WALL STREET DEBOLE IN ATTESA DEL BEIGE BOOK

10 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari americani si avvicinano al giro di boa in calo (controlla la performance in tempo reale), vanificando i rialzi della prima parte della mattinata, caratterizzata dalla corsa dei prezzi delle materie prime e dall’innalzamento delle stime sul 2009 annunciato da Home Depot.

La propensione degli operatori, incoraggiati dalle indiscrezioni circa un miglioramento dell’attivita’ economica in Cina e dal nuovo balzo delle commodity, verso l’acquisto di azioni si e’ gradualmente contratta, in attesa di conoscere il contenuto del Beige Book della Federal Reserve sulle condizioni economiche delle varie regioni degli Stati Uniti.

In particolare pesa il calo degli industriali e delle societa’ al consumo, offuscando i rialzi dei titoli energetici. Non sono bastate le notizie positive giunte dal gigante delle vendite al dettaglio di prodotti per la casa, che ha rivisto al rialzo le stime sugli utili per azione proforma del 2009 (da -26% a una forchetta compresa tra -20 e -26%). I titoli Home Depot limano i rialzi e al momento scambiano in rialzo dell’1.5%.

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L’ultima volta il Beige Book parlava di un’ulteriore flessione o comunque di una conferma della debolezza dell’attivita’ generale dell’economia. Ora sara’ interessante vedere se le parole usate corroboreranno il messaggio arrivato negli ultimi tempi da altri indicatori chiave, secondo cui la contrazione dell’economia e’ in fase di rallentamento. Alle 20 italiane verranno rese note inoltre le cifre relative al Budget del Tesoro.

Le quotazioni del petrolio intanto hanno toccato i massimi di quest’anno oltre quota $71, con l’apprezzamento delle materie prime che ha sospinto commodity ed energetici in buon rialzo sin dalle prime battute, ma ha depresso alcuni big industriali come Caterpillar e DuPont. Nike e Amazon.com guidano i ribassi tra le societa’ al consumo.

Ritracciano anche le banche, dopo che i rendimenti del benchmark decennale del Tesoro sono schizzati sui livelli piu’ alti dallo scorso novembre, alimentando le preoccupazioni sul rialzo dei tassi di interesse, che molti temono possa finire per compromettere la ripresa economica.