Wall Street chiude in rosso tra dati macro deludenti e timori Grecia

1 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude in negativo con gli investitori continuano a digerire una serie di dati macroeconomico deludenti, in attesa del rapporto chiave della settimana, quello sull’occupazione redatto dal governo Usa e in arrivo venerdì: quel giorno gli investitori non potranno reagire (a meno che non facciano trading dei future) perché la borsa resta chiusa per la Pasqua. Il Dow Jones perde lo 0,44% a 17.698 punti, in calo anche lo S&P 500 che ha perso lo 0,40% a 2.059 punti mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 0,42% a 4.880 punti.

Sul fronte del mercato del lavoro secondo l’agenzia che si occupa di preparare le buste paga Automatic Data Processing, in marzo sono stati creati 189.000 posti di lavoro nel settore privato, meno dei 225.000 attesi dagli analisti. Il dato alimenta la tesi di chi crede che la Federal Reserve aspettera’ fino alla parte finale dell’anno prima di iniziare ad alzare i tassi di interesse, fermi al minimo storico 0-0,25% dal dicembre 2008. E’ dal 2006 che non vengono alzati.

A cio’ si aggiunge l’Ism manifatturiero, il mese scorso sceso sui minimi del 2013. Il dato e’ sceso in marzo a 51,5 punti da 52,9 in febbraio. Il dato e’ peggiore delle attese degli analisti che si attendevano un ribasso piu’ limitato a quota 52,5 punti. Ogni dato sopra quota 50 punti indica una fase di espansione delle attivita’ economiche.le spese per costruzioni sono scese dello 0,1% in febbraio, in linea con le previsioni degli analisti. Rivisto al ribasso il dato di gennaio, a -1,7% dal -1,1% annunciato inizialmente.

Dal settore immobiliare, le spese per costruzioni sono scese dello 0,1% in febbraio, in linea con le previsioni degli analisti. Rivisto al ribasso il dato di gennaio, a -1,7% dal -1,1% annunciato inizialmente.

Si riaccendono intanto le preoccupazioni sulla Grecia. In un’intervista al tedesco Spiegel, il ministro greco degli Interni Nikos Voutzis ha spiegato che senza un’iniezione di liquidita’, il rimborso della prevista tranche al Fondo monetario internazionale non si verifichera’ in tempo, mancando la scadenza del 9 aprile.

Intanto Fiat Chrysler Automobiles ha messo a segno il mese scorso vendite in rialzo e in linea alle stime (+0,36% dopo il -1,45% a 16,31 dollari di ieri).

Sul valutario, l’euro rimbalza e fa +0,12% a $1,0744. Euro/franco svizzero -0,17% a CHF 1,0417. Dollaro/yen -0,02% a 120,11. Euro/yen -0,09% a JPY 129,02. Il Dollar Index è poco variato a 98,37.

Tra le commodities, i futures sul petrolio sono saliti grazie all’ultimo rapporto dell’Energy Information Administration: nella settimana terminata il 27 marzo c’e’ stato il primo calo della produzione in due mesi e le scorte sono cresciute per la 12 volta di fila ma a un passo piu’ contenuto di quanto visto la settimana prima. Il contratto a maggio ha guadagnato 2,49 dollari, il 5,2%, a quota 50,09 dollari al barile.L’oro guadagna +0,2% a 1,185,80 dollari l’oncia.

I Treasury iniziano il nuovo trimestre all’insegna dei rialzi, complice il deludente rapporto Adp secondo cui a marzo sono stati creati meno posti di lavoro delle attese nel settore privato (189.000 e non 225.000 come stimato). Gli investitori trovano cosi’ rifugio nei titoli di stato americani, cosa che spinge il rendimento del decennale sotto l’1,9%. Continua cosi’ un trend positivo che ieri ha visto i Treasury archiviare il quinto trimestre consecutivo con prezzi in rialzo: tra gennaio e marzo il rendimento del titolo benchmark e’ sceso dello 0,24%. In questo momento il decennale vede rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – in calo all’1,8884% dall’1,93% di ieri. Il titolo a tre mesi e’ fermo allo 0,0355%

(DaC-MT)