WALL STREET COSTRETTA AD INCASSARE IL COLPO DEL PIL

27 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Dopo i recenti rialzi, che hanno portato gli indici a nuovi massimi, Wall Street ha preferito prendere fiato nell’ultima seduta della settimana, approfittando del deludente dato sul Pil per intascare i guadagni delle ultime giornate. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.60% a 12090, l’S&P500 lo 0.85% a 1377, il Nasdaq e’ arretrato dell’1.20% a 2350.

Il dato preliminare sul Prodotto Interno Lordo del terzo trimestre ha registrato un incremento dell’1.6%, in ribasso rispetto al trimestre precedente (+2.6%) ed inferiore alle attese degli analisti pari ad una crescita del 2.1%. Ad originare la brusca frenata della crescita economica statunitense e’ stato principalmente l’ulteriore raffreddamento del comparto immobiliare, definito dallo stesso presidente della Fed, Ben Bernake, in uno stato di “sostanziale correzione”. Non ha influito sulle contrattazioni, invece, il rialzo della fiducia dei consumatori, stilata dall’Universita’ del Michigan, attestatasi a 93.6 punti dagli 85.4 di settembre.

Il fatto ha risvegliato i timori di un rallentamento economico piu’ severo del previsto, che potrebbe inficiare considerevolemnte sulla spesa dei consumatori e sui profitti aziendali. Restando in tema di utili, pero’, anche oggi hanno continuato ad arrivare numeri incoraggianti, risultati superiori alle attese degli analisti. In evidenza la trimestrale del gigante petrolifero Chevron ([[CVX]]), che ha facilmente battuto le attese degli analisti riportando un utile di $5.02 miliardi.

Superiori alle attese anche i numeri finaziari di Microsoft ([[MSFT]]), ma il titolo non e’ riuscito ad avanzare a causa dei commenti negativi espressi dalla banca d’affari Merrill Lynch relativi al rischio di un restringimento dei margini operativi. Bene invece Sun Microsystems ([[SUNW]]), in buon rialzo sulla scia dei risultati trimestrali.

Tra le altre societa’ del Dow Jones, a soffrire sono state anche il colosso fast food McDonald’s ([[MCD]]), danneggiato dalla decisione di Goldman Sachs di eliminare il titolo dalla propria “Americas Conviction Buy List”, e Caterpillar ([[CAT]]), che ha scontato le deboli previsioni sulla domanda di macchinari offerte dalla rivale Ingersoll-Rand ([[IR]]).

Nel corso della seduta, a circa due ore dalla fine delle contrattazioni, si e’ poi assistito ad un’ondata di vendite nel comparto hi-tech, che ha contribuito ulteriormente ad indebolire il Nasdaq. In seguito alla diffusione di un rapporto relativo ad un affievolimento della domanda asiatica per i chip, molte societa’ sono state costrette a rivedre al ribasso le stime sulle spedizioni di semiconduttori. Titoli di societa’ come Hewlett-Packard ([[HPQ]]), Intel ([[INTC]]), Dell ([[DELL]]) e Advanced Micro Devices ([[AMD]]), sono scivolati ai peggiori livelli giornalieri.

Nel comparto energetico, ha guadagnato terreno il petrolio. I futures con scadenza dicembre sono avanzati di 39 centesimi a $60.75 al barile, portando la performance settimanale in rialzo del 2.4%. Ad innescare gli acquisti e’ stato il fatto che i terminali petroliferi situati nel Golfo Persico hanno innalzato le misure di sicurezza sulle minacce di possibili attacchi terroristici.

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Sugli altri mercati, sul valutario, ancora in rialzo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.2732. Sessione volatile per l’oro. Alla fine i futures con scadenza dicembre sono avanzati di $1.20 a $601.00 all’oncia. In progresso i titoli di Stato sulla scia della crescita contenuta del Pil. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.6750% dal 4.7210% di giovedi’.