Wall Street chiude in rialzo, JPM: volatilità in aumento

3 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI)- Chiusura in territorio positivo per Wall Street che approfitta dei buoni dati macro arrivati oggi dal settore manifatturiero oltre che dalla nuova ondata di M&A. Sul possibile intervento militare da parte degli Stati Uniti in Siria, il presidente Barack Obama, a caccia dell’autorizzazione al Congresso, ha ottenuto l’appoggio dello speaker alla Camera, il repubblicano John Boehner.

Il Dow Jones guadagna lo 0,16% a quota 14.833, il Nasdaq avanza dello 0,68%, a quota 3.612, l’S&P 500 cresce dello 0,42% a quota 1.639. Il petrolio a ottobre ha chiuso in rialzo di 89 centesimi a 108,54 dollari al barile. L’oro a dicembre ha terminato in rialzo la prima seduta su quattro con un +15,90 dollari, l’1,1%, a quota 1.412 dollari l’oncia.

La febbre delle tlc conquista intanto Wall Street. I mercati azionari globali guardano all’accordo storico con cui il colosso di Redmond Microsoft ha acquistato la divisione dei cellulari di Nokia, per un valore di 5,44 miliardi di euro. Mentre Nokia rimbalza, segnando sui mercati americani un balzo fino a +39% circa, Microsoft cede quasi -5%.

Si ripetono così anche a Wall Street i buy scatenati su Nokia, che in mattinata ha registrato forti rialzi sul mercato finlandese fino a +50%.

L’accordo segue l’altro, di portata storica, che vede protagonista l’acquisto della quota di Vodafone in Verizon Wireless da parte della stessa Verizon, per un valore di $130 miliardi. Il ceo di Vodafone, Vittorio Colao, in una intervista al canale televisivo Cnbc ha riferito che utilizzerà i proventi per accelerare gli investimenti nella rete wireless della società e per garantire un ritorno di $84 miliardi in contanti e azioni agli investitori.

“Siamo piuttosto fortunati, in quanto la dimensione dell’accordo ci permette un ritorno ad alta percentuale per gli azionisti, mentre la rimanente quota del 21% è sufficiente per rafforzare la società e accelerare la nostra strategia”, ha detto Colao.

Per Wall Street, che ieri è rimasta chiusa per la festività del Labour Day, questa è la prima seduta di settembre. Si apre un nuovo mese dopo gli smobilizzi che hanno fatto di agosto il mese peggiore dal maggio del 2012, con lo S&P che ha ceduto -3,1%. Soltanto la scorsa settimana, l’indice ha ceduto -1,8%.

Occhio alla nota di JP Morgan, che ha riferito che nei mesi di settembre e ottobre la volatilità continuerà a salire, e che ha raccomandato di acquistare put sugli indici azionari globali, incluso lo S&P 500. L’indice della volatilità, noto anche come indice della paura, scambiato sul Chicago Board Options Exchange, è sceso sempre in ogni mese di settembre, da quando Bloomberg ha iniziato a compilare i dati.

Quest’anno, ci sarà dunque con il suo aumento un cambiamento di rotta notevole; “Ci sono diversi elementi che potrebbero spingere al rialzo la volatilità nel mese di settembre, come l’escalation della crisi siriana, un ulteriore deterioramento dei mercati emergenti, o un tapering della Fed più forte delle attese”, ha commentato in una intervista a Bloomberg Mandy Xu, strategist sui derivati dell’azionario a New York, presso Credit Suisse.

A tal proposito, gli investitori avvertono la minaccia di tapering da parte della Fed e alcuni esperti avvertono che il vero rischio sui mercati, soprattutto emergenti, porta il nome di Larry Summers, che molto probabilmente sostituirà Ben Bernanke alla guida della Fed all’inizio del 2014: Summers sarebbe noto per essere un falco e sarebbe dunque più propenso a staccare la spina al QE.

Sul caso Siria, in una intervista rilasciata a Bloomberg Kit Juckes, strategist globale di Société Générale a Londra, sottolinea come la notizia del lancio dei missili nel Mediterraneo, smentita comunque da Israele e anche da Damasco, “ricorda che viviamo in un momento di incertezza, riguardo agli eventi che si potranno presentare nei prossimi giorni e settimane in Medio Oriente”.

Tra i titoli, bene Citigroup (+2,8%), dopo che la terza banca americana ha, stando a quanto riporta il Wall Street Journal, venduto asset di hedge fund e private equity per un valore superiore ai $6 miliardi.

Verizon giù -4% dopo l’accordo con cui pagherà Vodafone $58,9 miliardi in contanti, finanziati con il ricorso al credito, emettendo anche azioni per un $60,2 miliardi.

Dal fronte macroeconomico, decisamente meglio delle attese l’indice ISM di agosto, che ha confermato l’accelerazione della fase di espansione dell’attività manifatturiera Usa, attestandosi a un livello superiore alle stime; il rialzo dell’Ism è stato il più sostenuto in più di due anni. Meglio delle previsioni anche le spese per costruzioni, +0,6% a luglio.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,18% a $1,3166; dollaro/yen +0,40% a JPY 99,68; euro/franco svizzero +0,06% a CHF 1,2333. Euro/yen +0,22% a JPY 131,28.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio WTI -0,14% a $107,50; Brent +0,49% a $114,89, quotazioni oro +0,22% a $1.398,90.