Wall Street crede in una rapida ricostruzione in Giappone

di Redazione Wall Street Italia
23 Marzo 2011 21:05

New York – Con una virata in territorio positivo nel pomeriggio la borsa americana chiude in progresso, cancellando le perdite subite la seduta precedente. Gli investitori si fanno poco a poco piu’ propensi a prendere rischi, mettendo da parte per un attimo i tanti shock mondiali che la settimana scorsa tanto hanno messo pressione sui listini. In calo per gran parte della seduta il Dow ha finito per guadagnare lo 0,56% a 12.086 punti, il Nasdaq lo 0,54% a quota 2.698 e l’S&P 500 lo 0,29% in area 1.297.

A dare un contribuito importante sono state le previsioni emesse da Boeing. Il colosso dell’aerospazio ha annunciato che i flussi di cassa dovrebbero aumentare e questo consentira’ all’azienda ad alzare il dividendo l’anno prossimo. Secondo i trader inoltre il mercato e’ sempre piu’ convinto che il Giappone si rimettera’ in sesto in fretta e che le opere di ricostruzione crearanno opportunita’ importanti nel paese.

Lunedi’ il Dow aveva completato la migliore striscia su tre giornate da settembre, recuperando pero’ solo in parte le perdite subite la settimana precedente. Nella prima parte di sedute le notizie che piu’ hanno attirato interesse sono giunte da oltreoceano. Anche se va detto che alcune societa’ come Adobe Systems e Jabil Circuit, pur con destini completamente opposti, hanno attirato l’attenzione su di se’ dopo aver riportato i conti. Il gruppo di software ha registrato un bel balzo dei profitti trimestrali, ma ha tagliato l’outlook sul fatturato come conseguenza del terremoto e dello tsunami che hanno devastato il Giappone l’11 marzo.

Cree nel frattempo ha rivisto al ribasso le linee guida, mentre Discover Financial ha tratto beneficio dalla bella sorpresa che hanno riservato gli utili trimestrali e dalla decisione di alzare il dividendo. A proposito di dividendo Bank of America si e’ vista respingere dalla Fed la proposta di incrementare la cedola nella seconda meta’ dell’anno. I titoli hanno perso l’1,6%.

A compromettere la seduta in avvio sono stati i nuovi sviluppi della crisi nucleare giapponese e del conflitto libico e in Israele, dove l’esplosione di una bomba vicino a un autobus a Gerusalemme ha provocato la morte di una donna e il ferimento di 30 persone. Intanto nell’eurozona i rendimenti dei titoli di stato dei paesi dell’area periferica sono schizzati al rialzo nel giorno del voto in Portogallo sul piano di austerita’. I prezzi dell’oro nero sono saliti avvicinandosi all’area dei $106 al barile.

L’attesa, sopratutto in Europa, e’ per le notizie che riguardano Lisbona: alle ore 15 in Italia sono partite le intenzioni di voto in parlamento sul piano di austerity proposto dal governo del primo ministro portoghese Jose Socrates. Se il voto dovesse essere contrario, Socrates potrebbe dimettersi, come lui stesso ha affermato. Il partito di centro destra all’opposizione, i socialdemocratici, ha gia’ annunciato che si esprimera’ contro. La votazione, ancora in corso di svolgimento, dovrebbe quindi portare alla caduta dell’attuale esecutivo socialista, che non gode piu’ di una maggioranza parlamentare. Intanto la borsa di Lisbona ha pagato dazio, facendo peggio degli altri listini europei.

La situazione delicata mette sotto pressione il mercato dei titoli di stato e fa alzare gli spread sui periferici. In particolare lo spread tra i rendimenti dei titoli decennnali del Portogallo e del Bund salgono fino a 457 punti base, rispetto alla giornata di ieri. Fa specie il rialzo dei rendementi del due anni irlandese (10%), ai massimi dall’inizio della crisi. Questo dopo che ieri i ministri delle Finanze hanno trovato un accordo per un piano di salvataggio. I rendimenti sul decennale portoghese sono cresciuti del 7,58%.

L’attesa di come si evolvera’ la situazione in Portogallo (ma anche in Irlanda), unita ai timori che riguardano ancora la Libia e il Giappone hanno comunque portato gli investitori a rimanere cauti.

Nel paese asiatico l’acqua e’ stata contaminata e gli Stati Uniti hanno ordinato uno stop ad alcune importazioni. I livelli di iodio-131 (radioattivo) nell’acquedotto di Tokyo sono piu’ alti del solito. Non c’e’ un pericolo diretto per la salute degli adulti, ma il responsabile delle acque della citta’ ha consigliato ai genitori di non dare l’acqua del rubinetto ai neonati per precauzione. Lo stesso consiglio e’ stato anche dato per gli abitanti di Mitaka, Tama, Musashino, Machido e Inagi a ovest di Tokyo. Il Giappone stima che il danno diretto inflitto dal terremoto e dallo tsunami che ne e’ seguito sara’ di 16.000-35.000 miliardi di yen ($185-308 miliardi). Se le cifre dovessero venire confermare si tratterebbe del piu’ costoso disastro naturale della storia.

Mentre in Libia si spinge perche’ il comando delle operazioni passi alla Nato, che pero’ oggi non ha trovato un accordo, le forze di sicurezza siriane hanno aperto il fuoco contro i manifestanti riuniti all’esterno di una moschea nella citta’ di Daraa, provocando la morte di sei persone e il ferimento di decine di altri tra i presenti. Nel frattempo in Yemen, il presidente Saleh ha minacciato di far scoppiare una guerra civile.

Sul fronte macro Usa i dati sulle vendite di case nuove hanno deluso scendendo ai minimi dal 1963. Cosi’ come a gennaio, sulle cifre ha influito negativamente il maltempo.

Sugli altri mercati, i contratti del petrolio con scadenza maggio del greggio sono saliti ai massimi di 29 mesi, avanzando di $0,78 a $105,75 il barile. I contratti con scadenza aprile dell’oro hanno messo a segno un record, guadagnando $10,4 a quota $1.438 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro scende a $1,4133, accusando un ribasso dello 0,43% sul dollaro. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale si e’ attestato al 3,3480%, in rialzo di 1,6 punti base.