Wall Street chiude in ribasso sulla scia del crollo del greggio

4 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude la seduta contrastata nel giorno in cui il petrolio, dopo due sedute al rialzo è’ tornato a scivolare bruscamente: il contratto a marzo ha chiuso la seduta a New York in calo dell’8,7% a 48,45 dollari al barile sulla scia di scorte settimanali in Usa sui massimi di almeno 80 anni. Si e’ trattato del maggiore calo giornaliero dal 28 novembre 2014.

Nel finale, il Dow è l’unico indice a chiudere sulla parità (+0,04% a 17.073) sostenuto da Walt Disney che festeggia i conti. L’S&P 500 scivola dello 0,39%, a quota 2.042. Il Nasdaq perde lo 0,23%, a quota 4.717 punti

Gli investitori hanno ignorato la mossa della Banca centrale cinese, che da domani abbassera’ i requisiti sulle riserve obbligatorie delle banche. Intanto la situazione in Grecia – il cui primo ministro oggi ha incontrato il numero uno della Bce – resta incerta.

La Borsa americana è reduce dal rally di due giorni più sostenuto in quasi un mese, che ha permesso allo S&P 500 di ridurre le perdite sofferte nel 2015 dello 0,4% circa.

L’indice azionario ha di fatto registrato a gennaio il peggior mese in un anno, sulla scia di preoccupazioni relative all’impatto che il rallentamento della crescita di altre economie avrà sulla congiuntura Usa.

Hanno pesato anche i continui cali dei prezzi del petrolio – negli ultimi giorni in recupero – e l’apprezzamento del dollaro, che erode i profitti societari incassati all’estero. La volatilità è stata acuita anche dalla decisione della Swiss National Bank, la Banca centrale svizzera, di eliminare il limite al tasso di cambio tra euro e franco svizzero.

Detto questo, ora è soprattutto il destino della Grecia a tenere con il fiato sospeso gli operatori di tutto il mondo.

“La volatilità sull’azionario è più elevata…le elezioni in Grecia, la Swiss National Bank e il petrolio sono tutti fattori che hanno contribuito – ha riferito in un’intervista telefonica rilasciata a Bloomberg Ian Williams, market strategist di Peel Hunt a Londra – La valutazione dello S&P è nella parte alta del range recente. E c’è l’ammissione del fatto che la maggior parte delle buone notizie in termini di outlook sugli utili possa essere già scontata nei titoli”.

Lo S&P 500 è scambiato a un valore pari a 17,1 volte gli utili attesi, vicino alle 17,5 volte di dicembre.

Importante market mover è la stagione degli utili societari. Stando ai dati compilati da Bloomberg, il 78% circa delle società scambiate sullo S&P 500 che hanno reso noti i loro risultati di bilancio hanno battuto le attese degli analisti sul fronte degli utili, mentre il 54% ha superato l’outlook relativo al fatturato.

Focus sui dati macro, deludono dati sul lavoro. L’economia americana ha creato 213.000 nuovi posti di lavoro nel settore privato in gennaio, una numero inferiore a quello previsto dagli economisti. È quanto indica il rapporto Adp sull’occupazione nel settore privato, tradizionale anticipatore del dato ufficiale sul mercato del lavoro Usa, che uscirà venerdì. Le stime degli economisti erano fissate sulla cifra di 225.000 nuovi posti dopo i 253.000 di dicembre, dato quest’ultimo rivisto al rialzo rispetto al preliminare di 241.000.

Meglio delle attese l’attivita’ dei servizi negli Stati Uniti. A gennaio l’indice Ism non manifatturiero e’ salito a 56,7 punti a fronte dei 56,5 punti di dicembre. Gli analisti prevedevano una lettura a 56,1 punti. Scende il sottoindice relativo all’occupazione, a 51,6 da 55,7. Quello dei prezzi cala a 45,5 punti da 49,8

Sotto i riflettori il calo del titolo di Gilead – società biotech numero uno al mondo -, dopo che il colosso ha reso noto che le vendite di quest’anno saranno di $26/27 miliardi, meno dei $28,5 miliardi attesi in media.

Walt Disney +7,6% dopo aver battuto il consensus. Focus sulla notizia di M&A del giorno, con Staples che ha raggiunto un accordo per acquistare Office Depot per $11 per azione, per un valore totale di $6,3 miliardi.

In ambito valutario, l’euro -0,19% a $1,1457; dollaro/yen -0,15% a JPY 117,38; euro/franco svizzero -0,10% a CHF 1,0598; euro/yen -0,36% a JPY 134,45.

(Na-Mt)