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Wall Street: effetto Europa su indici Usa, Nasdaq +3,0%

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New York – L’intesa raggiunta dall’Eurogruppo sul meccanismo anti-spread fa volare Wall Street: il Dow Jones ha chiuso guadagnando il 2,2% (277,83 punti) a 12.880,09; lo Standard & Poor’s 500 Index e’ salito del 2,49% (33,12 punti) a 1.362,16. Il Nasdaq Composite Index e’ balzato del 3,0% (85,56 punti) a 2.935,05.

New York quindi piuttosto euforica, sulla scia delle borse europee, in rialzo anche l’euro verso quota $1,27, e inoltre rally delle materie prime. L’accordo siglato nel summit del Consiglio europeo rassicura praticamente tutti i mercati, a discapito degli asset considerati più sicuri, che fanno dietrofront dopo i recenti acquisti. Vendite sui Treasury, con i rendimenti a 10 anni che scambiano all’1,64%, in rialzo del 4,53%.

Gli Stati Uniti accolgono con favore le misure decise dall’Eurozona per contrastare la crisi; ha prevalso la linea dell’asse Monti-Hollande: in particolare le msiure per la ricapitalizzazione diretta delle banche e la proposta del premier di adottare una misura antispread, permettendo ai paesi più vulnerabili come Italia e Spagna di attingere al Fondo Salvastati per acquistare i propri titoli di stato, è stata approvata. Certo, gli ostacoli già non mancano visto che la cancelleria tedesca Angela Merkel sembra voler ritornare sui suoi passi. Merkel ha infatti precisato che i paesi che acquisteranno i propri bond dovranno comunque rispettare condizioni che saranno controllate dalla troika Ue-Bce-Fmi.

Detto questo, è indubbia la vittoria del premier Monti, che è riuscito a far passare la proposta anti-spread, anche se molti sono gli analisti che temono che la misura non avrà una grande incidenza nel lungo termine.

Tornando alla reazione dei mercati, è proprio l’effetto sorpresa a scatenare i buy sull’azionario globale, dato che le aspettative sull’esito del meeting erano decisamente basse. Quasi tutti si aspettavano infatti un flop.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, le notizie che arrivano si confermano contrastate: resi noti le spese e i redditi personali, l’indice Chicago PMI – che misura le condizioni di salute dell’attività manifatturiera dell’area di Chicago – e che è stato pressocché in linea con le previsioni. Deludente invece la lettura finale dell’indice della fiducia dei consumatori stilata dall’Università del Michigan, che è scesa rispetto al dato preliminare, attestandosi ai minimi da dicembre.

Dal fronte societario, Ford Motor ha comunicato che le perdite nel secondo trimestre dalle attività al di fuori del Nord America potrebbero triplicare rispetto alle $190 milioni registrate nel primo trimestre. Titolo -4%.

Rim, la nota marca produttrice dei BlackBerry, crolla -20% dopo aver riportato perdite per il primo trimestre pari a $0,37 per azione, contro attese degli analisti di un passivo attorno a $0,07 per azione. La società ha annunciato inoltre che ridurrà del 30% il personale, ovvero di 5.000 persone circa.

Male anche Nike dopo l’annuncio degli utili sul quarto trimestre, inaspettatamente in calo per la prima volta dal 2009; il titolo registra una performance decisamente negativa con -10,22%.

Guardando agli altri titoli, molto bene i finanziari, con Bank of America +4%, Morgan Stanley +3,35%, JP Morgan +0,64%, Citigroup +3,32%. L’ETF di settore, il Financial Select Sector SPDR ETF fa +1,91%. Balzo del comparto tecnologico, con il Philadelphia Semiconductor Index che fa +3,19%.

In ambito valutario, l’euro in forte rialzo sul dollaro a $1,2682 (+1,95%). Dollaro/yen +0,21% a JPY 79,58. Euro/yen +2,15% a JPY 100,94.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio balzano +5,72% a quota $82,13 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.595,90 l’oncia (+2,93%).