WALL STREET, CHIUSURA CON INDICI POCO VARIATI

10 Gennaio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street chiude piatta, con una lievissima flessione al negativo, per il secondo giorno consecutivo una sessione piena di dati economici, ma priva di entusiasmo per gli utili aziendali.

In particolare, il volume di scambi al Nasdaq Composite ha sfiorato i livelli minimi delle ultime 52 settimane, dopo aver registrato il calo record nella giornata di ieri.

L’indice piu’ seguito dei semiconduttori, il Semiconducor Philadelphia Index (SOXX) chiude con -1,67%, a 574,49.

Recupera leggermente il prezzo del petrolio con il contratto future di febbraio su Nymex che chiude in rialzo dell’1%, mentre il contratto di marzo sul Brent ha chiuso con un rialzo dello 0,85%. Proprio oggi il future sul Brent e’ sceso in mattinata sotto l’importante soglia psicologica dei $20.

Il Nasdaq ha chiuso a 2.047,24 (-0,11%)
Il Dow Jones a 10.067,86 (+0,26%)
L’S&P 500 a 1.156,55 (+0,12%)

Tra gli elementi negativi che hanno influenzato il mercato: General Motors (GM – Nyse), leader nella produzione di autovetture, ha lanciato previsioni pessimistiche per l’industria dei veicoli industriali nel 2002. La societa’ ha dichiarato di aspettarsi una diminuzione delle vendite di veicoli industiali per l’intero settore del 10% negli Stati Uniti. L’entita’ del calo, se confermata, sarebbe la seconda di sempre.

Il mercato invece si e’ mostrato indifferente alla notizia di meta’ mattina su un jet militare F-16 da combattimento in missione di addestramento, caduto nel sud dello stato americano del New Jersey.

In particolare, sul Dow Jones hanno pesato le perdite di Intel (INTC – Nasdaq) e IBM (IBM – Nyse) (vedi la rubrica titoli caldi all’interno della sezione Insidere) e DuPont (DD – Nyse).

Sul mercato allargato hanno pesato i titoli petroliferi, dopo la notizia che Sibneft, la seconda raffineria Russa e una delle maggiori al mondo, ha intenzione di incrementare la produzione del 26% nel 2002.

Sul Nasdaq male i titoli del software e semiconduttori (con l’eccezione di RF Microdevice); bene i biotech come Imclone Systems (IMCL – Nasdaq) dopo il calo della mattinata.

Un tema dominante della giornata e’ stato quello delle vendite al dettaglio in dicembre.

Oggi sono stati comunicati i dati compilati dai grandi magazzini retail americani. L’aspettativa degli analisti era per un calo consistente delle vendite, il peggiore dal 1986.

Le notizie uscite sono state invece confortanti: in dicembre e’ salito dell’8,2% il fatturato di Wal-Mart (WMT – Nyse), la prima catena di grandi magazzini Usa.

A beneficiarne sono state in particolare GAP (GPS – Nyse) e Sears Roebuck (S – Nyse), che hanno segnato forti rialzi.

I titoli retail hanno continuato a salire nelle ultime settimane, tanto che l’indice Dow Jones retail e’ salito in dicembre del 5,6%, mentre il Dow Jones “classico” (DJIA) e’ salito solo dell’1,7%. Un ottimismo forse eccessivo.

Sul fronte macroeconomico:

I sussidi di disoccupazione americani sono diminuiti la scorsa settimana di 56.000 a 395.000, dai 447.000 della settimana precedente.Gli analisti si attendevano un calo dei sussidi a 425.000.

I prezzi alle importazioni negli USA , escluso il settore petrolifero, hanno registrato un calo dello 0,9% nel mese di dicembre. In novembre il dato era in ribasso dello 0,6%.

Le scorte di magazzino nel settore del commercio all’ingrosso sono scese dell’1,1% rispetto al mese precedente, a $290,4 miliardi. In ottobre erano scese dell’1% (dato rivisto oggi all’1,2%).

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