Wall Street chiude mista, dopo verbali della Fed

20 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo aver toccato nuovi massimi intraday, Wall Street chiude mista. Ad alimentare l’euforia, poi sgonfiatasi nel finale, il fatto che la Federal Reserve consideri improbabile un rialzo dei tassi a giugno e il mercato azionario. D’altro canto, tale decisione riflette un indebolimento dell’economia, che non fa piacere ai mercati.

Nel finale DJ -0,15% a 18.285 punti, lo S&P 500 fa -0,09% a 2.125 punti mentre il Nasdaq sale dello 0,03% a 5.071 punti. Il petrolio a luglio ha finito con un +1,7% a 58,98 dollari al barile.

Tornando alla Fed, all’interno della Banca centrale c’e’ una certa preoccupazione per quella che potrebbe essere la reazione dei mercati – abituati dal dicembre 2008 a una politica a tassi zero – quando la banca centrale americana si deciderà ad alzare il costo del denaro. Stando ai verbali del Federal Open Market Committee relativi alla riunione del 28 e 29 aprile scorsi, “i governatori hanno sottolineato i rischi possibili legati al basso livello” dei rendimenti dei titoli di Stato.

Male le compagnie aeree. Southwest Airlines ha perso il 9,1%. L’utile adjusted della compagnia area ha avvertito di attendersi per il corrente trimestre un calo dei ricavi per passeggero per ogni posto disponibile per miglio. La notizia ha fatto aumentare i timori relativi alla forte concorrenza nel settore. Sulla scia di Southwest Airlines Delta Air Lines ha perso il 5,6%, United Continental Holdings il 10,3% e American Airlines Group il 10%.

Tra i titoli, sale Ubs dopo che la banca svizzera ha siglato un accordo con le autorità americane nell’ambito di indagini su manipolazioni del mercato valutario. Con una multa da 545 milioni di dollari, il mercato brinda al completamento della vicenda.

Focus su Yahoo, che recupera dopo essere crollata -7,6% dopo aver reso noto ieri di andare avanti con il piano di scorporo della sua partecipazione in Alibaba Group Holding, anche se il Fisco Usa ha sottolineato che una tale decisione potrebbe tradursi in cambiamenti alle esenzioni che riguardano le operazioni di spinoff.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio avanzano dell’1,14% a 58,65 dollari al barile. Il Brent fa +1,36% a 64,89 dollari al barile. L’oro fa +0,03% a 1.208,19 dollari l’oncia; l’argento lascia sul campo lo 0,08% a 17,10 dollari l’oncia.

Sul valutario, l’euro cede lo 0,39% a 1,1107. Sul franco svizzero cede lo 0,2% a 1,0427. Contro la sterlina perde lo 0,43% a 0,7157. Il dollaro fa +0,2% sulla divisa giapponese a quota 120,9300 yen. (Na-Mt)