WALL STREET: DOW JONES METTE LE ALI CON BUSH

4 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Al termine delle contrattazioni a New York l’indice delle Blue Chip incassa un guadagno vicino al 2% dopo che la Corte suprema Usa ha accolto le tesi dei repubblicani nello scontro post elettorale. Chiude in rosso il Nasdaq Composite.

Il Nasdaq ha chiuso a 2.616,25 (-1,10%), il Dow Jones ha chiuso a 10.560,95 (+1,81%), l’ S&P 500 a 1.325,05 (+0,75%) e il Russell 2000 a 450,40 (-1,41%).

L’indice dei trenta principali titoli industriali, roccaforte della ‘Vecchia economia’, partito in modesto rialzo, ha spiccato il volo nella seconda parte della seduta, quando e’ stato comunicato il verdetto del massimo organo di giustizia degli Stati Uniti.

Gli alti giudici hanno cancellato la sentenza della Corte suprema della Florida in base alla quale fu posticipata la data di certificazione dei voti e avviata una verifica manuale delle schede contestate in tre contee dello stato.

Il dispositivo rileva che “sussistono forti elementi di incertezza” circa i presupposti giuridici alla base della decisione della Corte suprema della Florida.

I legali del candidato democratico, Al Gore, hanno minimizzato la portata della sentenza, definendola piuttosto come una richiesta di precisazioni.

Gli osservatori tuttavia ritengono che si tratti di un importante passo avanti per il repubblicano George W. Bush verso la Casa Bianca.

Tra mezz’ora un’altra sentenza determinante, quella del giudice Sanders Saul del tribunale di primo grado di Tahallassee in Florida, cui i democratici hanno chiesto di verificare manualmente 14.000 schede oggetto di contestazione.

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La Corte suprema non ha potuto nulla invece contro la debolezza del comparto high-tech.
A gelare le speranze per un rimbalzo tecnico del tabellone elettronico, in ribasso per la decima seduta consecutiva, e’ arrivato in prima mattinata il rapporto di Robert Pelosky, ascoltato stratega di Morgan Stanley Dean Witter.

L’analista raccomanda alla clientela di ricalibrare i propri investimenti arricchendo il portafoglio di obbligazioni e alleggerendo le posizioni sul mercato azionario.

La ricetta di Pelosky prevede di mantenere al massimo un 68% di azioni, cui affiancare il 21% in obbligazioni e il rimanente diviso tra contanti e immobiliare.

Il rapporto precedente consigliava di far pesare i titoli azionari per il 72% del portafoglio.

Il dato econonomico diffuso dal Conference Board non ha certo giocato a favore dei rialzi di borsa: il superindice che misura la performance della locomotiva Usa ha registrato in ottobre una flessione dello 0,2%. Della frenata risentiranno soprattutto le societa’ della Nuova economia, e gli investitori hanno fatto un altro passo indietro.

Sui listini in generale, in rialzo il settore della grande distribuzione, cartario, chimico, gas naturali, trivellazione petrolifera.

Hanno perso il settore Internet, automobilistico, alberghiero, bancario, trasporto aereo, biotecnologico.

Tra i principali titoli in movimento quest’oggi a Wall Street:

Nel settore alimentare, Pepsi Co. (PEP) ha guadagnato oltre il 3% dopo la conclusione dell’acquisizione di Quaker Oats (OAT) per $13,4 miliardi, pari a $97,46 per ogni azione della societa’ produttrce di Gatorade, una bevanda per sportivi con una quota di mercato dell’80%. Il titolo Quaker ha guadagnato oltre il 2,5%.

Nel settore della telefonia mobile, Ericsson (ERICY) ha annunciato che fornira’ a Intel “bluetooth”, una tecnologia wireless che permette livelli di comunicazione tra piattaforme differenti, compresi personal computer e cellulari. Il titolo Ericsson ha guadagnato l’ 1,5%, mentre il gigante dei chip, che negli ultimi sei mesi ha perso il 47% del suo valore e venerdi’ ha registrato una cessione del 10% dopo che CS First Boston ne ha ridotto le stime sul fatturato, ha perso quest’oggi il 2% .

Nel settore delle telecomunicazioni, Qualcomm (QCOM) ha ottenuto il supporto della Cina per stringere un accordo con China Unicom per sviluppare una rete nazionale basata sulla sua tecnologia. Il titolo Qualcomm ha guadagnato oltre l’ 8%.

Nello stesso settore, Sonera (SNRA), il provider finlandese di servizi wireless, ha concluso un accordo per l’utilizzo della tecnologia di terza generazione di Nokia (NOK) per i suoi servizi Internet. Il titolo Sonera ha perso il 6%, mentre il titolo Nokia ha guadagnato quasi il 2%.

