell’8.4%), grazie alla straordinaria performance del quarto trimestre (+15%).

Sugli altri mercati, giornata positiva anche per i titoli di Stato: il rendimento sul Treasury a 10 anni si e’ attestato al 4.238% contro il 4.318% della chiusura di mercoledi’. Il dollaro non ha particolarmente tratto beneficio dal buon andamento di Wall Street. Il cambio nei confronti dell’euro nel tardo pomeriggio a New York e’ a 1.2214.

L’oro ha rintracciato dai massimi di oltre sette anni di $413.30 all’oncia raggiunti mercoledi’, pressato dalle prese di profitto degli operatori: il future con scadenza febbraio ha ceduto $1.70 a $405.30 all’oncia. In leggero ribasso, infine, il petrolio, con il future di gennaio a $31.85 al barile (-3 centesimi).(da Target News, in tempo reale per gli abbonati a INSIDER).