WALL STREET GIU’, CITI CORRE, GOLDMAN NO

19 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

La prima seduta della settimana, partita in leggero calo, sembrava pronta a colorarsi di verde ma a due ore e mezzo dal suono della campanella gli indici sono negativi. L’effetto Goldman ha dunque la meglio.

I conti superiori alle attese di Citigroup e il dato record relativo al Superindice di marzo hanno gia’ esaurito il loro effetto positivo.

Il Dow perde lo 0.20% a 10998 (-20 punti), il Nasdaq cede lo 0.94% a 2458 (-24 punti) mentre l’S&P 500 scivola dello 0.53% a 1186 (-7 punti).

Gli operatori continuano a guadardare al caso Goldman, da quando venerdi’ scorso la banca e’ stata accusata di frode dalla Sec. Ci si aspetta infatti che nuovi istituti possano entrare nel mirino delle autorita’ con le stesse accuse. Il titolo perde l’1.38% dopo aver lasciato sul terreno circa il 13% nella scorsa giornata di borsa.

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L’organo di sorveglianza della Borsa Usa starebbe investigando sulle transazioni in prodotti strutturati realizzate da altri big del settore, inclusi Deutsche Bank, Ubs e Merrill Lynch. L’obiettivo e’ capire se anche altre istituzioni finanziarie abbiano omesso informazioni rilevanti su tali prodotti a scapito degli investitori, proprio come avrebbe fatto Goldman.

Fitch ha confermato il rating sulla banca mentre circolano voci che gli executive di Goldman Sachs siano convinti di esser finiti “nella parte del cattivo nella campagna dell’amministrazione Obama per la riforma delle regole finanziarie”. E’ quanto riportato dalla rivista online Politico che cita una fonte. Sulle pagine web della rivista c’e’ pubblicato un messaggio voce che il capo di Goldman Lloyd Blankfein ha lasciato sulle segreterie telefoniche dei dipendenti: “stiamo facendo i passi necessari per difendere la nostra reputazione”, ha detto.

Il rappresentante democratico Barney Frank, presidente della Commissione servizi finanziari della Camera, ha detto ai microfoni di Cnbc che il caso Goldman potrebbe aiutare l’amministrazione Obama a premere l’acceleratore sulla riforma finanziaria.

Citigroup (+4.7%) festeggia intanto il miglior trimestre dal 2007 con utili che anno raggiunto i $4.4. miliardi, pari a $0.15 per azione.

La vicenda Goldman mette in secondo piano la stagione delle trimestrali. Anche questa sara’ infatti una settimana particolarmente ricca. A mercati chiusi oggi tocca a Ibm, domani alla stessa Goldman insieme a Apple e Coca Cola.

Gia’ pubblicati i conti del gruppo di giocattoli Hasbro (+1.18%): benefici fiscali e ricavi sostenuti in tutte le categorie di prodotti hanno aiutato i profitti (triplicati a $0.40 per azione da $0.14 dello stesso periodo dell’anno scorso). Il produttore di Transformers ha anche avviato un riacquisto di azioni proprie per $625 milioni.

Nel comparto farma, Eli Lilly (+0.06%) ha registrato nel primo trimestre dell’anno profitti in calo del 5% e ha anche tagliato l’outlook sull’intero anno. Gli utili hanno comunque battuto di $0.03 per azione le stime degli analisti.

Nel settore dei servizi petroliferi, Halliburton (-0.35%) ha registrato utili trimestrali in calo ($0.23 per azione da $0.42 dello stesso periodo dello scorso anno), non riuscendo cosi’ a centrare le previsioni di Wall Street ($0.26).

Da monitorare ancora una volta il comparto aereo, messo a tappeto dalle ceneri del vulcano islandese. Secondo il commissario ai trasporti della Ue lo stop nei cieli potrebbe avere un impatto economico per il settore peggiore rispetto a quello dell’11 settembre 2001. La Iata (International Air Transport Association) ha nel frattempo criticato la gestione del caso da parte dei vari governi nel vecchio continente definando la situazione “european mess” (un casino europeo). La critica e’ arrivata dal numero uno dell’associazione Giovanni Bisignani.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio restano sui minimi di tre settimane. I futures con consegna maggio si muovono in ribasso di $1.95 attestandosi a quota $81.29 al barile (-1.95%). Sul valutario la moneta unica scivola a quota $1.3461 (-0.31%). L’oro cede di $1.95 (-0.17%) in area $1135 circa. Il rendimento sul benchmark decennale si attesta al 3.7800% rispetto al 3.7700% di venerdi’.