WALL STREET: DOW A 8.960, NASDAQ A 1.387

26 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

Dopo un tentativo di recupero i mercati Usa tornano a incrementare le perdite, depressi dallo scandalo WorldCom.

Ha strabattuto le stime il dato sulla vendita di nuove case a maggio, che conferma il momento eccezionale del mercato immobiliare.

Il Nasdaq perde circa il 3%, e viaggia attorno ai minimi intraday del 21 settembre scorso (1.387,06 punti) e attorno ai minimi intraday del 27 maggio 1997 (1.386,83 punti).

Il 22 maggio 1997 il Nasdaq aveva chiuso a 1.372,60 punti.

Il Dow Jones si muove sotto i 9.000 punti, una quota che non sfondava dal 2 ottobre 2001.

Per la prima volta dal gennaio 1998, il Nasdaq100 (NDX) e’ sceso sotto quota 1.000.

Verificare aggiornamento indici IN TEMPO REALE in prima pagina

Sui mercati valutari continua il forte deprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro. Oggi, per la prima volta in due anni e mezzo, la divisa europea ha superato quota $0,99.
La parita’ tra le due valute, cioe’ un dollaro a 1.936,27 delle vecchie lire, sembra sempre piu’ vicina.

In calo il prezzo del petrolio. L’Opec ha deciso di mantenere inalterata la produzione.

Il caso WorldCom:

WorldCom (WCOM – Nasdaq), secondo operatore telefonico Usa su lunga distanza ha ammesso di aver perpetrato una frode contabile per $3,8 miliardi. Si tratta di una delle frodi piu’ grandi della storia americana. Il gruppo, che ha licenziato il direttore finanziario e ha annunciato tagli al personale per 17.000 posti, rischia ora la bancarotta. Il titolo WCOM e la tracking stock MCI sono sospesi in attesa di comunicato. L’ultimo prezzo di WCOM era di 10 centesimi. Il bond e’ quotato in ribasso di 30 punti.

L’agenzia di rating Fitch ha tagliato il giudizio sul debito non garantito di WCOM da “B” a “CC”.

A livello settoriale:

– Sotto pressione le banche (BIX) per via dell’esposizione nei confronti di WorldCom. Molte banche che hanno finanziato il gruppo potrebbero adesso dover fronteggiare un forte rischio legato al credito. Ma i problemi per i colossi finanziari Usa non finiscono qui. Il Senato sta indagando su accordi finanziari sospetti ideati e messi a punto da numerose banche, tra cui Citigroup (C – Nyse) e J.P. Morgan Chase (JPM – Nyse), al fine di gonfiare la liquidita’ di varie societa’ energetiche, tra cui Enron (ENRNQ – Nasdaq Pink Sheet) e Dynegy (DYN – Nyse).

– Occhi puntati sulle tlc (indici di riferimento DJ_TLS, XTC). Tra le societa’ che potrebbero risentire maggiormente del tracollo di WCOM, ci sono Lucent (LU – Nyse), Nortel Networks (NT – Nyse), Ciena (CIEN – Nasdaq) e Juniper Networks (JNPR – Nasdaq). Opinioni contrastanti su Qwest (Q – Nyse): mentre alcuni operatori ritengono che la societa’ beneficera’ del tracollo di WorldCom, J.P.Morgan ritiene che sara’ proprio Q una delle prime a risentire dell’effetto WCOM. Su Qwest pesa poi l’indagine della SEC su pratiche contabili sospette.

– Male anche i software (GSO). La banca d’affari Soundview ha tagliato le stime su numerose societa’ di software per il management tra cui Computer Associates (CA – Nyse), BMC Software (BMC – Nyse), Compuware (CPWR – Nasdaq) e Serena Software (SRNA – Nasdaq), sulle preoccupazioni di una crescente competizione determinata soprattutto da grandi giocatori come IBM (IBM – Nyse) attraverso sconti decisamente aggressivi.

Da segnalare inoltre:

– Lo scandalo WorldCom potrebbe avere ripercussioni negative sulla societa’ di archiviazione dati Electronic Data Systems (EDS – Nyse).

– In forte calo il colosso dei palmari Palm (PALM – Nasdaq) dopo i deludenti risultati trimestrali.

– Il sito online di viaggi Priceline.com (PCLN – Nasdaq) ha lanciato un allarme sul fatturato del secondo trimestre.

Sul fronte macroeconomico:

Praticamente ignorato il dato sugli ordini di beni durevoli di maggio, salvato dalla domanda di nuovi aerei, che e’ aumentata del 49,2%.

Attesa alle 20:15 (le 14:15 ora di New York) la decisione del FOMC (il braccio operativo della Federal Reserve) sui tassi d’interesse. Gli analisti sono concordi nel ritenere che l’obiettivo sui Fed Funds rimarra’ invariato all’1,75%.

Per avere tutti i dettagli clicca su WSI TITOLI CALDI , in INSIDER. Abbonati subito!