WALL STREET FRENA, IL DOLLARO RECUPERA

18 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo quasi due ore e mezzo di contrattazione gli indici americani tornano a frenare allontanandosi dai massimi intraday toccati in seguito alla pubblicazione dell’indice Philadelphia Fed e del Superindice. Le quotazioni comunque restano attorno alla parita’.

A cedere di piu’ e’ l’S&P 500 (-0.30% a 1163). Il Nasdaq lascia sul terreno lo 0.04% a 2388 mentre il Dow tiene la parita’ a 10736.

Il dato che misura l’andamento dell’attivita’ manifatturiera nell’area di Philadelphia e’ migliore delle stime, confermando la corsa per il settimo mese consecutivo. In linea alle attese l’indicatore che fornisce una previsione sull’attivita’ economica americana per i prossimi 6-12 mesi.

I due dati si sono aggiunti a quelli pubblicati nella prima mattinata newyorkese. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno leggermente deluso le attese ma segnalano comunque un miglioramento del mercato del lavoro. Invariato il dato sull’inflazione a febbraio.

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Il tutto avviene all’indomani di una seduta che ha permesso al Dow (nonostante bassi volumi) di toccare il top del 2010 e mettere a segno la settima seduta consecutiva di rialzi, la dodicesima su 14 giornate di contrattazione. Nelle ultime 5 settimane l’indice ha guadagnato 825 punti mentre S&P 500 e Nasdaq si trovano sui livelli piu’ alti toccati dal 2008.

Per molti operatori il rally sembra pero’ essere arrivato alla fine. A mettere il bastone tra le ruote, ancora una volta come accade da ormai due mesi circa, i timori sulla tenuta della Grecia. Il paese ha dichiarato che potrebbe aver bisogno di aiuti per far fronte alla sua situazione debitoria. Atene ha fatto sapere di preferire il soccorso del resto dell’Europa al Fondo monetario internazionale, dopo aver pero’ minacciato il ricorso a quest’ultimo alla luce della proposta tedesca di escludere dall’Eurozona i paesi troppo lenti
nell’aggiustare i conti pubblici.

Sul rimbalzo tra chi debba aiutare la Grecia e’ stato definito dal numero uno di Pimco Mohamed El-Eriam come un “gioco tra conigli” preannunciando che non ci sara’ una soluzione nel breve.

I Repubblicani intanto hanno aperto alla riforma finanziaria su cui si sta battendo il senatore democratico Christopher Dodd. “La porta e’ aperta” per una negoziazione bipartisan, ha riferito il senatore Richard Shelby aggiungendo pero’ che “ci sono ancora molti repubblicani che sono contrari al provvedimento”. Nel frattempo Citigroup ha tagliato il settore finanziario globale a Neutrale da Overwieght. Il settore, affetto dal cosiddetto “problem child” corre quando i mercati salgono, hanno fatto notare gli analisti.

Si guarda anche alla riforma sanitaria. Sara’ domenica il giorno clou. La Camera infatti votera’ il pacchetto da $940 miliardi per i prossimi dieci anni. Secondo le previsioni, dovra’ ridurre di $130 miliardi il deficit federale nel decennio e di mille miliardi di dollari nei prossimi 20 anni. Lo ha spiegato il leader della maggioranza democratica Steny Hoyer.

Dal mondo societario sono arrivate molte indicazioni. Nike festeggia dopo aver piu’ che raddoppiato i profitti nel terzo trimestre, con ordini cresciuti del 9%. Scivola invece il titolo del corriere FedEx, da sempre considerato barometro dell’economia americana, nonostante l’utile per azione nel terzo trimestre si sia attestato a $0.76 da $0.31 e abbia alzato le stime per l’anno in corso.

Tra i bancari vola BankAtlantic Bancorp su voci di take over. Nel quarto trimestre, Ross Store ha segnato un +14% nelle vendite, raggiungendo $1.98 miliardi. Il dato e’ superiore alle attese. GameStop, che nel pre-mercato correva del 7.5%, nello stesso periodo ha registrato vendite in aumento dello 0.9% a $3.52 miliardi ma nei negozi aperti da almeno un anno c’e’ stata una contrazione del 7.9%. L’outlook pero’ ha convinto Wall Street.

Secondo il Times of London alla fine Google potrebbe continuare a mantenere attive la maggior parte delle sue operazioni in Cina. Giro di poltrone nella catena di librerie Barnes & Noble. Il 39enne William Lynch e’ stato nominato nuovo a.d. al posto di Steve Riggio (55 anni), che resta vice presidente. Lynch era entrato nel gruppo a febbraio come presidente di Barnes & Noble.com.

Teva Pharmaceutical ha avuto la meglio sull’offerta di Pfizer e si e’ aggiudicata la tedesca Ratiopharm. La mossa vale oltre $5 miliardi. Exxon Mobil, secondo voci, potrebbe essere inTeressata a British Gas. No comment dai due gruppi.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio ampliano il calo. I futures con consegna aprile cedono $0.91 attestandosi a quota $82.02 al barile. Sul valutario la moneta unica perde anche la soglia di $1.36 (-1.02%). Continua a scivolare l’oro, che cede $4.70 in area $1119 l’oncia. Quanto ai Titoli di Stato, il rendimento sul benchmark decennale continua a crescere portandosi al 3.6660% (+24 punti base).

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti: Jr Gold Miners-GDXJ +3.2%, Heating Oil-UHN +2.7%, Coal-KOL +2.4%, Gasoline-UGA +2.4%, Poland-PLND +2.4%, Metals and Mining-XME +2.2%, Taiwan-EWT +2.2%, Crude Oil-USO +2.0%, Silver-SLV +2.0% e Steel-SLX +1.9%. Le peggiori: Turkey-TUR -2.6%, Volatility-VXX -1.9%, Natural Gas-UNG -1.3%, Indonesia-IDX -1.2%, Thailand-THD -1.2%, Biotech-BBH -0.8%.

Alle 17:45 (12:45 EDT) circa il volume di scambio e’ di 382 milioni di pezzi al NYSE e 941 milioni al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 1181 a 1762 al Nyse e 1084 a 1475 milioni al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 358 a 4 al NYSE e 197 a 12 al Nasdaq.