WALL STREET: EFFETTO CHIP PER GLI INDICI

di Redazione Wall Street Italia
20 Marzo 2002 22:00

Chiusura negativa per le borse Usa. Gli investitori oggi hanno concentrato le vendite sul colosso dei chip Intel (INTC – Nasdaq), penalizzato dalla decisione della banca d’affari Salomon Smith Barney di ridurre le stime sui risultati del secondo trimestre, dell’intero anno 2002 e del 2003.

Sulla scia si sono mossi cosi’ i semiconduttori, che hanno fatto scendere pesantemente il Nasdaq. Da sottolineare che il calo dei chip sia arrivato nonostante ieri il dato del “book to bill ratio”, il rapporto fra ordini e fatturato, abbia messo in evidenza un rialzo delle commesse per le societa’ (vedi nel calendario, sotto la voce indicatori) da quota 0,81 di gennaio a 0,87 di febbraio.

Giu’ anche il Dow, indebolito dalla brutta giornata di General Electric (GE – Nyse) e J.P. Morgan (JPM – Nyse).

Il Nasdaq ha chiuso a 1.832,87 (-2,55%)
Il Dow Jones a 10.501,57 (-1,26%)
L’S&P 500 a 1.151,85 (-1,58%)

A spingere le vendite degli investitori ha contribuito il commento dai toni chiaro scuri della banca d’affari Goldman Sachs, che se da un lato ha aumentato le previsioni sulla crescita del trimestre in corso dal 2,5% al 5%, dall’altro ha sottolineato come la Federal Reserve , dopo la decisione della seduta di martedi’ di lasciare invariata la politica monetaria, alzera’ i tassi di interesse nel 2002, portandoli al 2,5%. Le previsioni spaventano gli investitori, incerti sulla solidita’ della ripresa della congiuntura economica.

Sul Nasdaq, oltre i semiconduttori, ha perso terreno il colosso software Microsoft (MSFT – Nasdaq), sulla scia di alcune voci di mercato che coinvolgono anche Citrix (CTXS – Nasdaq), il gruppo che produce applicazioni software per server.

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Male il settore dei computer, che accusa i forti cali di Mercury Computer Systems (MRCY – Nasdaq). Il titolo del gruppo e’ stato penalizzato dalla decisione della banca d’affari Ubs Warburg di ridurre il rating sul titolo da “strong buy” a “hold”.

Sul Dow Jones ha pesato il forte calo di General Electric (GE – Nyse) dopo il giudizio negativo di Bill Gross, guru di Pimco Advisors, leader mondiale nella gestione di obbligazioni. Secondo Gross, la vendita di obbligazioni per $11 miliardi da parte di GE Capital, effettuata la scorsa settimana, e’ dovuta al fatto che la societa’ si e’ resa conto che il mercato delle cambiali finanziarie e’ molto vulnerabile e si sta esaurendo. Gross ha dichiarato che Pimco “non possiedera’ cambiali finanziarie di GE nel futuro.

Quanto a J.P. Morgan (JPM – Nyse), la banca d’affari ha accusato la decisione della rivale Lehman Brothers (LEH – Nyse) di ridurre le stime sugli utili.

La seduta si e’ confermata negativa per tutto il comparto dei finanziari, in flessione per i realizzi dopo i rialzi dell’ultimo mese. Neanche gli utili positivi pubblicati prima dell’inizio della seduta dalle banche d’affari Lehman Brothers (LEH – Nyse) e Bear Stearns (BSC – Nyse) hanno sollevato il comparto.

Sotto i riflettori Hewlett-Packard e Compaq (CPQ – Nyse). Quest’ultima, poi, ha approvato la tanto discussione fusione.

Giornata nera per Bristol-Myers (BMY – Nyse), che ha registrato un fortissimo ribasso dopo i dati deludenti su un suo farmaco. Sul titolo si e’ scagliata Merrill Lynch, che ne ha ridotto il rating da ‘strong buy’ a ‘neutral’ sul breve termine.

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