Wall Street: chiusura in rosso, nonostante balzo petrolio

29 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Chiusura in rosso per i listini Usa, che perdono quota nonostante il petrolio – con cui c’e’ da tempo una forte correlazione – abbia corso. Il Dow Jones perde 123 punti, lo 0,74%, a quota 16.517. L’S&P 500 cede 16 punti, lo 0,82%, a quota 1.932. Il Nasdaq scivola di 32 punti, lo 0,71%, a quota 4.558.

Lo S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso il terzo mese di fila in rosso. Non succedeva dal settembre 2011.

Reduce dalla seconda settimana di fila in rialzo, il petrolio continua a correre. Al Nymex il contratto ad aprile ha aggiunto 97 centesimi, il 2,95%, a quota 33,75 dollari al barile. Si tratta dei massimi visti l’ultima volta il sei gennaio scorso. Forse gli investitori non hanno fatto in tempo a digerire quando comunicato dall’Energy Information Administration americana, secondo cui a dicembre la produzione Usa e’ scesa in un mese dello 0,5% a 9,26 milioni di barili al giorno. Si tratta del calo piu’ contenuto da mesi.

L’oro, riscoperto recentemente come un bene rifugio alla luce delle preoccupazioni per la crescita globale, si prepara a mettere a segno il maggiore incremento mensile da quattro anni. Da inizio 2016 ha guadagnato il 16%.

Dal fronte macroeconomico, i compromessi per la vendita di case esistenti degli Stati Uniti sono scesi a gennaio del 2,5% contro attese per un incremento dello 0,5%; il Chicago Pmi e’ crollato piu’ del previsto a febbraio, segno di come il settore manifatturiero nel Midwest della nazione si sia contratto dopo una leggera espansione a inizio anno. E’ il riflesso di un dollaro forte. La stessa fotografia e’ stata scattata dalla Federal Reserve di Dallas, dove l’attivita’ manifatturiera e’ rimasta sui livelli di gennaio, quando ci fu un tonfo sui minimi visti durante la recessione nel 2009.

Grande attesa per il report occupazionale di febbraio, che sarà reso noto venerdì, 5 marzo. Così un economista di Daiwa Capital Markets:

“Il report occupazionale di venerdì dovrebbe mettere in evidenza un ulteriore aumentato nella creazione di nuovi posti di lavoro. Noi prevediamo una crescita di 220.000 unità circa, a fronte di un tasso di disoccupazione che dovrebbe rimanere invariato al minimo in quasi otto anni, al 4,9%”.

Delusione sullo sfondo per l’esito della riunione del G20, a Shanghai. Nel comunicato si legge che i grandi del Pianeta “utilizzeranno tutti gli strumenti” per rafforzare la crescita dell’economia, sostenere gli investimento e assicurare la stabilità sui mercati finanziari”. Ma le parole non sono state sufficienti a placare le preoccupazioni degli investitori.

Tra le materie prime, petrolio in rialzo, con il contratto WTI che sale oltre mezzo punto percentuale avvicinandosi a quota $33 al barile e il Brent che segna un balzo oltre +1%, oltre $35. Bene anche le quotazioni dell’oro, che salgono +0,40% a $1.228,38.

Sul valutario euro sotto la soglia di $1,09, mentre il dollaro cede nei confronti dello yen accelerando al ribasso attorno a JPY 113.