WALL STREET: IL DOW CHIUDE DIMENTICANDO IL PIL

31 Luglio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici Usa terminano le contrattazioni all’insegna della debolezza, ma decisamente al di sopra dei minimi toccati durante il corso della seduta. In particolare il Dow Jones ha azzerato le perdite negli ultimi venti minuti, per virare in territorio positivo. L’esito della seduta e’ stato cosi’ decisamente meno drammatico di quanto si temesse. La comunicazione del dato macroeconomico negativo relativo al Pil Usa seguita dal dato deludente del Chicago PMI aveva fatto temere un sell off pesante.

Ma alla fine, sebbene i mercati non siano riusciti a imboccare il trend rialzista, gli investitori si sono tenuti ben alla larga dal tartassare gli indici con nuove vendite. Buon risultato, considerata l’incidenza del Pil sull’azionario. E’ terminato cosi’ l’ultimo giorno di contrattazioni del mese di luglio: da segnalare come quello appena trascorso e’ stato il peggior luglio della storia del Nasdaq. Il quadro internazionale ha avuto la sua parte: inizialmente i cali sono stati scatenati anche dall’ l’attacco suicida alla Hebrew University di Gerusalemme e dalla preoccupazione per la situazione economica in Brasile.

Ora e’ ancora tutto da vedere: sicuramente il dato sul Pil preoccupa gli economisti. L’indicatore del secondo trimestre ha infatti segnato una crescita dell’1,1%, contro l’incremento del 2,1% atteso. Rivisto al ribasso anche il pil del primo trimestre del 2002 dal +6,1% al +5%. L’indicatore ha inoltre messo in rilievo la continua contrazione delle spese in conto capitale. Ma e’ di buon auspicio la nota positiva della banca d’affari Goldman Sachs , che ha aumentato l’esposizione sui mercati azionari dal 60% al 65%, sottolineando che a livello globale i titoli presentano livelli di appetibilita’ maggiori delle obbligazioni.

Ed e’ tornato lo spettro degli scandali contabili anche oggi, con la comunicazione dell’indagine avviata dal Dipartimento di Giustizia sui conti del colosso media e Internet AOL Time Warner (AOL – Nyse). Gli indici sono poi rimasti indifferenti alla comunicazione del Beige Book , la relazione della Fed sullo stato di salute dell’economia Usa.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.328,16 (-1,19%) ;
Il Dow Jones a 8.736,59 (+0,65%) ;
L’S&P 500 a 911,62 (+0,98%) ;

SUI LISTINI

Il Nasdaq ha accusato la flessione del settore chip, sulla scia di comunicazioni negative sugli utili arrivate da KLA Tencor (KLAC – Nasdaq) e Nvidia (NVDA – Nasdaq). Male Cisco Systems (CSCO – Nasdaq), dopo che il broker Buckingham Research ha tagliato il rating sul titolo del colosso delle infrastrutture per Internet da “accumulate” a “neutral”.

Colpo di reni del Dow Jones che gia’ all’inizio della seduta aveva guardato con favore ai guadagni di American Express (AXP – Nyse). L’indice e’ stato poi risollevato dai recuperi di Alcoa (AA – Nyse) e di Johnson&Johnson (JNJ – Nyse), che ricevera’ maggior rimborsi dal Dipartimento per i Servizi Sanitari e Sociali degli Stati Uniti. In rosso Honeywell (HON – Nyse).

I SETTORI E I TITOLI IN MOVIMENTO

FARMACEUTICI (DRG). IN FORTE RECUPERO
Il settore si era messo in luce durante la prima meta’ della seduta, accusando il calo del titolo del colosso farmaceutico
Eli Lilly (LLY – Nyse), bacchettato da Merrill Lynch. Male all’inizio anche la blue chip Merck (MRK – Nyse). I due titoli hanno tuttavia recuperato nel finale, guardando ai progressi di Johnson&Johnson (JNJ – Nyse).

SEMICONDUTTORI (SOX). IN PERDITA.
A portare pressione sul settore, la societa’ di infrastrutture per chip KLA Tencor (KLAC – Nasdaq), che ieri a mercati chiusi ha annunciato utili al di sopra delle stime ma ha rivisto al ribasso le previsioni sui risultati relativi al fatturato e ai profitti del primo trimestre fiscale. A pesare sul settore anche il forte ribasso della societa’ di semiconduttori Nvidia (NVDA – Nasdaq). Male anche Intel (INTC – Nasdaq).

BIOTECH (BTK). RECUPERANO
ha limato le perdite nel finale Amgen (AMGN – Nasdaq), che inizialmente ha ceduto dopo l’accusa di aver violato i diritti di brevetto su un farmaco contro l’anemia prodotto dall’azienda del Regno Unito Transkaryotic Therapies (TKTX).

SOFTWARE (GSO).
IN ROSSO.
Il colosso Microsoft (MSFT – Nasdaq) ha siglato un’alleanza con At&t Wireless (AWE – Nyse) per offrire servizi di telecomunicazione mobile alle imprese. Le due societa’ hanno intenzione di offrire ai loro clienti una serie di apparecchi mobili (Palmari, Pc portatili o telefoni intelligenti) compatibili con il programma Windows di Microsoft. Ma la notizia non e’ stata accolta con favore dal mercato. Entrambi i titoli hanno ceduto.

INFORMATICA (GHA). IN RIBASSO.
In calo il colosso informatico IBM (IBM – Nyse) dopo aver annunciato l’acquisto della divisione di consulenza del gruppo PricewaterhouseCoopers per $3,5 miliardi. Le due societa’ sperano di concludere l’operazione entro la fine del terzo trimestre. Non molto positivo il giudizio delle banche d’affari sull’operazione. In particolare, secondo la banca d’affari SoundView Tech, l’acquisizione mettera’ sotto pressione il titolo IBM nel breve termine, ma alla fine i benefici strategici dell’operazione trascineranno al rialzo il titolo e gli utili per azione. Male anche Dell (DELL – Nasdaq), Apple (AAPL – Nasdaq), Hewlett Packard (HPQ – Nyse) e Sun Microsystems (SUNW – Nasdaq).

TELECOMUNICAZIONI (XTC). IN RIALZO.
Occhi puntati sul titolo della societa’ di telefonia Verizon (VZ – Nyse) dopo che la societa’ ha annunciato utili in linea per il secondo trimestre ma rivisto al ribasso le previsioni sui profitti per il 2002 e ridotto le stime sulla spesa in conto capitale 2002. Le stime non sono comunque inferiori rispetto a quelle degli analisti. Il titolo ha avuto un impatto positivo sulla blue chip SBC (SBC – Nyse).

FINANZIARI (DJ_FIN). BENE.
I guadagni del gigante delle carte di credito
American Express (AXP – Nyse), ‘upgradato’ dalla banca d’affari Lehman Brothers, riescono a sostenere il settore.Piatto J.P Morgan (JPM – Nyse), negativo Citigroup (C – Nyse)

PETROLIFERI (XOI). IN RIALZO. In salita il settore sulla scia del secondo giorno di crescita dei prezzi del petrolio. In leggera crescita anche la blue chip Exxon Mobil (XOM – Nyse).