WALL STREET ENTRA NELLA CORSA PER LA CASA BIANCA

17 Agosto 2000, di Redazione Wall Street Italia

Un sondaggio condotto da Merrill Lynch fra 33 societa’ di gestione con $2,9 trilioni di fondi in portafoglio, ha rilevato che il 73% dei manager prevede la vittoria repubblicana alle elezioni presidenziali di novembre, ma indipendemente da chi sara’ il nuovo presidente americano, non e’ il momento di allentare la politica fiscale.

Gli Stati Uniti stanno vivendo il piu’ lungo periodo di espansione economica dalla seconda guerra mondiale e l’avanzo di bilancio dovrebbe raggiungere $4,2 trilioni per il periodo 2001-2010.

In questa situazione entrambi i candidati George W. Bush e Al Gore sono in grado di promettere un taglio fiscale e un aumento della spesa pubblica, pertanto la scelta dell’elettorato va al programma offerto in materia di bilancio.

La maggior parte ($2,5 trilioni) dell’avanzo pubblico e’ destinato al sistema pensionistico che sara’ oggetto di riforma sia sotto il partito democratico che quello repubblicano e entrambi i candidati presidenziali intendono ridistribuire i rimanenti $1,7 trilioni all’elettorato sotto forma di tagli fiscali. Bush promette una riduzione di $1,3 trilioni nei prossimi 10 anni, mentre Gore e’ per un taglio di $500 miliardi, affiancato dall’aumento della spesa pubblica.

I gestori di fondi intervistati da Merrill Lynch hanno pertanto analizzato i tre principali impieghi dell’avanzo di bilancio – riduzione del debito, taglio fiscale e aumento della spesa pubblica – per vedere il loro impatto su economia, tassi d’inflazione e mercati finanziari.

Il 63% pensa che la riduzione della pressione fiscale porterebbe la maggiore espansione economica, grazie all’aumento della spesa dei consumatori; il 68% associa la crescita della spesa pubblica a un alto livello inflazionistico e il 93% crede che la politica di riduzione del debito nazionale sarebbe la piu’ efficace nella riduzione degli interessi a lungo termine.

Oltre la meta’ dei gestori prevede poi un impatto positivo del taglio fiscale sul mercato mobiliare, dovuto alla crescita dei consumi e al conseguente aumento degli utili aziendali, ma il 44%, forse timoroso di una stretta monetaria della Fed, si affiderebbe alla riduzione del debito nazionale per stimolare i mercati.

Scelta condivisa anche dal chairman della Federal Reserve Alan Greenspan che preferirebbe attendere – come il 72% degli intervistati – prima di allentare la politica fiscale del Paese.