Nel settore dei prodotti di largo consumo, Minnesota Mining & Manufacturing Co. (MMM), la societa’ produttrice dei cartoncini Post-it e di altri 50.000 prodotti, nota come 3M, ha nominato James McNerney presidente e amministratore delegto, togliendolo dalle fila della divisione di motori per aerei di General Electric (GE). Iltitolo 3M ha guadagnato quasi il 5,5%, mentre il titolo GE ha guadagnato oltre l’ 1%.

Nel settore di stampanti e fotocopiatrici, Xerox Corp. (XRX) ha perso il 21% a quota $4,93, scendendo al livello minimo degli ultimi 18 anni, nel timore che i severi problemi di flusso di cassa possano portare la societa’ sull’orlo della bancarotta.

Nel settore alimentare, Tyson Foods (TSN), la piu’ grande societa’ americana del comparto, ha offerto questa mattina $4,2 miliardi per l’acquisizione di IBP Inc (IBP), una societa’ di macellazione della carne. L’operazione prevede il pagamento in contanti, in azioni e assunzione delle posizioni debitorie. Il titolo Tyson ha perso quasi il 9,5%, mentre il titolo IBP ha guadagnato oltre il 9,5%.

Nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni, Adtran Inc. (ADTN) ha perso oltre il 19% dopo aver annunciato la cancellazione del meeting con gli investitori organizzato da Robinson-Humphrey Co. per venerdi’ prossimo.

Nel settore dei sistemi di sicurezza, Tyco International Ltd. (TYC) ha annunciato questa mattina l’acquisizione di Simplex Time Recorder Co., una societa’ a capitale privato, per $1,15 miliardi. Il titolo Tyco ha guadagnato quasi l’ 1,5%.

Nel settore delle telecomunicazioni, British Telecom (BTY) ha iniziato la vendita di $10 miliardi in obbligazioni; l’operazione e’ la seconda piu’ grande mai effettuata nel suo genere. Il titolo BTY ha guadagnato quasi il 4,5%.

Ecco di seguito la lista dei 10 titoli piu’ scambiati
al New York Stock Exchange (dati non ufficiali di chiusura) con
rispettivi volumi, prezzi e variazioni percentuali (verificare chiusure
definitive cliccando sul simbolo dei singoli titoli)
:

SIMBOLO

SOCIETA’

VOLUME

PREZZO (in $)

VARIAZIONE    (in punti)

VARIAZIONE (percentuale)

XRX

Xerox  

20,180,000

5.000

-1.250

-20.00%

LU

Lucent

15,446,000

15.063

-0.625

-3.98%

MOT

Motorola 

14,964,700

18.313

-0.250

-1.35%

C

Citigroup

14,765,800

47.938

-1.000

-2.04%

NT

Nortel Networks 

14,234,700

36.750

-1.000

-2.65%

T

AT&T

13,201,300

19.750

+0.188

+0.96%

WMT

Wal-Mart Stores

11,790,300

53.750

+2.563

+5.01%

PEP

PepsiCo

11,782,900

43.813

+1.438

+3.39%

PFE

Pfizer

11,525,900

44.250

+0.750

+1.72%

GE

General Electric

11,048,700

51.688

+0.688

+1.35%

Ecco di seguito la lista dei 10 titoli piu’ scambiati
al Nasdaq (dati non ufficiali di chiusura) con rispettivi volumi,
prezzi e variazioni percentuali (verificare chiusure definitive cliccando
sul simbolo dei singoli titoli)
:

SIMBOLO

SOCIETA’

VOLUME

PREZZO (in $)

VARIAZIONE   (in punti)

VARIAZIONE (percentuale)

CSCO

Cisco Systems 

110,298,700

46.125

-2.375

-4.90%

INTC

Intel 

77,802,800

33.188

-0.938

-2.75%

WCOM

WorldCom

58,982,700

14.813

-1.188

-7.42%

ORCL

Oracle

39,041,000

28.438

+2.000

+7.57%

MSFT

Microsoft

37,837,500

56.625

0.00

0.00%

SUNW

Sun Microsystems

26,962,100

79.125

+2.188

+2.84%

JDSU

JDS Uniphase

25,966,400

58.375

+2.188

+3.89%

DELL

Dell Computer

25,603,200

18.813

+0.375

+2.03%

QCOM

QUALCOMM

20,442,800

88.875

+5.875

+7.08%

RFMD

RF Micro Devices 

17,512,700

26.500

+5.313

+25.07%