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Wall Street chiude in recupero

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New York (WSI) – Wall Street riparte dopo aver sofferto una brusca frenata alla vigilia, scatenata dalla delusione per il Pil cinese, dal forte crollo dell’oro, dopo che a Cipro è stato ordinato di vendere una quantità pari a 3/4 delle sue riserve totali per far fronte al suo salvataggio e, in ultimo, dalla notizia dell’attentato di Boston. A fine seduta il Dow guadagna l’1,81% a 14,757 punti; il Nasdaq sale dell’1,51% a 3.265 punti mentre lo S&P 500 fa +1,46% a 1.575 punti. Ad alimentare gli acquisti un mix di fattori tra cui la diffusione di alcuni dati macro positivi, la pubblicazione di trimestrali superiori alle stime e non ultimo la ripresa delle quotazioni dell’oro dopo il crollo di ieri.

I Treasuries sono sotto pressione dopo la corsa agli acquisti della viglia, che ha portato i rendimenti decennali a chiudere all’1,68%, al valore minimo di chiusura del 2013. Il calo dei bond Usa riporta i tassi all’1,72%, si tratta del primo rialzo in quattro giorni. In crescita le quotazioni dell’oro, mentre osservato speciale rimane il Brent, che è sceso sotto la soglia dei $100 al barile per la prima volta dallo scorso luglio.

A riportare l’ottimismo sull’oro è stata la dichiarazione di Ajith Nivard Cabraal, governatore della Banca centrale del Sri Lanka, che ha affermato che la flessione del metallo giallo rappresenta ora una opportunità di acquisto. E anche BlackRock sembra pensarla allo stesso modo. Intervistata da Bloomberg, Catherine Raw, gestore di fondi a Londra di BlackRock, afferma che “nel lungo periodo l’outlook sull’oro è davvero positivo”. E questo, perchè “la probabilità di un aumento dell’inflazione nell’arco dei prossimi cinque anni è pià alta e non più bassa rispetto allo scorso anno. Inoltre, considerato anche il caso Cipro (con il prelievo forzoso), la gente guarda ad alternative” per non perdere i propri risparmi. Detto questo, l’oro è a un valore -28% dal record testato a settembre del 2011 ed è ufficialmente entrato nel mercato orso.

Il rally dell’oro è durato 12 anni, e in questo arco temporale le quotazioni sono balzate +515%, rispetto al -8% dello S&P 500. Tenendo conto però degli aggiustamenti legati all’inflazione, i prezzi sono in calo -43% rispetto al massimo storico.

Tra i titoli, sotto i riflettori Goldman Sachs, che chiude in calo nonostante la banca abbia reso noto di aver riportato nel primo trimestre un attivo per azione di $4,29, contro le stime di $3,87. I ricavi derivanti dall’attività di trading sono calati lo scorso trimestre più di quanto atteso dagli analisti. Bene invece Coca Cola (+5%), con utile di 46 centesimi per azione, meglio dei 44 centesimi attesi. Utili BlackRock $3,65 per azione, contro l’outlook di $3,57. Microsoft ha chiuso in rialzo dell’1% dopo che Morgan Stanley ha avviato la copertura sul titolo del colosso del software con “Overweight”.

Delle 35 società scambiate sullo S&P 500 che hanno comunicato i risultati fino a oggi, il 71% ha superato le attese degli analisti sul fronte dei profitti e il 59% ha superato le stime sul fronte del fatturato, stando ai dati di Bloomberg. Gli analisti intervistati da Bloomberg ritengono comunque che in media l’attivo per azione del primo trimestre del 2013 subirà una flessione -1,4% su base annua.

Dal fronte economico, l’indice dei prezzi al consumo, scesi su base mensile -0,2% e saliti +1,5% si base annua. Ottimo l’indicatore sui nuovi cantieri, che sono balzati a marzo +7%, con il tasso di costruzione delle abitazioni che ha testato il record dal 2008. Segnali positivi sono arrivati anche dalla produzione industriale salita a marzo dello 0,4% mensile oltre le stime.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio sotto pressione, con i contratti scambiati a New York -0,39% a $88,36 al barile, mentre quotazioni oro +2,41% a 1.393,90.

In ambito valutario, l’euro accelera al rialzo , +0,76% a quota $1,3133; dollaro/yen +1,28% a JPY 97,99; euro/franco svizzero +0,21% a CHF 1,2165.