Wall Street contrastata, S&P giù dai massimi

23 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura contrastata per Wall Street dopo che il calo registrato a giugno dall’indice manifatturiero della Fed di Richmond ha offuscato l’entusiasmo per le buone trimestrali di Texas Instruments e Peabody Energy. A fine seduta, il Dow Jones cresce dello 0,15% a 15.509 punti, il Nasdaq perde lo 0,59% a 3.579 punti e lo S&P 500 cala dello 0,21% a 1.692 punti. Il petrolio ha chiuso a New York in rialzo, scambiato a quota 107,36 dollari al barile (+0,39%). Nel frattempo, i titoli di Stato americani si attestano in calo con rendimenti in aumento al 2,5% per il benchmark decennale e al 3,5% per il titoli trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3219 dollari mentre il biglietto verde arretra a 99,58 yen.

Sul fronte macro, secondo quanto riferito dalla Federal Housing Finance Agency, nel mese di maggio i prezzi delle case sono saliti dello 0,7% mensile dallo 0,5% di aprile (dato rivisto). L’aumento è inferiore alle stime degli analisti che si aspettavano un incremento dello 0,8%. Su base annua il rialzo è stato del 7,3%. Sotto le stime anche l’indice della Federal Reserve di Richmond, che è calato questo mese, passando da 7 a -11 punti. Gli economisti avevano atteso un aumento a 2 punti. Ricordiamo che un indice superiore allo zero segnala una crescita dell’attività manifatturiera nell’area di Richmond mentre un valore inferiore indica una contrazione.

Oggi gli investitori avranno la possibilità di conoscere una nuova sfilza di conti societari. In luce Texas Instruments che avanza di circa il 2% dopo aver espresso stime ottimiste su fatturato e profitto, entrambi numeri che dovrebbero rivelarsi superiori alle stime per il terzo trimestre fiscale.

Tra i tecnologici invece prosegue il calo visto già ieri nell’after-hours di Netflix: il gruppo di noleggio video su Internet ha deluso non sul fronte degli utili trimestrali – piu’ che quadruplicati – ma su quello del numero degli abbonati nuovi.

I conti di Ups nel frattempo lasciano indifferenti gli investitori, mentre cresce l’attesa per i risultati societari di Apple, in arrivo questa sera a mercati americani chiusi. Dal 2011, la società della Mela e’ riuscita a superare le aspettative solo in quattro occasioni su sette, nella media delle aziende “normali”. Nell’ultimo anno le attese per Apple si sono cosi’ ridimensionate per il trimestre appena concluso: stando al Wall Street Journal sono passate da 12,02 dollari per azione a 7,34 dollari, una flessione del 40 per cento. Il titolo del colosso hi-tech, in apertura oggi sceso di quasi l’1% a 422 dollari, e’ cosi’ scambiato a sole 11 volte i profitti dell’anno in corso. E la mancanza di gadget davvero innovativi potrebbe continuare a farsi sentire in mancanza di significative sorprese nei conti: gli investitori analizzeranno l’andamento dei prodotti di punta, iPhone e iPad. Gli analisti pronosticano per il trimestre, il terzo fiscale per l’azienda, la vendita di 26 milioni di smartphone e 17 milioni di tablet. Gli iPhone, in particolare, generano profitti a ritmo doppio rispetto ai tablet.

Balzo di CapitalSource dopo che PacWest Bancorp. ha rotto gli indugi e ha deciso di comprare la società finanziari mettendo sul tavolo circa $2,3 miliardi.

Sugli altri mercati, in ambito valutario, euro in calo -0,08% a 1,3175 dollari. Biglietto verde in ripresa anche nei confronti della divisa giapponese a 99.9500 yen.

Sul fronte energetico, prezzi del petrolio in calo -0,58% a $106,31 il barile, tira il fiato l’oro dopo la corsa degli ultimi giorni. Le quotazioni cedono lo 0,56% a $1.329,80 l’oncia.