WALL STREET: GLI INDICI SI DIMENTICANO DI INTEL

3 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Marco Bonelli, Managing Director di Raymond James, e’ molto conosciuto tra gli investitori istituzionali e i trader italiani. I suoi commenti quotidiani di meta’ seduta sull’andamento della Borsa Usa (comprese le indicazioni di trading operativo e le posizioni rialziste) non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La sessione di oggi si e’ aperta in lettera. Intel (INTC) ha fatto un preannuncio negativo per i prossimi risultati trimestrali. Starbucks (SBUX) ha pubblicato vendite “same-store” superiori alle attese.

Al momento, l’indice Dow Jones e’ in ribasso di 10 punti a 11015 il Nasdaq e’ in lettera di 2 punti a 2308 e l’S&P500 sta perdendo 2 punti a 1286.
Negative le performances dei settori semiconduttori, assicurazioni e costruzioni.

L’indice VIX si trova al livello di 11.78. L’indice “advance/decline” sta facendo segnare una lettura di -400. I volumi sul NYSE sono di 651 milioni di titoli scambiati.

TRADING OPERATIVO:

Questa mattina, tra le nostre posizioni ZL e FILE sono pressoche’ invariati. HON sta guadagnando lo 0.8%, mentre SSTI perde il 2.5%.

Vedi decine di small e medium cap in forte crescita segnalate da
WSI nella rubrica Titoli Caldi, una delle 8 sezioni in tempo reale
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DA QUI ALLA CHIUSURA:

Lunedi’ mattina, sara’ pubblicato il dato macro sugli ordinativi industriali.

POSIZIONI RIALZISTE:

HON (APERTA IL 21/12 A $38.00; ATTUALE $41.78; PERF. +9.95%)

LSCC (APERTA IL 29/12 A $4.36; CHIUSA IL 25/1 A $4.94; PERF. +13.30%)

RFMD (APERTA IL 29/12 A $5.58; CHIUSA IL 25/1 A $7.33; PERF. +31.86%)

SSTI (APERTA IL 29/12 A $5.16; ATTUALE $4.74; PERF. –8.14%)

ZL (APERTA IL 29/12 A $2.02; ATTUALE $2.39; PERF. +18.32%)

NASI (APERTA IL 29/12 A $2.0; CHIUSA IL 8/2 A $2.60; PERF. +30.0%)

FILE (APERTA IL 25/1 A $27.35; ATTUALE $27.15; PERF –0.73%)

BORSA: NEW YORK; SEDUTA POCO VARIATA, BENE GOOGLE/ANSA

Seduta di Borsa poco variata a New York, dopo che nella fase iniziale i principali indici di riferimento avevano accusato una sia pur contenuta flessione, per via delle cattive notizie venute da Intel (leader nei chips per computer) e del dato congiunturale riferito all’ indice Ism per i servizi, salito oltre le attese.

Quest’ ultima indicazione infatti in effetti ‘rema’ a favore di ulteriori rialzi nei tassi d’ interesse, prova ne sia che Merrill Lynch sempre oggi ha alzato al 5,5% la previsione sul livello che raggiungeranno i Fed Funds quest’ anno, dal precedente 5,0%. Fra i singoli titoli, in risalita la quotazione di Google, dopo il vistoso ribasso accusato in settimana a seguito della prima ammissione ufficiale da parte dei vertici societari di un rallentamento peraltro inevitabile delle vendite. Il titolo avanza infatti di 6,3 dollari, a 382,75 dollari, trainato dalle indicazioni fornite dagli analisti di Goldman & Sachs secondo cui Google è da comprare.

Quanto ad Intel, il gruppo ha comunicato un profit-warning sulle vendite, che nel primo trimestre dovrebbero attestarsi su 8,7-9,1 miliardi di dollari, contro i 9,1-9,7 miliardi della precedente previsione. Il titolo cede così 46 cents, a 20,03 dollari. Ma ad andare molto peggio di Intel fra i tecnologici è oggi Novell, azienda che fra l’ altro vende servizi informatici, -16% a 7,99 dollari dopo aver preannunciato un utile al di sotto delle stime degli addetti ai lavori.

Il comparto dell’ auto è ancora una volta colpito da una vicenda di bancarotta nel settore della componentistica. A chiedere l’ accesso al Chapter 11 dopo Delphi è stata infatti oggi Dana, maggiore fornitore di Ford, che non ha onorato il pagamento di un bond da 21 milioni di dollari. In particolare, GM perde 37 cents, a 19,04 dollari, mentre Ford arretra di 18 cents, a 7,48 dollari. Negli altri comparti, Wendy’s International, uno dei maggiori canali di fast-food, sale di 1,43 dollari, a 59,87. Il titolo beneficia in questo caso del fatto che il gruppo potrebbe decidere di vendere la consociata Baja Fresh, oltre che della revisione al rialzo della valutazione da parte degli analisti di Prudential Equity Group, al livello di ‘neutral’.

Fra i maggiori ribassi, quello di Checkpoint Systems, azienda che opera nei sistemi di sicurezza, -2,35 dollari a 26,24 dopo aver comunicato un utile trimestrale di 31 cents contro i 36 cent previsti da Thomson Financial. Decisamente male anche SFBC International, azienda che opera nella ricerca farmaceutica e che in Borsa lascia ul terreno il 16% a 18,63 dollari, dopo aver fatto slittare la presentazione dei conti trimestrali.

In grande spolvero all’ opposto Finisar, produttore di reti in fibra ottica che guadagna ben il 28% a 3,72 dollari dopo aver riportato un utile di tre cents per azione e ricavi per 93,5 milioni di dollari, sopra le attese. Tornando ai dati macro, l’ indice Ism per i servizi è salito a febbraio a 60,1 sopra le attese, con questo riproponendo appunto uno scenario rialzista sul versante dei tassi. L’ indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’ università del Michigan ha indicato invece in base alla statistica finale diffusa oggi un livello di 86,7 che ha deluso gli osservatori.

Attorno alle 18.30 ora italiana gli indici sono passati sia pure di poco in terreno positivo, con il Dow Jones che segna +0,19% a 11.046,08 punti, il Nasdaq composite +0,25% a 2.316,79 e lo S&P 500 +0,14% a 1.290,93.