WALL STREET GIRA IN POSITIVO E VA SU

10 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa di Wall Street si e’ chiusa con gli indici in progresso. Gli investitori hanno preferito concentrarsi principalmente sulla buona trimestrale di Alcoa evitando di sovrappesare i deludenti preannunci di altre aziende come Chevron e Sprint-Nextel che non saranno in grado di rispettare le stime su ricavi e profitti. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.21% a 12442, l’S&P500 e’ salito dello 0.19% a 1414, il Nasdaq, infine, ha chiuso in rialzo dello 0.63% a 2459.

Le implicazioni che il continuo calo del greggio potrebbe avere sull’intero comparto energetico, inoltre, sembrano essere state temporaneamente accantonate dagli investitori, ultimamente preoccupati dall’ipotesi che una prolungata flessione dei prezzi energetici possa simboleggiare un rallentamento dell’economia globale.

Anche oggi il greggio ha ceduto terreno, pressato dalle temperature stranamente superiori alla media in molte zone degli Stati Uniti e dall’aumento delle scorte di prodotti distillati e benzina. I futures con scadenza febbraio sono arretrati di $1.62 (-2.9%) ai piu’ bassi livelli di 19 mesi a quota $54.02 al barile, dopo aver toccato un minimo giornaliero di $53.63. Dall’inizio del nuovo anno il comparto energetico ha gia’ registrato una perdita del 12% e i prezzi sono in calo del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Con riferimento agli utili aziendali, la trimestrale di Alcoa ([[AA]]) ha avuto l’effetto di tamponare le preoccupazioni relative ad una crescita dei profitti aziendali inferiore rispetto agli ultimi anni. Il titolo del gigante dell’alluminio, risultato il migliore del Dow Jones, e’ cresciuto del 6% nella sola seduta odierna.

Ma a guidare il rialzo dei listini e’ stato ancora una volta il comparto tecnologico, grazie all’euforia creata dai recenti eventi in San Francisco e Las Vegas e all’entusiasmo innescato dal nuovo lancio dei prodotti Apple ([[AAPL]]), tra cui il rivoluzionario iPhone. Il titolo del gruppo di Steve Jobs e’ avanzato del 4%, dopo essere schizzato di 8 punti percentuali nella seduta precedente, viaggiando a nuovi massimi storici.

Sempre nel comparto hi-tech (sostenuto anche dall’upgrade ad Overweight da Underweight degli analisti di Bear Stearns), positiva anche la prova del colosso dei chip Intel ([[INTC]]), che estendera’ il rapporto di collaborazione proprio con Apple e fornira’ il processore centrale del nuovo gadget telefonico.

In ambito di mergers & acquisitions, sotto i riflettori il comparto aereo, grazie al rilancio di US Airways ([[LLC]]) su Delta Air Lines ([[DALRQ]]), che ha rafforzato il peso dell’offerta di acquisto a $10.2 miliardi (+20% rispetto al valore precedente).

Sul fronte macro, il deficit della bilancia commerciale Usa si e’ ristretto a novembre per il terzo mese consecutivo, attestandosi ad un livello di $58.2 miliardi, migliore rispetto alle attese degli analisti. Sempre a novembre, le scorte di magazzino all’ingrosso sono cresciute dell’1.3%, in misura superiore a quella prevista dal mercato (+0.5%).

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Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro ha continuato ad indebolirsi rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ a quota 1.2934. In leggero calo l’oro. I futures con scadenza febbraio hanno ceduto $1.60 a $613.40 all’oncia.

Il restringimento del deficit commerciale ha poi avuto l’effetto di spingere al ribasso i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.682% dal 4.654% di martedi’.